mercoledì, luglio 27, 2011

Un Post un po' ready-made, un po' surreale e un po' scemo.


Odore di pesce morto
Invitation to a suicide in loop
La piastrina per le zanzare







POSTILLA NECESSARIA,
FUNZIONALE E MENO SCEMA, AHIMÈ*


Diciamocelo Duchamp era un gran figo, un cervellone
A me interessavano le idee, non soltanto i prodotti visivi.
Marcel Duchamp
ma nel ready-made al di là del gesto iconoclasta, d'artistico non c'è nulla. La proclamazione dell'oggetto|non-oggetto d'arte e dell'artista in quanto tale, non legittima di per sé l'arte più di quanto l'arte non si legittimi da sé.
È dissacratorio, è l'emblema del rifiuto del canone estetico più condiviso e la sua influenza sull'arte moderna e contemporanea è fuori discussione, beninteso, ma nel tentativo stesso di scardinarla, consapevolmente assurge l'Arte a demiurgo di se stessa. Non l'affranca, perché per sua natura l'Arte è già questo.

È stato il primo a dirlo, un genio, un Newton dell'arte, che come la gravità, del resto però, esiste da sempre.

Se nulla è arte, tutto è arte, per traslato quindi la sostanza dell'arte è la realtà, e dunque non a torto, lo sono anche le parole. Non è un caso se Novalis vent'anni dopo e Rodari nel '74, si misero a parlare di Fantastica.
Se avessimo anche una Fantastica, come una Logica, sarebbe scoperta l’arte di inventare.
Novalis
Di Breton direi che basta fare il nome, perché automaticamente tutto sto popò di roba si mescoli da sé.

Detto questo, il punto è che insomma io, che non ho pretesa alcuna d'inventar qualcosa, ho tutte le più buone intenzioni di pasticciare un po' tra oggetti e concetti reali antiestetici e parole.

Ecco tutto, era facile.




* Dovendo per buona tradizione inaugurare la categoria, questo è il primo e merita una postilla, per i prossimi, che si arrangino, i lettori - che l'ospitalità è sacra, ma io no.

2 commenti:

sabrina ancarola ha detto...

Secondo me i grandi artisti si divertivano un sacco all'occorrenza e nella musica ci sono esempi fantastici da Mozart a Frank Zappa, anche Picasso si faceva grasse risate. Poi c'è l'arte che vuole esprimere denuncia, arte che esprime sentimenti, arte liberatoria, arte introspettiva..forse l'unica cosa in comune è la verità, la sincerità

Ale ha detto...

Tendenzialmente sono d'accordo, a volte penso però che l'arte più della letteratura o della musica faccia i suoi conti con la storia, e se facilmente può imbrogliare i contemporanei, difficilmente riesce con i posteri.