mercoledì, luglio 20, 2011

Coincidenze

Forse la vita si fa ai cambi. Forse della vita non si dovrebbe mai scrivere. Forse scriverla è una pretesa senza eguali.
Io, ricordo distintamente le mie attese, i cambi di binario, gli arrivi in città, e poi in un'altra e un'altra ancora.
Al cambio spezzi il rigore e la logica pedissequa del tempo. Perché un cambio è un tempo inatteso.
Io, ricordo distintamente la mia attesa a Roma, seduta lungo il binario, quando alzando lo sguardo, vidi passare in un momento esatto e non poteva essere che quello, uno stormo di uccelli.
Gli uccelli delle coincidenze, diceva Kundera.
Non certo la necessità, bensì il caso è pieno di magia.
E il caso, passo lungo attraverso i miei viaggi, tra città, pensieri e sensazioni, calza esatte scelte, momenti perfetti.
Ho attraversato senza logica e predeterminazione luoghi, persone, tempi ed emozioni, ho attraversato me con logica e precisione, come necessità. Avrei dovuto fare l'esatto contrario, perché quando l'ho fatto, quando mi sono fidata e affidata, caso e necessità si sono fatti un tutt'uno. E la vita non era più ai cambi, era la magia di una coincidenza. In quella magia sono io, senza alcun bisogno di cercare segni per capire.


2 commenti:

Andrea ha detto...

Uno dei personaggi del libro "la scopa del sistema" di DFWallace, Lenore senior, diceva alla nipote, Lenore junior che la vita va scritta. Ha senso quando si scrive.

Ale ha detto...

Ecco. Ho solo paura che scrivendola non la si lasci scorrere come deve. Serve anche dimenticarla a volte, dimenticarsi che la si sta vivendo, forse.