martedì, giugno 28, 2011

Le violette, il pentolino e la pin-up

C'era odore di freddo, quell'odore netto, terso, dell'aria del mattino quando ancora non è stata respirata, dalla città. Un odore pulito di dentifricio e lacca e sapone, che girato un corridoio ti spiazzava vagamente e faticavi a distinguere la lavanda dalla naftalina nei maglioni distesi sul letto, per essere indossati. In cucina, era di nebbia e caffè, di ciclamini. Varcata la porta e giù per le scale verso il portone ti investiva profumato di cappuccino, caffè corretto, inchiostro di stampa caldo e focaccia.
Io, bambina, ero lì sotto le coperte, in vacanza dalla nonna. Aprivo gli occhi e tra le assi della tapparella filtrava quella luce del giorno che ha appena smesso d'essere soffusa. A volte sentivo il respiro calmo di mia madre, a volte le sentivo chiacchierare in cucina, oltre la porta.
C'era sempre un istante di smarrimento in cui mi chiedevo dove fossi, ma gli oggetti, i mobili e la stanza tutta, erano ad aspettarmi, per non spaventarmi, dove li avevo lasciati prima di dormire. Il quadro della pin-up era il primo di cui controllavo gli spostamenti. Sopra la mia testa, sorridente e ammiccante la pin-up se ne stava seduta ad aspettare il mio risveglio. M'inquietava. La guardavo per capire se nella notte avesse mosso un passo, ma lei, sempre sorniona, restava ferma sul suo sgabello a vigilare premurosa sul mio sonno. La odiavo la notte e amavo trovarla lì immobile al mio risveglio.
Con me si svegliava la mia euforia. Controllata la pin-up, iniziavo a concentrarmi su cosa d'entusiasmante m'aspettava per il giorno. Sceglievo, tra tutte, l'avventura più elettrizzante ed ero così pronta a sfidare il freddo uscendo di corsa da sotto coperte. Attraversavo l'odore del mattino ed iniziava la mia giornata.

Accade da sempre.
Ogni mattina, appena sveglia, mi do un anticipo delle mie avventure per il giorno, cerco la più entusiasmante e forte di quella mi alzo dal letto.
Nei giorni in cui mi sembra che nulla di straordinario, nuovo, insolito, salvifico o desiderato m'attende, io so di dover fare uno sforzo, di dover concentrare le forze, affinché ricordi che la mia più emozionante avventura sono io.



C'è anche un profumo delicato di violette ed un pentolino piccolo e molto vecchio, in questo ricordo.



4 commenti:

Laura ha detto...

Vero! la più emozionante avventura sei tu.

Jane (Pancrazia) Cole ha detto...

Decisamente un ottimo esercizio per cominciare la giornata.

JAENADA ha detto...

Mi hai ricordato le vacanze adolescenziali dai miei nonni in veneto (il mio albero genealogico è più ingarbugliato di un comizio di Di Pietro), diversi odori, diversi quadri, diverse atmosfere, ma simili sensazioni. Grazie.

Vedo che il "turno di notte" è estremamente prolifico :)

Ale ha detto...

La conclusione di questo post, non vi pare un po' melensa? Io medito di cambiarla...

Lau, a volte mi sento molto un globulo bianco di esplorando il corpo umano, a dirla tutta.

Jane, non è che mi metto d'impegno, succede e quando non succede mi preoccupo tantissimo.

Jaenada :)
(il turno di notte è sempre prolifico, quando non ci sarà più la notte libera per scrivere saranno cavoli amari!)