martedì, maggio 14, 2019

...non pensarci.

Devo tenere a mente un sacco di cose per conservare alto il mio muro di guardia. Devo rileggere le vecchie email, per ritrovarle identiche a sempre. Devo ripetermi tutti i perché ma più ancora tutti i suoi forse, vedremo, magari. Devo ricapitolare tutti i capitoli pieni di assenze. Di inaccettabili assenze. Devo perdonargli le conseguenze di cui sono causa. Smettere di perdonargli le cose non fatte, non dette. Devo smettere di aspettare. Perché non c'è nessuno che sta venendo, in nessuno dei posti dove ho aspettato. Inutilmente, per così tanto tempo.
Devo...

lunedì, maggio 13, 2019

Come le torpedini

Ci sono giorni in cui accadono cose così fastidiose e amare che se solo potessi essere due me, due terribili e potenti me, mi ergerei con gigantesche spalle per fare ombra su cosa non desidero vedere e in uno schiocco arrotolarmi dentro un guscio per sparire.
Rimango ferma invece, allargo lo stesso le spalle e accudisco come posso. E quando torno a casa, in silenzio ammetto che non riesco a reggere da sola tutta questa realtà.
Sono come torpedini, ed io vorrei essere uno squalo.


giovedì, maggio 09, 2019

Alda Merini

Non avessi sperato in te 
e nel fatto che non sei un poeta 
di solo amore 
tu che continui a dirmi 
che verrai domani 
e non capisci che per me 
il domani è già passato.


martedì, aprile 16, 2019

Chi l'avrebbe detto che nelle nostre ultime parole ci fosse proprio dio.

Ho avuto per otto anni, ogni giorno, un pensiero d'amore.

Se qualcuno me l'avesse detto non c'avrei mai creduto.
Perché non credevo di poter desiderare qualcosa di così difficile. 
Perché non sapevo d'esser capace di un amore così profondo. 
Perché non immaginavo esistesse qualcosa di più forte della mia volontà di dimenticare.

Forse non lo è.
E non ho dubbi che lo fosse. 











giovedì, aprile 11, 2019

A me ci penso io.

Mi sono rotta un sacco di volte. Di cose.
Ma quest'ultima è stata incredibile. Di quante non mi ero mai accorta. Mai.

Mi sono accorta che se proprio devo chiedere aiuto, allora non serve sempre sdebitarmi. Non mi ero mai accorta quando fastidio in effetti mi dà chiederlo, riceverne, aspettare aiuto.

Mi sono accorta che una cosa messa a posto da qualcuno è un gesto tenero, ma se la metto a posto io è meglio. Non mi ero mai accorta che sentirmi in difficoltà mi è odioso, dipendere ancora di più.

Mi sono accorta che il mio tempo è prezioso, e rubarne ad altri per dedicarsi a me mi sembra un furto inutile. Non mi ero accorta di quanta gente invece è abituata a chiedere aiuto, a pretenderne, ad aspettare.

Mi sono rotta e non riesco a rimettere a posto i pezzi. Le ossa.
Ma a me ci penso io. Lo so da sempre.
Sempre.


lunedì, marzo 25, 2019

Sei inquieta

- C'era Satie che suonava, Tolkien tra le pagine, il vento nel tetto, il tè caldo, io sul letto, i biscotti. E le briciole, tra le lenzuola, la mia mano leccata, appiccicosa, di saliva del gatto, la bustina del tè, fredda e umida su un lato.
- E allora?
- E allora mi sono accorta che ho un'antipatia profonda per le imperfezioni.
- In che senso?
- Provo per le cose scomposte, inesatte, un fastidio inutile e insistente. Sciocchezze che scompigliano un ordine tutto mio, inesistente.
- Hai le tue manie, le hanno tutti.
- No, è così anche sul resto.
- Quale resto?
- Un ordine strano, che ammette eccezioni insospettabili, ma poi è totalmente intransigente verso altro.
- Altro?
- Un equilibrio di rumori, odori, persone, parole, temperature, passioni, colori. Cose che noto solo io.
- ...
- Non so, ho sempre sofferto questa nausea da sensazioni.
- Sarà il tuo personalissimo fastidio. Per ciò che non controlli. (Per fortuna).



martedì, marzo 19, 2019

mercoledì, febbraio 13, 2019

11 Febbraio

Chissà quando ho iniziato ad avere questo terrore insopportabile per le bugie. Probabilmente da quando ho iniziato a mentire anche io.

