mi sono accorta di poter decidere dove iniziano e finiscono l'inizio e la fine. che non è facile ma puntualmente sarà il momento giusto.
mi sono accorta che quasi non ho più il fiatone. che non scappo più, forse.
che anche se non so ancora qual è, dov'è, il mio posto, ne ho trovato uno che va bene anche senza chiedermi se lo è. e forse lo è proprio per questo, quello giusto.
ho viaggiato in treno e guardato attraverso il finestrino al buio.
ho visto il mio riflesso e qualcuno accanto che mi teneva la mano, forte.
ho soffiato un numero sconsiderato di candeline ed espresso così tanti desideri da far beneficenza.
ho pensato a questi anni e al loro disordine. mi sono accorta che sono passati. che è solo passato.
ho gonfiato un palloncino...
è tutto stranamente in ordine. dopo tanto tempo.
ne ho portato uno a spasso per la città...
e se qualcuno o qualcosa adesso porta scompiglio, io, con calma, rimetto in ordine.
uno rosa...
o mi lascio prendere in braccio, quando da sola non riesco a farlo.
...frog.
domenica, marzo 11, 2012
il mio primo ventinovesimo...
giovedì, marzo 08, 2012
Preghiera di una donna stanca d'esser donna.
La Vostra fortuna è d'esser uomo.
La Vostra fortuna è la Vostra dannazione e la mia, o Signore.
Vi chiedo di non avermi più in grazia, perché questo corpo così grazioso e avvenente, è già alla mercé di ogni passante.
Dov'io non potrò difendermi da quello sguardo colmo di desiderio e vuoto di intenti delicati, abbandonatemi anche Voi, se potete.
Io non so, o Signore, se qualcuno vi ha mai rivolto l'umile invito a riflettere sullo sguardo, proteso e un po' sfacciato, di un uomo tale a Voi, al cospetto di una donna.
E' uno sguardo senza casto ardore, è uno sguardo prepotente.
Dio creò l’uomo a sua immagine,
a immagine di Dio (κατ΄εικόνα θεού) lo creò,
maschio e femmina li creò. (Gn 1,27)
Creaste a Vostra immagine, uomini incapaci d'aver rispetto, tra ciglia e lacrime, per una donna.
E' uno sguardo che si appropria, il Vostro, e senza chiedere permesso.
E' guasto, è uno sguardo che assale e lascia senza minima difesa.
Non c'è vergogna né onore, ed è violenza, pura e misera, come miseri sono i pensieri che l'accompagnano in silenzio.
Il Vostro sguardo, d'uomo, è l'artifizio più meschino per tenermi a testa china e spalle basse.
Per questo, o Signore, io Vi prego, di non guardarmi da lassù, così che almeno io, da terra, possa levare gli occhi al cielo e senza vergogna, fissarvi finché anche voi vi sentirete spoglio ed umiliato.
E capirete.
giovedì, marzo 01, 2012
Rossella Urru e l'arroganza dei media
In gergo tecnico si dice notiziabilità, in parole povere è il requisito necessario affinché una notizia divenga di pubblico dominio e degna di entrare nell'agenda quotidiana dei temi da trattare.
Due sono i criteri che rendono una notizia, un fatto, notiziabile: la rilevanza del fatto stesso rispetto all'ambito di riferimento e l'interesse che può suscitare o che si prevede possa suscitare, nel pubblico.
Di fatto, com'è ben noto, non sempre tutte le notizie sono realmente rilevanti o degne di nota, ma esistono delle tecniche, piuttosto consolidate, per incrementare la percezione di rilevanza di un fatto al fine di aumentare l'interesse del pubblico.
Il pubblico, va da sé, è una merce pregiata, mutevole e da vendere al miglior offerente. In quanto merce, audience, pubblica opinione, dev'essere conservato in luogo fresco e asciutto, al riparo da luce e fonti di calore.
Il pubblico è una merce fragile e non va surriscaldato.
Il pubblico sono io, sei tu che stai leggendo, è il tuo vicino di casa che cucina la peperonata alle otto del mattino ed è in primis chiunque, consapevole o meno d'esserlo, partecipa attivamente e non alla vita politica, economica e sociale di un paese.
