Credo si possa scegliere un buon frutto solo annusandolo. Non è quasi mai quello più lucido, senza alcuna imperfezione o dal colorito più omogeneo, il più buono. E' la pesca più profumata, il melone dall'aroma più dolce, la mela dall'odore meno pungente. Così io non ho ancora avuto tempo di osservare bene in base a cosa la gente sceglie la frutta, ma so per certo che appena mi avvicino a scegliere la mia e la annuso, sempre, sempre, qualcuno dopo di me o accanto a me prova ad annusare quella che ha in mano. E se quel frutto non profuma, ne rimane sorpreso, confuso, deluso, e non sa mai se comprarlo lo stesso o farsi coraggio e provare a prenderne un altro, quasi non ci si creda che pur venendo da lontano, la frutta possa portare con sé il suo profumo.
mercoledì, luglio 21, 2010
Provare per credere...
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domenica, luglio 18, 2010
Ai bambini preferisco le patatine.
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Io Naturale! Naturel! Naturales! Φυσικό! Naravne! Natuurlijk!
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Cose buone dal mondo: Presto! by Disney's PIXAR
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sabato, luglio 17, 2010
Pensavo qualcosa tipo...
Che l'amicizia tra uomo e donna esiste solo per la donna. Esiste solo per le donne... per le bruttine, perché altrimenti sarebbero inconsolabili e per le belle, perché diversamente si sentirebbero infinitamente sole.
Che agli uomini bastano già gli uomini, siamo noi, che non ci accontentiamo mai.
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mercoledì, luglio 14, 2010
Io come Lilo.
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lunedì, luglio 12, 2010
C'è tempo
Dicono che c'è un tempo per seminare
e uno che hai voglia ad aspettare
un tempo sognato che viene di notte
e un altro di giorno teso
come un lino a sventolare.
C'è un tempo negato e uno segreto
un tempo distante che è roba degli altri
un momento che era meglio partire
e quella volta che noi due era meglio parlarci.
C'è un tempo perfetto per fare silenzio
guardare il passaggio del sole d'estate
e saper raccontare ai nostri bambini quando
è l'ora muta delle fate.
C'è un giorno che ci siamo perduti
come smarrire un anello in un prato
e c'era tutto un programma futuro
che non abbiamo avverato.
È tempo che sfugge, niente paura
che prima o poi ci riprende
perché c'è tempo, c'è tempo c'è tempo, c'è tempo
per questo mare infinito di gente.
Dio, è proprio tanto che piove
e da un anno non torno
da mezz'ora sono qui arruffato
dentro una sala d'aspetto
di un tram che non viene
non essere gelosa di me
della mia vita
non essere gelosa di me
non essere mai gelosa di me.
C'è un tempo d'aspetto come dicevo
qualcosa di buono che verrà
un attimo fotografato, dipinto, segnato
e quello dopo perduto via
senza nemmeno voler sapere come sarebbe stata
la sua fotografia.
C'è un tempo bellissimo tutto sudato
una stagione ribelle
l'istante in cui scocca l'unica freccia
che arriva alla volta celeste
e trafigge le stelle
è un giorno che tutta la gente
si tende la mano
è il medesimo istante per tutti
che sarà benedetto, io credo
da molto lontano
è il tempo che è finalmente
o quando ci si capisce
un tempo in cui mi vedrai
accanto a te nuovamente
mano alla mano
che buffi saremo
se non ci avranno nemmeno
avvisato.
Dicono che c'è un tempo per seminare
e uno più lungo per aspettare
io dico che c'era un tempo sognato
che bisognava sognare.
Ivano Fossati
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venerdì, luglio 09, 2010
Con le pietre
Quand'ero bambina bastava una striscia di pietre, un solco nella sabbia o una fila di mattoni
e quelli erano i confini del mio mondo, le pareti della mia casa, i muri della mia capanna.
Quand'ero bambina bastava la mia fantasia
bastavo a me stessa.
Costruivo pareti invisibili con precisione e simmetria, definivo i contorni delle stanze, del letto e delle sedie
dormivo sopra i sassi e poter urlare di non entrare a chi scavalcava e non passava per la porta, era definire uno spazio,
la mia identità.
Quand'ero bambina bastava una striscia di pietre, un solco nella sabbia o una fila di mattoni
e quelli erano i valichi invisibili della mia serenità
luoghi protetti
e serviva solo una pietra in più, una sola, se un angolo o un muro si rompeva con un calcio.
Mi ostino ancora oggi a costruire con file di pietra, invisibili pareti
cerco di sostituire ai sassi, cuscini e materassi
con una gran voglia dentro, di urlare a chi non entra per la porta.
Forse non è rimasta acqua tra le pietre, si è accumulata al fondo, sotto terra
e la mia identità è rimasta fragile, umida con le maree. solo, con le maree.
Forse oggi con i miei calci, si rompe il muro
ed è evidente che non basta più una pietra, una sola, per ricostruirlo. per proteggermi da tutto.
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lunedì, luglio 05, 2010
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venerdì, luglio 02, 2010
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Se non hai mai scritto una poesia d'amore...
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mercoledì, giugno 30, 2010
Pane e tempesta di Stefano Benni
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