martedì, maggio 29, 2012

Se ha un nome, dev'essere un nome appena sussurrato. Sottile, da nascondersi tra le pagine di un libro poggiato lieve sul divano.
Se ha un nome, dev'essere un nome leggero. Trasparente, da affacciarsi alle finestre senza voler volare fuori, col naso appeso e le braccia incrociate al davanzale.
Se ha un nome, dev'essere un nome pieno di vocali. Con la a di antico, esile, inviolabile, la o di ora e uno ed uno solo e riconoscibile.
Se ha un nome, dev'essere un nome svelto. Invisibile ti siede accanto mentre la confusione ti travolge.
Se ha un nome, dev'essere un nome complicato. Tortuoso, si avvolge ad un oggetto fuori posto, scivola sibillino sulle labbra di una parola detta male o si cela dietro le tue spalle aspettando che ti volti.

Se ha un nome, è meglio che tu non lo conosca. La chiameresti a gran voce, invece di scoprire che si nasconde negli angoli più insperati, la tranquillità.



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Element 1, 'Being here' (detail), 2008, di Mark Garry

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