venerdì, febbraio 22, 2013

Ed ho fatto una fatica immensa per arrivare sin qui. Ho scalato montagne di dubbi e indecisioni. Ho lasciato briciole di oggetti per città e case. Mi sono alzata in piedi un'infinità di volte. Mi sono perdonata il tempo perso e ho imparato a convivere con gli errori che mi sembravano imperdonabili.
Ho battuto le ciglia un numero spropositato di volte, ho strizzato gli occhi al sole e li ho chiusi solo un istante prima di dormire tranquilla davvero.
Ho stretto mani, abbracci e patti a cui ho saputo tener fede, e sciolto nodi strettissimi. Ho scritto tante parole e spinto via con rabbia silenzi inutili. Li ho usati, i silenzi, per mettere distanze lunghe un per sempre.
Ho viaggiato col cuore leggero e mi sono illusa che si potesse alleggerire andando via.
Ho fatto un sacco di salti sul letto, mi sono addormentata distesa a pancia in su spiegando le ali che gioco ad avere. Ho chiesto un guscio, quando poi ho scoperto d'averlo dentro. Ho annusato fiori e capito d'essere una donna a cui piace riceverli.
Ho camminato dentro giorni leggeri e rallentato in quelli più duri.
Ho scoperto di non avere parole perfette, pensieri perfetti, gesti perfetti o sempre soluzioni precise. Non ce le ho proprio, le soluzioni, alle volte. Ed ho anch'io i miei angoli bui, girati i quali nascondo a sorpresa distese di sole ed entusiasmi accesi.
E cambierò ancora luoghi, città e parole, e mi sentirò ancora imperfetta mille volte, a torto o ragione.
E riuscirò a capire quando mettere al timone le sensazioni o la ragione. Senza sentirmi in balia delle incertezze. Con più fiducia.


4 commenti:

Fabiana ha detto...

Io tutto questo ancora l' aspetto, lo cerco, lo sogno.

S A ® A ha detto...

Vorrei conoscerti. Eppure ci assomigliamo così tanto :)

Ale ha detto...

Fabiana, tu lo sei già, io lo so.

S A ® A allora se passi da quel di Milano batti un colpo :)

Farnetico ha detto...

Questa sei tu, riconosco il motore e le evoluzioni della tua volta. Bellissima.