mercoledì, febbraio 25, 2015

Birdman. L'anticinema, più cinema del cinema.

Finalmente l'ho visto, il capolavoro, il pluripremiato, il film che incredibilmente aveva messo d'accordo tutti i social, gli appassionati, i critici, polanskiani e mucciniani, Birdman.
Mi sono seduta con la stessa emozione di quando da piccola entravo al cinema Alfieri per la Befana dei Ferrovieri. Ho preso le patatine, la Coca cola e sprofondando nella poltrona sono rimasta incollata allo schermo fino alla fine. Fino alla fine, fine. Fine.
Sono rimasta 119 minuti in attesa di quel momento in cui anch'io avrei finalmente abbassato le spalle e col respiro pieno, detto "Sì, è un capolavoro da Oscar", e invece no.
Birdman è l'anticinema, in senso vero. È il cinema che finge di non compiacersi del suo disfacimento e nel farlo ne fa a pezzi l'epica nascondendo, male, il godimento che ne trae.
È l'autocompiacimento della critica, la spettacolarizzazione di una nemesi autoinflitta, è un susseguirsi di sottolivelli fintamente complicati e annebbiati da una fotografia disorientante e dissuasiva. Cola di una poesia grassa, mette volgarmente in mostra le metafore.
È un inno all'antieroe (il cinema stesso) che lo spettatore non sa ancora di voler far trionfare dentro sé. È, per giunta, un antieroe mediocre e soddisfatto, insopportabilmente inaccettabile al cospetto dei supereroi da maxischermo.
È un'americanata radical chic, insomma. E forse, se non si fosse spacciato per altro, sarebbe stato una celebrazione davvero vincente dell'ignoranza.


2 commenti:

franco battaglia ha detto...

Azz!.. questa non me la dovevi fare.. a cominciare dal dire che Birdman ha messo d'accordo tutti.. c'è un sacco di gente uscita dal cinema a metà, e tantissima altra che che alla fine brancolava nel buio come ingoiato da una medusa spiaggiata.
Ti chiedo solo una cosa.
Tra i 119 minuti ce n'è uno di immobilità silenziosa affacciato su un corridoio deserto del retro teatro.
Di che poesia grassa cola?

Sheldon ha detto...

Potrei essere quasi d'accordo, ma non sono convinto del presupposto. Birdman in ogni caso l'avrebbe dovuto girare Fassbinder, per dargli una dimensione davvero compiuta.