domenica, settembre 28, 2008

Le frittelle di paperino

Accade sempre di notte...
come una febbre alta, o la sete, o quando sogni di cadere e ti svegli di soprassalto. Di notte ho un soprassalto di scrittura.

Quando ero bambina pensavo che da Grande avrei prima o poi smesso di giocare a sfidare il destino contando le cose o prevedendo imminenti catastrofi...

"Se guardo l'orologio e sono due numeri uguali allora oggi mi interroga"...
Le 11.11.
"Se le mattonelle sono pari piaccio al tipo"...
Mattonelle dispari.
"Se vedo 7 stelle cadenti sarò felice per sempre"...
9 stelle cadenti. (mai più riviste così tante tutte in una notte)
"Se il biscotto si rompe a metà oggi sarà una buona giornata"...
Biscotto solo sbriciolato ma pronto rapido intervento di incisivi per affinare la metà... ("mattinata mezza mezza, ma recuperabile nel pomeriggio").

Così, oggi, da Grande, al contrario di ciò che prevedevo per il mio brillante futuro, di tanto in tanto e con altrettanto ardore e affinato senso per le catastrofi...

"Se adesso mi cade un bicchiere perdo qualcuno"...
Uno dei bicchieri da vino, regalo della mamma per natale, si sfracella letteralmente nel lavandino...
[addio signora Minù]
"Se conto queste bustine e sono 17 non ne venderò nemmeno una"...[non drizzate le antennine, non sono un pusher.]
Le bustine sono 16 ("che culo"). ("Ora metto via e vado a letto")...alzo un foglio,
la diciasettesima!

Passo metà del mio tempo da soprappensiero a giocare all'indovina.

Ecco, una postilla necessaria, che sia chiaro, non che io sia davvero sfortunata o che le mie sventure si verifichino poi sul serio, ma in qualche modo ho una spiccata propensione a sfidare la sorte senza motivo.

Del resto le mie avvenenti previsioni per il "daGrande" (perchè era un'entità superiore a sè stante degna della mia miglior stima e fiducia) più e più volte si sono dimostrate dei flop micidiali.

"daGrande smetterò di stare seduta come un maschiaccio"...
"daGrande smetterò di non riuscire a trattenere le lacrime quando salgono in gola"...
"daGrande smetterò di mangiare tutte queste Schifezze (entità ontologicamente fondata da mia madre ben 20-25 anni orsono)"...


Da grande...
sono sempre ale
...ho imparato ad accavallare le gambe con disinvoltura, ma continuo a non star seduta composta a tavola, alla mia scrivania, sul divano...
Da Ale...
vorrei essere come una pietra del san michele,
...così fredda
così dura
così prosciugata
così refrattaria
così totalmente
disanimata
...
o come la Golden Rock e riuscire a trattenere in bilico le emozioni, controllando i miei umori con spiccata fermezza senza sentir dentro a volte tutto questo essere.

Da grande...
mentre affino esotici piatti giapponesi...
non riesco a smettere di soffrire della sindrome da Frittelle di Paperino.

Suddetta sindrome prevede improvvise infantili voglie culinarie che inducono il malato a ricercare con foga e impazienza i sapori infantili più emozionanti e familiari, la malattia induce ad assecondare tali voglie a qualsiasi costo e sacrificio: piatti appena lavati, corsa al supermercato sotto la pioggia, sveglia anticipata, amici e parenti ospiti in casa, intossicazione alimentare ecc...ecc...

Ed ora io dico...
e poi taccio...

bene che prima o poi smetterò di mangiare Schifezze e finalmente diventerò Grande...

ma chi, a qualunque età, non si sentirebbe confortato e felice trovandosi davanti le fatidiche fumanti frittelle di paperino in un bagno di sciroppo d'acero?






[Pancakes...
perchè "daGrandi " le chiamano così.]

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