domenica, maggio 24, 2015

Di quando lo sai che c'è qualcosa fuori posto, puoi mettere in ordine i piatti, i vestiti, i capelli, le buste paga, le spezie per colore, fare una piega esatta al lenzuolo o arrivare alla fine del capitolo prima di chiudere il libro, ma resta sempre fuori posto.
Di quando decidi che non hai voglia di uscire sperando di rimetterla in ordine prima del lunedì.
Di quando ti siedi e ci ragioni e ti sembra di averlo capito cos'è che è fuori posto, cos'è che devi fare, smettere di pensare, di aspettare, cosa lasciare, su cosa razionalizzare, cosa dire, cosa accettare, cosa cercare e quando iniziare. Finché ti accorgi che non è soltanto una, ma due tre quattro, fuori posto.
Eppure non va via. Questa sensazione silente di inesattezza, di insopportabile confronto con le mie aspettative, di ricerca continua di uno stato d'animo disteso e ordinato.
E nemmeno scriverne riesce a mettere in ordine le cose.



2 commenti:

franco battaglia ha detto...

Oh!.. ma c'è sempre qualcosa fuori posto.. guai a chiuderlo, il cerchio.

Sheldon ha detto...

Già. Per esempio, per quel che vale, io ho proprio smesso di scriverne, in effetti.