mercoledì, luglio 29, 2009

Post adolescenziale

Perché poi ci sono alcuni giorni in cui ho invidia, grande invidia, di quei post adolescenziali dove racconti per filo e per segno la tua giornata, anzi la racconti x filo e x segno, e magari infili qui è lì un kommento simpatiko o cmq una riflessione illuminante. Quei post che non gli può fregare di meno a nessuno di cosa hai fatto tutto il giorno, men che meno alla tua amica del ♥ ke legge a saltare sl x aggiungere "tvb, 6 la migliore!"... quei post che sostituiscono il tuo diario segreto, perchè ormai di segreto non hai più nulla tant'è il bisogno di conferme in questa società di paure ed incertezze (la vecchina del caffè che è in me ogni tanto prende il sopravvento con grande sconforto dell'adolescente mezza scema.)
In ogni caso, ecco, oggi avrei scritto un post adolescenziale, perché ne sono capitate davvero troppe, ed alcune fanno troppa gola per non essere belle che spiattellate in pubblica piazza.
Mio malgrado però ho ancora dei residui di pudore, quindi un po' come il giochino scemo del sussidiario citato qualche tempo fa, anche stavolta userò un bieco espediente per salvarmi dal pubblico dileggio. Sicché (quanto mi piacciono ste congiunzioni obsolete ad inizio frase, lo so solo io e la fedele vecchina del caffè) citando qui è lì, random, come fa figo dire oggi, gli accadimenti della giornata inventerò qualcosa spacciandola per vera, sottraendomi così alla curiosità morbosa dei miei accaniti e più fedeli amici del ♥.
Oggi è successo che ... appena sveglia è entrata dalla finestra la sigla della signora in giallo, ed io, dal cuore tenero e nostalgico, mi sono emozionata riflettendo che un po' come "Dove c'è Barilla c'è casa" ...c'è casa anche dove c'è Jessica Fletcher (ma per l'attendibilità di questa storia, mi tradisce il mio post-it mattutino).
Ma è anche successo che ... mi hanno regalato un bellissimo telefono color puffo.
...e di rimando l'illuminante riflessione... perché mai i puffi andavano in giro con i pantaloni ed un cappello e nessuno indossava una maglietta? ...che fosse una divisa approvata dal sindacato dei lavoratori? ...e Grande Puffo, era il capitalista, il rappresentante del sindacato o aveva solo sbagliato candeggio?
Poi è capitato che ... ho incontrato un vecchio compagno di liceo, ormai romano doc, con cui non abbiamo fatto altro che parlar male dei vecchi compagni e riso di gusto ricordando quanto velenosi fossero alcuni. Catartico, direi.
Ma il pezzo forte è stato che ... un piccolo topolino è piovuto dal cielo in una bacinella piena d'acqua e tra gli strilli e le urla ha fatto poi un volo d'un metro fino a terra, riuscendo a non morire per lo schianto e lo spavento ma sparendo da vero illusionista da dentro una scatola da scarpe con due microscopici buchini. Valli a capire i topi di fogna.
C'è stato anche ... un imbarazzantissimo incontro con un simpatico gentiluomo che dopo avermi urlato davanti ad una ventina di invitati "tu chi sei???", per recuperare la pessima gaffe, prendendomi per mano, mi ha chiesto di fare un mezzo giro per rimirarmi davanti e dietro prima di farmi e fare i complimenti per la bella presenza. Non contento, mezz'ora dopo, vedendomi filare silenziosa tra la gente verso il bagno, ha pubblicamente invitato gli amici lì in cerchio a rimirarmi perché fosse chiaro a tutti chi fossi e soprattutto come fossi fatta.
Nel pomeriggio invece ... davanti ad un centro commerciale un gatto piccolo e perfetto si è teletrasportato da uno scatolone dentro una borsa di paglia, conquistando nel tempo record di un quarto d'ora un posto d'onore sopra quintali di scottex ottenuti per gentile concessione di un barista che con molto spirito non ha chiesto perché mai un gatto così piccolo si improvvisasse, con tanta abilità, ragnetto, appeso alla maglietta e sostenuto con quattro braccia e venti dita.
E' capitato anche che ... mi sia ricordata di essere allergica ai gatti ma soprattutto che mi sia chiesta come potessi io da bambina giocare, dormire, mangiare, parlare, vestire, pettinare, accarezzare, leccare, baciare centinaia di gatti senza soffrire alcuna allergia.
Ah già dimenticavo ... della tizia che mentre andava via dalla festa è stata richiamata a gran voce per darmi un emerito parere medico davanti ad un gruppetto riunito per l'occasione. Ho risparmiato trecento euro, ho scoperto che si può operare, ma soprattutto ho avuto l'ennesimo incontro ravvicinato del quarto tipo (perché i medici, sono una razza a sé).
Infine ... tornata a casa alle tre non potevo certo tacere dopo una giornata così strampalata e del resto, come resistere ad una pulsione adolescenziale mentre la vecchina si ritocca i bigodini e si mette la cuffietta per la notte.

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