venerdì, settembre 16, 2011


"Ad Ale,
la prima."

Aveva amato altre donne prima di me, eppure mi scrisse queste parole dedicandomi il suo primo libro.

Se l'amore più profondo, l'amore delle cose oscure, il più tormentato, a volte sordo e violento ha una forma... se l'amore sa rendersi riconoscibile per quanto per sua natura sfuggente e misterioso... lo fa solo dentro piccoli, isolati, apparentemente insignificanti, dettagli.

Ci impiegammo anni a riconoscerli.
Lui capì solo dopo molto tempo e troppo tardi.
Io me ne resi conto molti anni dopo avergli detto addio.

Perché lui era il mio più profondo e disarticolato equilibrio.
Perché io non avevo il minimo dubbio d'essere la prima donna che avesse mai amato, come lui desiderava amare una donna.


5 commenti:

Laura ha detto...

wow! senza parole. Spettacolo.

sabrina ancarola ha detto...

mih!

Ale ha detto...

è stata una bella storia, quelle robe da film, che a tratti pure t'annoi, tanto sono smielose, a tratti ti tiene con il fiato sospeso, un giorno ci scriverò un libro!
È stato un bel modo, seppur strano e travagliato, di imparare un po' cos'è... l'amore.
mih! (lo dico anch'io!)

mik ha detto...

13 righe... e lucine si sono riaccese istantaneamente, tutte assieme. Ci vorrà del tempo per spegnarle di nuovo, una ad una.

Ale ha detto...

...eppure mik, cresce e cambia con noi anche il nostro modo d'amare... e io credo che non ci sia niente di più sbagliato del non assecondare un cambiamento naturale, per quanto doloroso.
...perché se adesso cercassi quell'amore lì, così puro e ingenuo e delicato, il mio non sarebbe amore ma il simulacro di un amore che ho amato. L'amore di cui sono capace adesso è più complesso e vivo, perché della me di adesso si alimenta.
(...con tutto che sai, quanto io ami le lucine e vederti illuminato).