domenica, aprile 26, 2009

Guida per riconoscere i tuoi santi (2006) un film di Dito Montiel

Perché c'è un equilibrio che regna sopra ogni cosa, e se alcuni film, alcuni libri, alcune foto, sembrano succhiarti via la felicità, come dissennatori, altri sembrano riuscire a restituirti alla vita.

Ognuno di noi col suo, ognuno a modo suo, ognuno con le sue sfumature o con ciò che gli appartiene, ma ne esistono indubitabilmente alcuni che riescono a riavvicinarti al senso delle cose. Ad un senso, magari uno soltanto, ad un dettaglio che ti era sfuggito, o magari solo sentirle, certe cose, che hai pensato, che hai già dentro.

Guida per riconoscere i tuoi santi, è uno di questi, un film che ti riporta a galla, come dopo aver trattenuto il fiato a lungo. Lo è per me, magari non per qualcun'altro.


E' la poesia di una sensazione, la musica ed il suo palcoscenico.

E' quel senso di inadeguatezza, che ti confonde tanto da non accorgerti più se sei tu o ciò che ti è intorno ad essere inadeguato...
è veder capitare qualcosa di insopportabile e non aver scelto, trovarvisi per destino o per caso...
è la fatica di capire cosa ti accade intorno,
la difficoltà di dover essere all'altezza,
quel complicarsi delle cose che non combacia col tuo, essere complicato.

E' poi andare via, scappare...
è fuggire da tutte quelle cose che non ti sono mai state familiari anche se avrebbero dovuto esserlo...
è l'esilio volontario,
che ti permette di espiare, la tua colpa, di aver abbandonato tutto e tutti...
è la solitudine sperata,
di chi è stato ferito e non vuole mettersi in pericolo...
è la voglia di rivalsa,
di conquista di uno spazio segreto ed inviolabile, dove il passato è solo un ricordo e tutto si allontana...
è raccogliere le armi,
facendo i propri errori,
per riuscire a ritornare.

E' un ritorno...
nonostante la paura di essere violati...
anche se ancora non sei pronto,
o disposto ad accettare...

E' lasciarsi riabbracciare...


"Alla fine ho lasciato tutto, e tutti, ma nessuno, nessuno, mi ha mai lasciato."




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