Dagli anni Sessanta in poi è stato un continuo susseguirsi di teorie che analizzano l'impatto dei mass media sul pubblico, una per tutte e in parte ancora attuale, la teoria della Spirale del silenzio di Elisabeth Noelle-Neumann [qui per ulteriori approfondimenti ed il testo completo], la cui tesi centrale vede nella riproposizione continua e ridondante di notizie da parte dei media la causa di una sempre maggiore incapacità del pubblico di selezionare le notizie degne di interesse e di comprendere i processi di influenza dei media. Tale incapacità susciterebbe nell'individuo, a livello inconscio, il timore costante di essere una minoranza e in quanto tale escluso dalla massa dominante.
Senza voler essere troppo retorici, in soldoni, io, tu, siamo costantemente bombardati da notizie e con sempre maggiore fatica siamo in grado di sottrarci a questo flusso ostinato o riusciamo a selezionare in modo soddisfacente le informazioni.
Il punto è che da qui al trastullarsi in questo marasma, il salto è breve, anzi, non c'è proprio il salto, restiamo seduti comodamente e clicchiamo a caso, facciamo zapping, sfogliamo guardando solo le immagini.
Siamo diventati voyeur, siamo dei guardoni che letteralmente, alla stregua di un peep show, strizziamo affaticati gli occhi davanti a notizie strette, sottili come buchi e li allarghiamo invece tra le cosce di una soubrette cercando la mutanda. Ci annoiamo a leggere i testi troppo lunghi, come questo.
Senza rendercene conto diventiamo merce sempre meno di qualità.
Quindi, e qui la smetto, contro l'arroganza dei media, contro la pigrizia mentale, contro il tempo perso per farvi i fatti dei vips su twitter o della vostra amica ubriaca su facebook, io, semplicemente, mi unisco al blogging day dedicato a Rossella Urru e vi offro stavolta una scelta molto facile.
La notizia è solo una e per leggerla impiegherete lo stesso tempo che avete impiegato a cercare di capire se Belen aveva davvero le mutande:
"Nella notte tra il 22 e il 23 ottobre Rossella Urru ed altri due cooperanti spagnoli (Ainhoa Fernandez de Rincon, dell’Associazione amici del popolo saharawi, e Enric Gonyalons, dell’organizzazione spagnola Mundobat) sono stati rapiti da uomini armati, arrivati a bordo di diversi pick-up..." continua a leggere
E sì, se accanto a questa notizia ci fosse stata una galleria con le immagini della tipa mezza nuda di turno, anch'io avrei cliccato prima sulla galleria e poi sarei tornata indietro per continuare a leggere. E me ne vergogno.
martedì, febbraio 28, 2012
Le storie di me che tesso per me | Il punto d'equilibrio assoluto
La questione è semplice, devi trovare le tue coordinate. Il punto d'incrocio, quello esatto. Fa nulla se cadi in pieno oceano, l'importante è che tu lo conosca. È una via di mezzo, letteralmente. Il vero e il falso. Ed è relativo. Se sei o bianco o nero, sarai il grigio, se sei o terra o acqua, sarà il fango, se sei giallo o blu, sarai il verde. Tu lo trovi e...
Io lo trovo e...?
...e sai dove trovarti.
Io lo trovo così so dove trovarmi, dici.
Sì, qualcosa del genere, dico.
E se io volessi essere solo il bianco? o solo il vero? o solo acqua? o solo il blu?
...
...non funziona.
Se tu volessi essere solo il bianco o solo il vero o solo acqua o solo il blu, avresti un bel da fare a trovare ciò che manca. e saresti sempre insoddisfatto.
...
...funziona.
No, non funziona. E sono insoddisfatto lo stesso.
Non ho detto che un punto d'incrocio dev'essere soddisfacente.
Ah, no?
Tu, intanto, trova le coordinate, poi, come ad un bivio, imbocca una strada.
E che senso ha? Se ne imbocco una non c'è più l'incrocio.
...ecco, no. Credo funzioni così: tu trova le coordinate, il tuo punto d'equilibrio assoluto, poi scegli una via. Ti accorgerai ad un certo punto se è quella giusta e se lo è prosegui avanti senza fermarti. Ma se non lo è, volta le spalle e senza vagare sperduto, ricorda le tue coordinate e torna subito indietro.
