martedì, luglio 11, 2017

C'era un sacco di disordine, un non ci pensare accanto al mio cuscino e io. Che ti aspettavo mentre restavi fermo, in ritardo ai mille appuntamenti a cui ti ho invitato in questi anni senza avvisarti. Seduta su un'altalena, coraggiosa a metà, mentre nessuno mi spinge. Il tuo biglietto aereo nella tua mano e le mie paure nell'altra. 

2 commenti:

franco battaglia ha detto...

Aspettare che l'altro/a si muova "leggendo" nei nostri desideri è lo sport preferito dell'uomo (e della donna). In realtà siamo così occupati ad attendere le mosse dell'altro/a, che a fare quelle che l'altro/a attende da noi non ci pensiamo neanche per sbaglio.
E il biglietto scadrà in una mano e le paure faranno radici nell'altra.

Alessandra Bacci ha detto...

Molto vero. Ma posticiperò il biglietto e dalle radici cresceranno fiori :)