martedì, novembre 15, 2011

Io e Xia

Ognuno ha l'infanzia che si merita. Della mia, nonostante tutto, non mi posso lamentare.
Alle elementari arrivò in classe una bambina cinese, diventammo subito amichette del cuore. Io le insegnavo a scrivere fuoco in italiano, lei tentava di insegnarmi a scriverlo in ideogrammi, facevamo la Cultura, noi. Giocavamo con le barbie e a fare le commesse, lei aveva già la stoffa per gli affari, io vista la pubblicità, sindacavo sul look troppo esotico di barbie benetton.
Noi, bambine degli anni novanta eravamo una coppia inseparabile almeno tanto quanto i pidocchi che prendemmo all'unisono nella lontana primavera del '92.
Noi, bambine degli anni novanta in una società ancora troppo poco multiculturale, eravamo l'avanguardia.
Noi, non mangiavamo a merenda le merendine del mulino, noi mangiavamo pesce secco in agrodolce.
Noi, eravamo avanti.
E dopo più di vent'anni io, il pesce secco, in quel di Milano, l'ho ritrovato.



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