È un'idiozia. Non è un equilibrio questo, se lo ritrovo solo quando lo perdo.
È equilibrio proprio perché lo ritrovi appena lo perdi. Ed in bilico non si può stare a lungo. Trova le tue coordinate e quando avrai accettato che è in te il bianco e il nero, terra ed acqua, vero e falso... non accontentarti del grigio, né del fango, né dell'incertezza o solo del verde. Scegline una. Scegli una via.
E poi?
E poi capirai se è quella giusta, quando, lontano dal tuo punto d'equilibrio assoluto, non ti sentirai insoddisfatto. né instabile. né perduto.
mercoledì, febbraio 22, 2012
Siamo tempo perso
Dieci minuti per il mercurio, cinque minuti per la bustina, tre minuti e mezzo per Abbiategrasso, cinque ore e quattro minuti per la mattina, sette minuti di buffering, diciotto giorni ai ventinove, dodici secondi per il resto, quattro mesi per il caldo.
Di quelle attese che nemmeno ci pensi contro quelle che si serrano ai secondi. Appiccicose.
Io ho solo una strana fretta. Una fretta calma e paziente.
Ho bisogno di qualcosa, so bene cosa ma non so bene quando l'avrò.
Quindi poso i miei minuti, le mie ore, i miei giorni, dentro piccoli soldatini in plastica.
Non fanno guerra né al mio passato, né al presente, men che meno al mio futuro.
Li uso come diversivi.
Per dedicarmi al come, più che al quando.
domenica, febbraio 19, 2012
lunedì, febbraio 13, 2012
Che il mondo andrebbe diviso tra... parte seconda.
e per inciso, bevo dalla bottiglia anche lo sciroppo per la tosse.
...che se un dio c'è prima o poi me lo dovrà spiegare perché mai adesso anche sta rottura di c@*#% dell'influenza!
mercoledì, febbraio 08, 2012
Altrimenti mi sa di tappo.
giovedì, febbraio 02, 2012
Quando Brezsny m'interroga...
Pesci 19 febbraio – 20 marzo
Dopo la morte di Amy Winehouse, l’attore Russell Brand ha chiesto al pubblico e ai mezzi d’informazione di evitare commenti negativi sulla sua battaglia contro la droga. La dipendenza non è una posa romantica né un vizio che le persone non abbandonano per pigrizia, ha detto. È una malattia. Prendereste in giro uno schizofrenico per la sua “stupida” propensione a sentire voci inesistenti? Sono convinto che tutti noi abbiamo almeno una dipendenza, anche se non è devastante come quella dall’alcol e dalla droga. Qual è la tua Pesci? La pornografia? I dolci? Internet? I rapporti sbagliati? La prossima settimana sarà il momento ideale per cercare qualcuno che ti aiuti a guarire.
LEGGETEVI IL VOSTRO E FATEVI VENIRE IN MENTE LA VOSTRA, ALMENO VOI.
martedì, gennaio 31, 2012
il criceto
Ecco, io so che a mio tempo ho tanto rotto con la storia del criceto obeso... che non era, la mia, una questione di rotelle, quanto di ruotina appesa al chiodo, dicevo... ma, volevo dirvi che, finalmente, siamo arrivati al punto.
E quindi, che fosse un tentativo d'evasione o un "appoggia culo per criceto stanco", poco importa perché adesso, oggi, gli hanno finalmente aperto un varco e lui, miei cari, popcorn alla mano, avrà sicuramente urlato qualcosa tipo... "spegnete la luce!"
con buona pace d'ogni speranza di metterlo in forma.
venerdì, gennaio 27, 2012
Post-it
e delle parole che ho pensato e non ho detto, dei pensieri che ho fatto e ho ignorato, delle scelte che desideravo e non ho scelto, io, come delle cose che non uso, non me ne faccio nulla.
giovedì, gennaio 26, 2012
Risvegli continui e prima del sonno.
E resto sveglia, come e sempre a trascinare un trenino in legno attaccato a un filo, il giorno.
E sono qui, come un anno fa e due anni fa, mi appunto al mondo.
