sabato, dicembre 10, 2011

glimmer

Solitude di Ryuichi Sakamoto

e mentre ti aspettavo ho messo il mio vestitino più bello, mi sono specchiata tre volte e una quarta ravviati i capelli. ho indossato le calze a rete, nere, e un girocollo di perle, bianche. ho acceso delle candele, vedrai come sono bella. mi scivola sulla spalla il mio vestitino, nero, lo tiro su con la stessa mano su cui indosso il mio anello di brillanti, bianchi. ho morso una mela poco fa, ho leccato una goccia della polpa che cadeva e c'era polvere di cipria sulle mie labbra. so che suonerai alla porta e io correrò ad aprirti. ho ripassato tre volte il kajal e ti accoglierò scalza. sono salita in punta di piedi su questa sedia di legno, prima, credo di aver smagliato le calze. ti piacerò lo stesso, vedrai.
ti verso il vino, mentre ti aspetto per dirti addio.

7 commenti:

iggy ha detto...

crudele!

Ale ha detto...

Igor sai la faccenda delle prove? ecco. stasera ne ho superata una.

Inneres Auge ha detto...

questo è un pezzo di mostruosità urbana mica da ridere!

Ale ha detto...

credo mi sfugga il senso primo e anche ultimo di "mostruosità urbana"...

iggy ha detto...

sei stata grande.. probabilmente perché lo sei.

stefanover ha detto...

tristissima...

Ale ha detto...

iggy io atte ti devo scrivere in mail, sì. :)

stefanover manno!