mercoledì, settembre 13, 2017

"Nella vita hai già avuto la tua dose di dolore"

Io, spessissimo, conto. Non se ne accorge nessuno, non me ne accorgo nemmeno io. Pulisco i fornelli, e conto. Do da mangiare al gatto, e conto. Prendo una penna, l'agenda, entro in riunione, e conto. Metto le cose in borsa, e conto. Esco bagnata dalla vasca, uno, in punta di piedi sul tappeto, due, il braccio dentro l'accappatoio, tre, l'altro piede per terra, quattro, il nodo sul fianco, cinque, asciugo una caviglia, sei, la coscia, sette, tiro su il cappuccio, otto, prendo il pettine, nove, dieci, undici...
È il mio modo silenzioso di scandire la vita, il tempo, di avere pazienza, con me, di me, di attendere, me, i miei prossimi passi, i passi falsi, quelli non li puoi saltare. Così conto, conto cose inutili, sottovoce, per spingermi in avanti quando invece vorrei sedermi, in silenzio, immobile. Senza muovermi, per un secondo o un infinito, senza andare avanti, o indietro.
Prendi fiato, uno, mangia qualcosa, due, non ferire nessuno, tre... Che se solo non conoscessi il rischio enorme di fermarsi, o di aspettare, come i bambini, che arrivi un profondissimo dolore a stravolgere le cose, lascerei scappare il tempo senza il terrore di dovermi poi accontentare.



2 commenti:

Gus O. ha detto...

Non vedo la trasgressione.
Ciao.


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Alessandra Bacci ha detto...

Mi sa che non c'è.