martedì, maggio 08, 2012

C'è del tempo che passa e del tempo che non passa mai.

Ho conosciuto una volta una donna che viveva in sé un tempo immortale. Aveva rami di legno nodoso alle mani ma pelle fresca e morbida come terra appena bagnata. I suo ricordi s'avvitavano in pesanti spirali, sedevano stanchi e invisibili su sedie di corda e volavano via leggeri oltre porte aperte in cima alle scale. Aveva un'ala, una sola. E potrei giurare d'averla scorta aprirsi sulle sue spalle mentre s'arrampicava, lenta, per i viali più scoscesi del suo giardino. L'ho vista rinascere mille volte e ad ogni rinascita morir di dolore per ciò che per sempre è perduto.
Ho conosciuto una volta una donna che ha atteso un'intera vita per la sua rivoluzione. Al momento giusto è esplosa nel buio. E se c'è un modo per rendersi immortali, questo è perfetto.

“Ho aperto la finestra troppo tardi
con i capelli grigi…
…E’ difficile ad una vita qualunque
possedere gli oceani
con le finestre chiuse.
Le ho aperte, un giorno
Con le mani diafane e tozze
ed è stato come raccogliere
cocci di vetro a piene mani.”



Madre oggetto di casa di Elena La Verde

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