Bisogna allenarsi, per non cedere. Che la verità non è pietrosa, è delicata. 
E nelle cose importanti va protetta.


mercoledì, febbraio 06, 2019

La somma dei miei silenzi è una notevole fatica.

Ho capito che il sarcasmo mi affatica.
Ho capito che chi non mi chiede mai cosa mi accade, cosa penso, mi affatica.
Ho capito che se in una conversazione devo contare fino a dieci più di sette volte, mi affatico.
Ho capito che camminare lentamente mi affatica e mi snerva.
Ho capito che il cinismo mi affatica.
Così come quelli che non si lasciano mai andare ad un'illusione, che smorzano sempre una risposta morbida con una frase pungente.
Ho capito che stare sempre in difesa mi affatica.
Ma anche tenere un attacco o un dubbio a lungo.

Ho notato che spesso gli altri, per non affaticarsi, preferiscono il silenzio. Una sottrazione.


giovedì, gennaio 31, 2019

"Posto che la cosa va comunque affrontata..."

E così mi sono messa a scappare, di nuovo.
Me ne sono accorta una mattina, un mese dopo.
Un giorno ho messo le scarpette da corsa e mentre tutti erano distratti, ho iniziato a correre.
Ho fatto atletica per tanti anni, ho buona resistenza.

È una cattiva abitudine, questa mia, di scappare.
Ricordo la prima volta. Avevo cinque anni: "vuoi stare con la mamma o con papà?".
Un bivio terribile "che faccio?"
"Allora?"
"Mamma", scappa.

Non sto bene davanti a certe scelte.
Non è la decisione che mi turba o, al bivio, cosa perdo rinunciando all'altra strada. Scegliere del resto mi è sempre sembrata l'unica soluzione salvifica nella vita.
È un fastidio che mi prende appena dopo e che mi frena un secondo prima della scelta.

Conoscendomi, ho trovato persino una difesa.
Per non sfuggire mi pongo come un talebano senza dubbio.
Si fa o non si fa, adesso o mai, vado o non vado, mi sta bene o non mi sta benefacciamo chiarezza o lasciamo stare subito, un cecchino.

Col tempo ho capito che correre via mi serve per guardare le cose da lontano. Un modo tutto mio di osservarmi mentre torno a riavvicinarmi lentamente.
Non sono fatta per andare a sbattere contro il mio destino.
Preferisco andargli incontro.



Calculation di Rafael Araujo

mercoledì, gennaio 30, 2019

Insoddisfatte.
Tristi.
Attendiste.
Insicure.
Boriose.
Prepotenti.
Pungenti.
Ciniche.
Disilluse.
Saccenti.
Insofferenti.
Intransigenti.
Aspre.
Volgari.
Succubi.
Indecise.
Supponenti.
Scettiche.
Annoiate, oddio le annoiate.
Pedanti.
Egocentriche.
Invidiose.
Pigre.
Permalose.
Bugiarde.

Sono così le donne che non vorrò mai essere.




mercoledì, gennaio 16, 2019

Ad alcuni miei pensieri manca la coda.

Sento bussare alla porta, "posso entrare?", "certo vieni", cammina con il suo passo lento e dinoccolato verso la mia stanza, "posso?", "vieni, vieni", si affaccia dallo stipite e mi chiede come sto.
"Sto".
Mi guarda, mi sorride e decisa mi risponde "c'è sempre un motivo per cui si rimane fermi. non succede nulla per caso. vuol dire che la vita voleva ti fermassi. si vede che avevi qualcosa su cui riflettere con te stessa", e così si gira e se ne va.
"Grazie!".
"Di nulla!".
E sono rimasta immobile, ancora a letto, ferma a guardare il soffitto.




domenica, dicembre 23, 2018

Ciò che ricordo. [Agli uomini che mi hanno amata]

L'ultimo morso di un panino, il movimento della spugna sui piatti, le carezze di una rosa sulla mia schiena, l'impugnatura stretta del manubrio di una bicicletta, le dita volgari che si allargano ai lati della bocca fumando una sigaretta, una mosca stretta in pugno mentre vola, il plettro tra i denti, la giacca sulle spalle una notte d'estate, lo schermo del telefono capovolto, la morse strette tra le lenzuola.
È in me una collezione di ricordi, di gesti attenti, insopportabili, distratti. La attraverso tutte le volte in cui mi chiedo come dev'essere chi desidero avere accanto.

