venerdì, luglio 03, 2009

Ho un fastidioso pelo sulla lingua.

Dopo anni ed anni di studio, di contestazioni, di analisi e riflessioni, quell'avanzare della cultura, quel progresso civile, tanto agognato, atteso, sperato, sembra ancora allontanarsi a grandi passi.
Perché, capiamoci, qui, il problema, non è il governo, la Lega, i Maroni, gli Alemanni o i Calderoli di turno (tutti, poi, un nome un programma), il problema è la gente che ci sta intorno, che mi sta intorno e che sta intorno ogni giorno anche a te. Il cosiddetto popolo degli elettori, questa massa informe composta da molti Polifemi e qualche Argo, che come un Golem ingoia tutto e sforna voti. In qualche periferia meridionale ingoia senza rimorso anche lavatrici, televisori e lavastoviglie qualche mese prima delle elezioni... ma questa, si sa, è un'altra storia.
La gente, dicevo.
Ai comunisti (perché ormai se sei contro, sei un facinoroso o uno sporco comunista), a chi ha pazienza, voglia, energia e tempo, o a chi semplicemente si lascia incuriosire, non mi stancherò mai di dire quanto illuminante sia Zygmunt Bauman (uno sporco ebreo) nelle sue analisi sulla crisi della postmodernità, di cui purtroppo non ci sono versioni integrali gratuite in rete ma solo piccoli estratti.
La gente, vive di televisione, di spesa al mercato, di notizie a grandi titoli sui giornali, di chiacchericcio al tavolo della domenica o del bar, di chiesa e aperitivi, di file al comune e all'asl, di botteghe che cambiano padroni e diventano cinesi. Le gente tra l'altro vive già, in una società multietnica e composita. Il punto è che ancora non lo sa e nessuno viene a dirglielo.
Il problema quindi, e finalmente vengo al punto, non è questo decreto fuori da ogni logica umanitaria di tutela dell'individuo e promozione dell'integrazione, il problema è quel senso sibillino di sollievo, quel malcelato disinteresse confortato dall'autorizzazione alla sospensione del giudizio, quell'appagamento inconsapevole del timore che qualcuno o qualcosa possa sottrarti ciò che ti appartiene o potrebbe appartenerti.
Perché la gente, quella che non compra grandi case ma ha un mutuo a rate, quella che ha un finanziamento per la macchina, il motorino, il frigorifero, che va in vacanza, se va, una volta all'anno, o la gente che ravana tra i resti nelle casse del mercato, fa la fila alle mense per i poveri, o perchè no, anche quella con lo yacht e il suv, che frequenta i locali chic e veste solo grandi firme, ha motivo di temere.
La paura di non riuscire a conquistare quello standard medio-alto (borghese, direbbe il piccolo rosso comunista sulla mia spalla), il timore di essere emarginati ancor oltre il margine, il terrore di non poter soddisfare le aspettative di tuo figlio o della tua compagna, la bramosia di non poter entrare in gara con l'ultimissimo modello di xy, o banalmente la frenesia di ogni giorno che ti porta a non avere il tempo di capire di cosa hai davvero indispensabile bisogno e di cosa puoi fare a meno, vengono scomposte, imbavagliate e ricacciate in fondo alla coscienza.
Perché alla gente, devi insegnare come convogliare la paura, alla gente, devi imboccare il conforto di un timore bello chiaro, alla gente, devi dire contro chi può nutrire apertamente o inconsciamente il suo disprezzo.
Perché la gente, ha bisogno, come nella migliore delle favole, di un'aiutante magico e di un nemico. Perché la gente, non ha tempo e assorbe dall'ambiente, come una spugna, messaggi e soluzioni.
La gente, magari anche tu, in fondo in fondo, senti che non è del tutto affar tuo se un immigrato clandestino sia da oggi punibile penalmente e costretto, se sorpreso in clandestinità, alla detenzione in un cpt fino a 18 mesi... da qualche parte dentro di te, forse pensi pure che se non è riuscito a mettersi in regola, allora con buona possibilità se lo merita persino, di essere punito. Certo, non sai, che la legge Bossi-Fini dal 2002 ha messo in piedi una contraddizione in termini per cui, detto banalmente, se non hai il permesso di soggiorno non lavori e se non lavori non puoi avere il permesso di soggiorno, così come non sai, che anche nelle città dove vi sono i più sostanziosi fondi per l'accoglienza e l'integrazione, gli enti comunali riescono a garantire solo case famiglia dalle pessime condizioni, ai rifugiati e richiedenti asilo politico (il comunistino, bofonchia qualcosa su aerei e macchine di stato, pass e rimborsi, sconti e agevolazioni per la casta).
Certo, fatico e fatichi anche a renderti conto che a fronte di una crisi economica mondiale di cui non risentiranno certamente i più ricchi, di una città tendopoli nel centro Italia di cui qualcuno dovrà assumersi prima o poi il peso e la responsabilità, di giovani senza aspettative stabili di lavoro che scendono a compromessi, di un presidente del consiglio farsesco e mafioso e di un sistema civile in pieno fallimento tale da contemplare la giustizia fai da te, spostare l'attenzione su immigrazione e sicurezza è l'unico modo per mantenere lo status quo.
Perché un'individuo che ha paura, è domato.

10 commenti:

ossimorosa ha detto...

Lucida analisi. Spietata, ma purtroppo così è. Non in toto, per fortuna, ma nella maggioranza. Ed è di questo che ho timore.

