domenica, luglio 18, 2010

Terre e Tempo

Vivo in una città in cui il tempo sembra un bene prezioso, ne hai sempre chiara percezione, tutto è puntuale, o quasi, tutto ha un preciso orario d'apertura e chiusura, un rispettatissimo orario d'apertura e chiusura. Per un appuntamento con un'amica prendi accordi la settimana prima e fingi che sia la distanza, che devi organizzarti, che ti ci vuole un'ora per arrivare dall'altra parte della città, quando la verità è che si tiene il tempo al polso e le giornate sono cadenzate e un incontro va appuntato, misurato.
Non è Milano, poi... è questo Tempo, questa realtà che fluttua e ti dà la sensazione di doverla afferrare, fermare, trattenere. Così il tempo, adesso, "è un lusso" - dicono.
E se il tempo è un lusso, se non c'è tempo da concedersi, se va centellinato, controllato, scandito con precisione, allora quando paghi per il tuo tempo lo rendi ancora più prezioso.
Perché se non possiedi il tuo tempo allora la vera crisi è la perdita delle coordinate. Se non puoi fermarlo, rallentarlo e farlo correre, a meno di pagare, è una realtà completamente rovesciata quella che viviamo. Se puoi raggiungere una città da un'altra in quattro ore, ma se paghi, ti ci portano con due, allora è un tempo da borghesi quello che viviamo.
Ed è tutto capovolto... perché non c'è equilibrio se per guadagnare due ore in più della tua vita devi pagare il doppio, il triplo.
Perché il tempo, del tempo guadagnato, serve molto più a chi non può pagarlo.
E io, in un Tempo così, vorrei poter essere sempre in ritardo, per mettere un po' le distanze - tra me e lui.

La mia terra è emersa, potente, dal Tempo scrollandosi di dosso sue manie e perversioni, la sua stretta e il suo fiato.
Abbiamo conservato dei cimeli a ricordarci dei giorni passati insieme, in cui lui era qui a vivere, a fare il suo lavoro.
I forestieri, luccicanti, immaginano che qui il Tempo ci sia, magari diverso, "magico" e godono, meravigliati, di questa dimensione mistica.
Il Tempo, invece, ha abbandonato la mia terra senza averci mai provato abbastanza.
Su queste pietre, perennemente infuocate, sono incisi i divini slanci di floride civiltà cosi come il succedersi di pensieri e passioni di re e di popoli, tutti, della mia terra, invasori, sebbene mai invasivi.
Ed è il vento, l'unico intento, seppur vanamente, a scandire un incedere: sbatte su case, porte e paure di uomini gonfi di principi e scevri di Tempo: essi attendono infinitamente i loro pascoli, ma non hanno il Tempo per porsi delle domande, per agire.
Talvolta in città qualcuno vaneggia di un sognato Tempo che, prima o poi, dovrebbe arrivare qui ad "aggiustare le cose" a cambiarle, lui tutto da solo.
In fondo, la sua assenza è martirio e salvezza e ci guardiamo bene dall'essere troppo audaci nell'invocarlo.
Le case, qui, son venute su in modo da formare un muro di cinta tra questa mia terra e l'ignoto.
Il Tempo è li intorno da qualche parte, ci circonda, lambisce le nostre inesplorate coste, ma da qui, purtroppo, non lo si vede e non si sente!
L'isola senza Tempo.


Durante la revisione di questo post si è preferito abbandonare il vecchio titolo "Ai bambini preferisco le patatine" in luogo d'uno più pertinente ed evocativo.

3 commenti:

Farnetico ha detto...

La mia terra è emersa, potente, dal Tempo scrollandosi di dosso sue manie e perversioni, la sua stretta e il suo fiato.
Abbiamo conservato dei cimeli a ricordarci dei giorni passati insieme, in cui lui era qui a vivere, a fare il suo lavoro.
I forestieri, luccicanti, immaginano che qui il Tempo ci sia, magari diverso, "magico" e godono, meravigliati, di questa dimensione mistica.
Il Tempo, invece, ha abbandonato la mia terra senza averci mai provato abbastanza.
Su queste pietre, perennemente infuocate, sono incisi i divini slanci di floride civiltà cosi come il succedersi di pensieri e passioni di re e di popoli, tutti, della mia terra, invasori, sebbene mai invasivi.
Ed è il vento, l'unico intento, seppur vanamente, a scandire un incedere: sbatte su case, porte e paure di uomini gonfi di principi e scevri di Tempo: essi attendono infinitamente i loro pascoli, ma non hanno il Tempo per porsi delle domande, per agire.
Talvolta in città qualcuno vaneggia di un sognato Tempo che, prima o poi, dovrebbe arrivare qui ad "aggiustare le cose" a cambiarle, lui tutto da solo.
In fondo, la sua assenza è martirio e salvezza e ci guardiamo bene dall'essere troppo audaci nell'invocarlo.

Le case, qui, son venute su in modo da formare un muro di cinta tra questa mia terra e l'ignoto.
Il Tempo è li intorno da qualche parte, ci circonda, lambisce le nostre inesplorate coste, ma da qui, purtroppo, non lo si vede e non si sente!
L'isola senza Tempo.

giardigno65 ha detto...

Conoscenza
La conoscenza avviene per semplificazione
Non è un aggiungere, ma un togliere, fino alla perfetta trasparenza.
Lasciare depositare in fondo al vaso i detriti,
il pulviscolo inutile che si è mescolato all'acqua
trasportando il vaso da una parte all'altra della stanza.
Anche vivere non è aggiungere tempo al tempo accumulato,
ma sottrarre l'eccedenza del tempo
fino alla perfetta consumazione
Anche in questo caso il pulviscolo inutile viene depositato
in un vaso.

Ale ha detto...

Avete trovato entrambi del tempo, per pensare e scrivere, mi sembra come d'aver ricevuto due regali! :)