sabato, agosto 13, 2011

I do not want to be a glass ball

E credevo mi aspettasse. Perché io correvo più lentamente e a meno che non si fermasse ad aspettarmi non avrei saputo raggiungerlo. E correvo, correvo a perdifiato, ero allenata. Una vita ad allenarmi. Grandi rincorse, grandi inseguimenti, senza raggiungere mai nessuno, ma ero in gran forma. Pensavo sempre che questo stereotipo che l'inseguire qualcuno non sia una buona cosa era da ridiscutere e rivedere. Un po' perché il mondo gira e tutto è circolare quindi, a dirla proprio tutta, non esiste chi insegue senza essere seguito e poi perché questa cosa dello star dietro, non mi creava alcun imbarazzo, anzi, io ci stavo dentro alla grande, correvo da centometrista. Ero in gran forma.
Così io credevo mi aspettasse, anzi, lo credevo ogni volta. Io corro eh, tu vai avanti che arrivo, se non mi vedi arrivare aspettami! Che arrivo! Forse l'avevo per vizio. Correvo sin dall'inizio, non smettevo e anzi era un continuo incitare a correre più veloce di me, finché ci riuscivo, a convincerlo, a corrermi avanti.
Il punto è che fuor di metafora io l'ho capito solo adesso che per quanto abbia dato l'idea di voler correre al fianco di qualcuno, poi, davvero, non l'ho mai fatto. Faccio i miei giri, corro al mio ritmo e a mia volta non ho voglia d'essere inseguita né d'aspettare nessuno.
Non sarei capace d'ammetterlo sul serio nemmeno davanti al padreterno, né riconoscerei che sono una compagna di staffetta eccellente, frena tu, corro più in fretta io, hop!, ma la verità è che io alla fine quando mi sono accorta che qualcuno iniziava ad aspettarmi, ho rallentato la corsa, diminuito il ritmo, diradato i respiri, per non arrivare mai.
Allora inizi a riflettere su questa società, sulle relazioni, sui legami, sull'incertezza che è uno status quo psicologico e ti trovi mille giustificazioni, mille attenuanti. Perché non c'è nulla di cui doversi giustificare, nulla che mi renda da meno o meno meritevole di fiducia.
Forse, soltanto, adesso dovrei smetterla di comportarmi così. Dovrei smetterla di correre e di dare l'idea che con me non si possa far altro se si vuole arrivare al traguardo. Dovrei smetterla di far test e prove di resistenza su chi incontro. Dovrei smetterla di spronare chi ho accanto a correre più in fretta di me, per darmi sicurezza o tenermi sulla corda. Dovrei smetterla di chiedere d'aspettarmi o di convincere qualcuno a farlo, di illudere e illudermi che ho fretta d'arrivare anch'io.
Perché io, correndo, che insegua o sia inseguita, quando qualcuno inizia a corrermi a fianco cambio strada all'improvviso e urlo di seguirmi, salto gli ostacoli che voglio e ne aggiro altri, incito a superarmi, mi fermo solo quando voglio e non arrivo mai alla fine. Perché io, chissà quando, mi sono convinta che il traguardo stia lì, che attenda fermo con la sua linea d'arrivo, che bisogna arrivarci insieme e spezzarla all'unisono.
Invece adesso so che non c'è nessun traguardo e non c'è alcun bisogno di correre, banalmente la linea d'arrivo deve restar dietro al primo passo che si fa con qualcuno accanto.
Che quando si cambia strada a me piace all'improvviso tenere ed essere tenuta per mano, perché in una strada nuova e incerta non si va mai di corsa.

2 commenti:

sabrina ancarola ha detto...

La strada non è mai uguale, ci sono sempre dei cambiamenti anche piccoli e impercettibili ma tutto cambia sempre ...
Pero no cambia mi amor
por mas lejos que me encuentre
ni el recuerdo ni el dolor
de mi tierra y de mi gente ♫♪
(ora vediamo se azzecco il collegamento che volevo fare)
Todo Cambia

Ale ha detto...

:) non sai quanto io ami questa canzone :) è perfetta.