domenica, maggio 06, 2012

La stanza rossa

Ricordo di aver lasciato aperto uno spiraglio tempo fa. Ricordo d'aver pensato che qualcuno fosse entrato senza che io me ne accorgessi ma, ora lo so, ero io stessa. I cardini si sono fatti duri e arrugginiti in questi anni, non credo di ricordare più dove ho messo la sua chiave.
Ricordo anche d'aver detto che non avrei voluto entrarvi più da sola, nemmeno per scoprire se è cambiata. Ricordo il divano bianco, le sagome e le finestre. Ricordo rose rosse e un dondolo in disparte.
Ricordo tutto di ciò che è stato e non ho curiosità di forzare la porta per aprire.
Nella mia stanza rossa sono sempre entrata sola. E sempre sola mi sono vista dentro. Accade ora qualcosa di diverso e sorprendente.
Non ha più pareti né colori, ne abbatto i muri, il divano non esiste, non esistono le tende. Non ci sono rose rosse, non c'è più un dondolo né finestre.
La mia stanza rossa, che è l'Amore, aspetto di costruirla insieme a te che ancora non ne conosci nemmeno l'esistenza.
Se non vorrai costruirla intorno perché non potrai tollerarne le pareti non avrà finestre, né muri, né vetri.
Se non vorrai che sia bianca, allora la riempiremo di colori o viceversa.
Non avrò paura quando sceglierai per tutti e due. Ma se mi vedi dubitare, lasciami solo un attimo per fare un respiro e ricordare che vuoi costruirla insieme a me, di volerla costruire insieme a te.
La smetto di voler fare tutto sola. Ora io so, che in due, con te, il risultato sarà di certo migliore.


Ci sono i momenti giusti e quelli sbagliati per pubblicare i post.
Avrei dovuto pubblicarlo tre settimane fa, quando l'ho scritto.
Questo è un momento sbagliato. E lo so già.
Non dovrebbe mai restare nulla tra le bozze.

2 commenti:

Fabiana ha detto...

Dire o non dire le cose giuste al momento sbagliato. Alla fine le divoreranno i tarli della mente queste tante bozze...

Ale ha detto...

io le tiro fuori, niente tarli. :)