Stella ha detto...

c'è una cosa di cui tutti voi quando scrivete non ve ne rendete conto...è che sottovalutate la "gente" sia perchè credete che non sia furba e sia perchè credete che sia furba....tutto qua ALE

Ale ha detto...

Ossimorosa... già, non in toto, per fortuna. Ed ho timore anch'io.

Stella... no, non credo di sottovalutare o sopravvalutare "la gente", l'ho solo associata in maniera un po' provocatoria all'idea di "massa" piuttosto che ad una comunità eterogenea d'individui. Mi sembra un dato più sociologico che contestuale allo stato italiano dei fatti...una camicia di forza, o se vuoi, chiamandola col suo nome, sclerotizzazione delle paure sociali, demagogia. Tu non ti senti un po' distratta da veri problemi? Io sì.

Stella ha detto...

io credo di non lasciarmi distrarre, voglio le mie opinioni, voglio concentrarmi sul fare ora e domani...voglio vivere la coetaneità dei tempi, voglio raccontarli alla mia famiglia che è la famiglia del mondo...finchè morte non mi separi da lei ;o)

Stella ha detto...

Pasolini per sodomizzare i ragazzini gli domandava cos'è la cosa più impellente per te in questo momento? un piatto di spaghetti al pomodoro o l'ecologia?
E ancora Lauro a Napoli io vi do una sola scarpa...l'altra dovete guadagnarvela
E la gente? la gente si proccupa del suo orto e non certamente di sfruttamento o delle guerre...e stanne certa che un povero ti ammazzerebbe subito, anche sua madre, pur di avere ciò che tu hai...e non è colpa di nessuno...non è vero che la gente ha paura...o si lascia andare, è sempre questione di convenienza...chi ha votato berlusconi al potere? tutti noi farabutti....diffido diffido, diffidate...

Anonimo ha detto...

il reale problema sta nella cultura.
faccio un esempio.
tanti anni fa (nel dopoguerra) ci si aiutava tutti: gli uni con gli altri. Diciamo che in un certo senso c'era il comunismo? No! Non era comunismo, era solo senso di civiltà. E dire che a quei tempi l'ignoranza regnava sovrana.
Oggi invece vige la regola 'mors tua vita mea'. Indi per cui ciò che reca danno a te, porta vantaggio a me. E' ovvio che io cerco il mio vantaggio, anche a scapito tuo.
Diciamo che questa è la cultura del 'capitalismo'.

Come dicevo poco tempo fa ad Ale, la via giusta è quella di mezzo. No al comunismo (quello vero) e no al capitalismo sfrenato.

L'italiota si distingue dai colleghi europei per la TOTALE ignoranza dell'attualità.

Tornando al discorso del ddl, volevo dire, con una frase di Pirandello presa da 'liolà', ciò che penso.
'sa forse l'albero a chi da i suoi frutti?'
Decontestualizzata rende ugualmente tanto.

Parlando invece di Pirandello ci tengo a precisare la totale ignoranza di Sgarbi in materia letteraria. (sisi, sono fuori discorso... ma dovevo dirlo!!!!)

Claudio Favara

iggy ha detto...

>>Il cosiddetto popolo degli elettori, questa massa informe composta da molti Polifemi e qualche Argo, che come un Golem ingoia tutto e sforna voti.

tristemente bellissima fotografia.
tristemente bellissima analisi dello status.
solo che, popolo e gente, sono due sin troppo neutralmente gentili vocaboli per identificare ciò che, in realtà, 'loro' ci considerano: consumatori da crescere - genberazione dopo generazione - nella più becera sottocultura possibile. già, loro ci vogliono così.. e noi, anche grazie ai comunistini che portiamo sulle spalle, resistiamo.

Ale ha detto...

Stella... in primis, il comunistino stava per impiccarsi! Non hai cuore!...e sta saltellando urlando che noi non abbiamo mai votato Berlusconi! :)
...e non sono d'accordo sul fatto che la gente guardi solo nel proprio orto, perchè io ricordo l'audience, l'attenzione e il dibattito pubblico intorno alla Franzoni, alla strage di Erba, ma so benissimo anche come ci si è dimenticati di Hassan Nejl (e tu dirai, chi è?...un ragazzo morto di polmonite per mancata assistenza in un cpt l'anno scorso), o come non si parli più di Marco Beyenne, quel ragazzo preso a cinghiate sul viso da due ragazzi neofascisti a marzo.
Non sono nemmeno del tutto certa che un povero mi ammazzerebbe per aver ciò che ho io, mi sembra uno stereotipo, ma qualora fosse vero, allora lo stesso potrebbe valere per me e per te... che al contrario, abbiamo la fortuna di poter disquisire davanti a un pc o un mac, sulla sola possibilità che questo accada o meno.

Ale ha detto...

Clà... l'italiota si distingue per la totale ignoranza dell'attualità, ma sta da vedere il perché... io non credo nel peggioramento della specie :) credo piuttosto si verifichi un'allineamento al pensiero dominante, ed il perchè, anche in questo caso, mi sembra abbastanza chiaro.
La citazione di Pirandello è bellissima... e Sgarbi è un perfetto idiota.

Ale ha detto...

Iggy... :) grazie :)
...ed è vero, hai ragione, sono sin troppo neutralmente gentili, siamo merce, nè più nè meno. Il piccolo comunistino sulla mia spalla ti saluta festante... :)