E cerco ancora e sempre, una quiete che non sia fatta di parole e permanga salda anche oltre il silenzio e il buio.
E se tutte le monetine che ho gettato in mare o nelle fontane hanno affondato un desiderio, io ho continuato a cercarlo, sbagliando, in fondo alla notte.
La prossima la tengo in tasca. O la uso per disegnarci il sole.
martedì, gennaio 24, 2012
No results containing all your search terms were found. cit.
Il punto è che oggi m'è tornata in mente Francesca Fiocco.
Avevo cinque anni e Francesca Fiocco era la mia amica del cuore. Mi sarei tagliata un braccio, una mano, una gamba, qualunque cosa per lei.
Noi, eravamo le Amiche, con la A maiuscola.
Un pomeriggio d'estate per consacrare la nostra amicizia decidemmo persino di unirci in un patto di sangue. Al momento di tagliare, guardandoci negli occhi, all'unisono ci fu chiaro che uno sputo era più che sufficiente, e via con la stretta di mano.
Noi ci capivamo.
Francesca Fiocco mi ha insegnato a ballare e vola con quanto fiato hai in gola su Ti amo di Umberto Tozzi. Era la nostra performance migliore. Il risultato era qualcosa di sorprendente, garantisco, perché al momento del "apri la porta a un guerriero di carta igienica" c'era la piroetta con movimento di polso affarfalla, che lasciava tutti senza parole. Dopo vent'anni vi assicuro che Mourinho e Mara Maionchi restano dei pivelli al confronto.
Lei era la sorella che avrei sempre voluto. Dividevamo le merende, i compiti, il banco, i fermagli, i vestiti, tutto, eccetto i gusti in fatto d'abiti di carnevale.
Francesca Fiocco sapeva come arrampicarsi in alto per prendere di nascosto il contenitore dei biscotti. Francesca Fiocco non aveva segreti per me ed io per lei.
Eravamo una cosa sola.
E dunque oggi, dopo ventiquattro anni, sull'onda dei ricordi mi sono messa in testa di cercarla.
Ho aperto Google, ho digitato Francesca Fiocco nel campo di ricerca, ho scorso le prime tre pagine di risultati senza trovare nulla e a quel punto, sconfortata, mi è stato chiaro che è un'impresa impossibile.
Allo stato attuale dei fatti non ho idea di che fine abbia fatto Francesca Fiocco, forse non la troverò mai, forse non esiste o forse è stata per sempre fagocitata dentro quell'enorme vestito da Gabibbo rosso che era veramente, ma veramente, di pessimo gusto.
Nota dell'autrice
C'erano delle velleità sociologiche alla base di questo post, ma mi rendo conto da sola che il guerriero di carta igienica è ben più immaginifico di qualsiasi cosa io possa scrivere per stimolare i vostri pensieri. E me ne son fatta una ragione sin da subito.
Andate in pace.
venerdì, gennaio 20, 2012
e sarai la mia confusione ed io la tua. perché non saprò disegnarti esattamente il limite mentre tu ne cercherai il contorno con affanno.
e farò delle mie curve i tuoi confini. più lievi al ventre, difesi al petto e coraggiosi in braccio, mentre tu ti sporgerai sempre più oltre finché non potrò che scoprirne di nuovi, seguendoti con il mio sguardo.
e diluirò le tue incertezze tra le mie certezze, perché vorrai che io non abbia mai paura... per non averne.
non sarò abbastanza crudele da spiegargli che mille altre volte s'aggrapperà alla mano di qualcuno, sperduto, o cercherà i contorni senza trovarli. non saprò togliergli l'unica paura che lascerà vincere su ogni altra.
e sarà tutto molto più semplice quando finalmente ti vedrò e sarai una creatura oltre il mio confine, oltre la mia immaginazione, e di certo migliore di ogni mia fantasia.
lunedì, gennaio 16, 2012
Post-it
non mi sono mai piaciute le gelatine verdi.
l'ho deciso non so quando, non so perché e forse senza nemmeno assaggiarle.
oggi ne ho mangiata una per errore.
sono molto buone.
e sono rimaste per ultime, tutte al fondo.

