Forse ho da chiedere scusa, perché ogni angolo di me, per me, è ancora vergine.







mercoledì, dicembre 12, 2018

La verità, vi prego, sull’amore di W.H. Auden

Dicono alcuni che amore è un bambino,
e alcuni che è un uccello,
alcuni che manda avanti il mondo,
e alcuni che è un’assurdità,
e quando ho domandato al mio vicino,
che aveva tutta l’aria di sapere,
sua moglie si è seccata e ha detto che
non era il caso, no.

 Assomiglia a una coppia di pigiami,
o al salame dove non c’è da bere?
Per l’odore può ricordare i lama,
o avrà un profumo consolante?
E’ pungente a toccarlo, come un pruno,
o lieve come morbido piumino?
E’ tagliente o ben liscio lungo gli orli?
La verità, vi prego, sull'amore.

I manuali di storia ce ne parlano
in qualche noticina misteriosa,
ma è un argomento assai comune
a bordo delle navi da crociera;
ho trovato che vi si accenna nelle
cronache dei suicidi,
e l’ho visto persino scribacchiato
sul retro degli orari ferroviari.

Ha il latrato di un alsaziano a dieta
o il bum-bum di una banda militare?
Si può farne una buona imitazione
su una sega o uno Steinway da concerto?
Quando canta alle feste, è un finimondo?
Apprezzerà soltanto roba classica?
Smetterà se si vuole un po’ di pace?
La verità, vi prego, sul'amore.

Sono andato a guardare nel bersò;
lì non c’era mai stato;
ho esplorato il Tamigi a Maidenhead,
e poi l’aria balsamica di Brighton.
Non so che cosa mi cantasse il merlo,
o che cosa dicesse il tulipano,
ma non era nascosto nel pollaio,
e non era nemmeno sotto il letto.

Sa fare delle smorfie straordinarie?
Sull'altalena soffre di vertigini?
Passerà tutto il suo tempo alle corse,
o strimpellando corde sbrindellate?
Avrà idee personali sul denaro?
E’ un buon patriota o mica tanto?
Ne racconta di allegre, anche se spinte?
La verità, vi prego, sull'amore.

Mi hanno detto che non puoi dimenticare
quello che provi quando lo incontri,
l’ho cercato da quando ero un bambino
ma non l’ho ancora trovato:
sto per avere trentacinque anni
e ancora non so
che tipo di creatura può essere
che riesce a turbare così.

Quando viene, verrà senza avvisare,
proprio mentre mi sto frugando il naso?
Busserà la mattina alla mia porta,
o là sul bus mi pesterà un piede?
Accadrà come quando cambia il tempo?
Sarà cortese o spiccio il suo saluto?
Darà una svolta a tutta la mia vita?
La verità, vi prego, sull'amore.


mercoledì, novembre 21, 2018

Raddoppiano i miei anni lontano da casa, quest'anno.
E "casa" è una dimensione molto fluida, fatta delle mie nostalgie più timide, dei viali alberati a cui mi affeziono, dei miei amori vissuti o irrisolti, del profumo morbido di mia mamma, delle valige pronte all'ultimo secondo, degli abbracci stretti agli aeroporti, delle rughe nuove sui sorrisi al mio ritorno, delle candeline sulle torte, delle mie cene silenziose e sole, delle lucine di natale sulle porte, della mano di mio padre che prende ancora la mia prima d'attraversare.
Raddoppiano gli anni di questa scelta che a volte mi sembra terribile e incosciente inutilmente.
Eppure guardandoli all'indietro, so che la rifarei.