venerdì, settembre 18, 2009

Identità identiche.

"Se puoi specchiarti tu posso anch'io"
"Puoi"
"Non ti vedo"
"Neanch'io"
"Se non ti vedo, tu dovresti vedermi"
"Dovrei"
"Mi vedi?"
"Ho detto no"
"Ti sei voltata"
"Voltati."

Poi con un pennello e della tempera nera ti ho disegnato un baffo, nero. Uno solo.

"Se mi vedi dovresti vedermi in bianco e nero"
"Tu a colori"
"Io non ti vedo"
"Neanch'io"
"Sarà il buio"
"Accendi la luce"
"C'è luce"
"Spegnila allora"
"Se spegni la luce non ti vedo"
"Io non ti vedo."

E mi è rimasta sul dito una macchia di colore, nero. Una sola.

"Scatta una foto"
"No"
"Scatta una foto ho detto"
"No ho detto"
"La scatto io"
"No"
"C'è buio"
"Io non ti vedo"
"C'è buio ho detto"
"Sarà che mi vedi in bianco e nero"
"Tu mi vedi?"

Hai preso il dito sporco di colore e hai disegnato qualcosa. Un sorriso.

"Sei di buon umore?"
"Se lo sei tu lo sono anch'io"
"Scatta una foto"
"No adesso no"
"Allora accendi la luce"
"C'è luce"
"Hai visto le labbra?"
"No"
"Sono rosse, le vedi?"

Ho passato il pennello sulle labbra, rosse.

"Se mi guardi ti guardo anch'io"
"C'è poca luce"
"E' giorno"
"Sì"
"C'è luce"
"Sì"
"Non ti vedo"
"Neanch'io"
"Hai le labbra rosse"
"Tu un baffo nero"

Hai disegnato un semicerchio, rosso. Sopra il nero.

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