domenica, gennaio 25, 2009

Camminava al centro della strada
per terra le luci dei lampioni erano spezzate dal ferro dei binari
si sentiva il respiro degli alberi
dopo la pioggia.

Portava in mano un sacchetto di carta grande e pesante
i capelli arruffati come cenere appena fredda
il naso grande.

L'impermeabile ne faceva una figura distinta
se non fosse che come un funambolo
metteva un piede davanti all'altro
dondolando la vita.

Le macchine silenziose gli passavano accanto
impietose e veloci.

Dritto e sicuro
lo sguardo fermo e distante
un passo dopo l'altro,
uno dopo l'altro...
con calma.

Sono rimasta a guardare
finché ho rotto l'incanto,
sottovoce ho chiesto se voleva seguirmi
perché la linea invisibile, guardi, continua lì sul marciapiede.

Mi sono fermata aspettando e tendendo la mano.
Per un attimo ho pensato che non mi avrebbe seguita
che mi avrebbe guardata e aggredita da lì.

Invece...

mentre la fune si staccava da terra ed io con lui
dondolavo in equilibrio sul binario di ferro

mi ha guardata sorpreso
e lentamente, senza nessun imbarazzo,
mi ha spiegato che solo più avanti la strada avrebbe girato
e lui
al centro di tutto
l'avrebbe seguita sino alla curva.


1 commento:

stelllare ha detto...

un altro modo di osservare il mondo...lui ti ha sentita...