martedì, aprile 12, 2011

Happy Family (2010) un film di Gabriele Salvatores

Ognuno ha la sua lente attraverso cui guarda la realtà. Non saprei scrivere di questo film se non parlando del mio e solo mio modo di guardare e attraversare la realtà. Va da sé che non è una recensione, forse, questa.
Non troppi giorni fa scrivevo...

Che una città forse la vedi con gli occhi di chi ti guida o forse no. Che se è un'illusione che le foto si facciano con la macchina... si fanno con gli occhi, con il cuore, con la testa (H. Cartier-Bresson) forse è un'illusione anche la strada che attraversi, il prato su cui siedi, ed è il tuo spirito che guida. Magari anche chi hai accanto.

C'è quell'angolo di Piazza San Lorenzo dove con la mente cerco gli artisti di strada. C'è il mio sguardo sull'acqua del Naviglio Grande mentre passeggio avvolta nei sensi dal sole di marzo. Ci sono fiori sui balconi delle case di ringhiera, in una corte. C'è quel senso di vertigine sotto il vetro e il ferro della Galleria Vittorio Emanuele. C'è quello stringere le spalle mentre salgo le scale della metro, per non farmi spingere e schiacciare.

Ci sono degli incontri, combinazioni umane scomposte e quantomai imprevedibili. C'è quel senso di inadeguatezza che sparisce nell'istante in cui ci si accorge, con sollievo, che è condiviso. C'è quell'essere se stessi, di chi capisce e sa quali sono i propri limiti e cerca nell'altro il loro superamento. C'è quell'accogliersi e attrarsi nel riconoscersi, superando la paura. Abbassare le difese, perché nessuno è perfetto.

C'è una chiusa che è perfettamente incompleta quanto un perfetto lieto fine. C'è un copione, che non è la vita ed è la vita, e niente quinte. perché per quante storie puoi inventare, per quante maschere tu possa indossare, se le dai modo la realtà ti vince, si lascia ammettere e ti travolge.

Ci sono odori, colori, musiche, silenzi e parole. C'è il notturno n.20 di Chopin. Tasti bianchi e neri. La notte sulle guglie del duomo di Milano, nei riflessi sull'acqua del naviglio, sul marmo della galleria, la metropolitana,  i neon nelle vetrine della Rinascente, il deposito dei tram, il vapore sulle strade appena lavate. Ci sono rose rosse e una passione. Una cena e il vino, rosso. C'è quel parco di notte, i suoi alberi e le sue acque... dove di giorno le tartarughe prendono il sole.

Una fine.
E un inizio, ancora senza trama.




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