venerdì, aprile 11, 2014

Hanno le luci fredde dei neon e le righe scure delle porte in legno finte.
Hanno i tacchi alti, le caviglie stanche, le calze sfilate.
Hanno il rossetto sul tovagliolo di stoffa e sul bordo dei bicchieri.
Hanno il sale sulle dita, i denti che mordono il limone, le labbra che bruciano.
Hanno il ghiaccio sul fondo del bicchiere e mani strette tra le gambe.
Hanno il rimmel sbavato e i capelli spettinati.

Le mie più silenziose imperfezioni hanno dettagli impeccabili e volgari che non vedrà mai nessuno. Se non io, nella mia più ordinata fantasia.




4 commenti:

franco battaglia ha detto...

Scorgere difetti è già fantastico. Che poi le mani tra le gambe è una tenerezza unica. Forse disordinata, ma da far vedere.

giardigno65 ha detto...

Fantasia
Dal lat. phantasi°a(m), che è dal gr. phantasía 'apparizione, immaginazione', da phantázein 'far vedere'

Sheldon ha detto...

Ed è, in parte, un peccato (come iniziare il periodo con "ed"). Peraltro, volgari, uhm.

Ale ha detto...

franco battaglia essere disordinata dentro non è mai un bel vedere.

giardigno65 che bello :D non lo sapevo!

Sheldon ma no che non lo è :)