giovedì, luglio 02, 2009

Ale - Stilista 1 a 0

Con somma gioia annuncio che la battaglia tra me e l'omonima stilista è volta finalmente al termine con la mia, schiacciante, vittoria.
Sarebbe alchè d'uopo dilungarsi sulle travagliate vicissitudini della vostra eroina ma da brava umile allieva, mi affiderò alle antiche e illuminanti parole del saggio maestro Sun Tzu

"Chi è prudente ed aspetta con pazienza chi non lo è, sarà vittorioso"
Ed io, prudente e caparbia, vinsi sul mio nemico...
non è un caso quindi se da oggi questo blog poggerà le sue fondamenta sul tanto agognato dominio:

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ps. Non è detto che il nuovo indirizzo funzioni su tutti browser ma il buon blogger di google garantisce un automatico redirect al nuovo link. Chi ha feed o blogroll associati al vecchio indirizzo, se ha tempo e pazienza, dovrebbe verificare se riesce ad entrare ed eventualmente aggiornarlo col nuovo.
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Come una mangrovia

Legno rosso che è pietra e fuoco.
E' clessidra immobile, tempo fermo e vivo, linfa scorre tra i rami ma scivolando goccia a goccia tra le curve in cielo e terra.
Come scure, si insinuano nel mare i suoi semi e germoglia, impertinente e ingenua.
E' l'inverno capovolto, la primavera senza terra.
Si lascia sommergere e umida, nel fango, guscio d'argilla e di salsedine, si nasconde e s'aggroviglia.
Sono pene, le inattese malie della luna e quando arriva la marea resiste senza affogare o indurirsi troppo al vento.
Intrecci formano i rami come le serpi di Medusa e radici forti e nude ne scoprono l'anima senza difesa.
Sotto il sole, sollevato dalle onde, si poggia un sale pungente sulle foglie, ma dentro, delicata e silenziosa, sembra scorrere clorofilla dolce.
Non sono quieti il suo crescere sott'acqua e l'arrampicarsi al cielo,
la fatica d'aggrapparsi per non trovarsi impreparata alla tempesta e i suoi grovigli
eppure...
se si sfilasse via leggera la coltre di vento, o si spostasse con la mano il velo d'acqua, si svelerebbe, senza mistero, un albero qualunque con nascoste e vergini radici sotto terra e fronde senza chiavi per dar riparo agli uccelli stremati dalle correnti.


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domenica, giugno 28, 2009

A braccio... DR (domande random)

Non è che avessi in mente un post di senso compiuto... o che abbia trovato il modo di integrare le tre cose in maniera ragionevole o sensata...tanto per capirci.

Il cane più brutto del mondo non è poi così brutto, ne ho visti di peggiori (anzi lo trovo persino carino), quello dell'anno scorso era molto più raccapricciante, quindi mi chiedo, a meno che non se la sia quagliata*, non rimane sempre il più brutto?

Riflettevo nel pomeriggio su quanto fosse provocante, anni fa, la parola reggiseno... un nome, un programma, come si dice. Ormai lascia indifferenti tutti...grandi e piccini. E poi non si capisce perché io da Serravalle torno solo con buste piene di biancheria intima, come dire che non riesco a comprare un paio di culotte o un reggiseno (fa effetto? ...manco per nulla) di marca se costano rispettivamente più di tre e sette euro. Cos'ho che non va?

Ultima questione... il mondo si strugge per la morte di Michael Jackson e allorché mi domando... ma solo a me irrita enormemente che sia osannato uno che ha passato la vita a tentare di cambiar colore con tutti i problemi di razzismo e integrazione che ci sono al mondo?
Con tutto rispetto per la sua morte e per il suo contributo alla storia della musica pop, sia chiaro.






[il più brutto, in questione]




* quagliarsela: tirare le cuoia**
** tirare le cuoia: crepare***
*** crepare: passare all'altro mondo****
**** passare all'altro mondo: (ok la smetto...è la stanchezza... ma l'idea era di proseguire finchè non fosse parso fin troppo ovvio di quanti sinonimi l'italiano si dota per il semplice, chiaro e preciso morire...e i conseguenti risvolti psicosociologici... sì, è proprio la stanchezza...la smetto subito.)

giovedì, giugno 25, 2009

Haiku

Una volta in un libro ho letto l'haiku più bello che sia mai stato scritto, peccato che non sono più riuscita a ritrovare il libro e non riesco a ricordare l'haiku, in questione.
Ma so per certo che è il più bello perché ogni haiku che leggo mi rendo conto che non è all'altezza delle mie aspettative. Quello lo era, quello è il più bello. Prima o poi del resto, sospetto in un libro di Mishima o Murakami, lo ritroverò.

Quando scopro di essermi già affezionata...

Credo che non scorderò mai quello che ho visto stasera.

Perché Milano è una metropoli frenetica, con intrecci radiali di strade a scorrimento veloce, non così caotica come dicono ma di certo contagiosa nel suo pensare velocemente e luccicare di vetrine e idee... è una città piena di folli in giacca e cravatta che parlano da soli nascondendo poi un auricolare nel padiglione... e strade sotterranee in cui si mescolano lingue e colori diversi, tra ventiquattrore e fisarmoniche...

ma...

stasera, alle dieci e mezza c'era ancora molta luce, al duomo, accanto al Palazzo Reale davanti al maxi schermo con la partita Spagna-Stati Uniti, il sagrato della cattedrale e parte della piazza erano un enorme comodo divano su cui sedevano qua e là stravaccate e silenziose, centinaia di persone.

Ed in realtà adesso, a ben pensarci, è ben più sorprendente la mia sorpresa nel ritenere surreale, che una grande città possa da un momento all'altro trasformarsi in un quieto bellissimo paese.

martedì, giugno 23, 2009

sabato, giugno 20, 2009

Quando scopro l'acqua calda.

A ben pensarci, ma senza starci troppo a pensare, siamo davvero dei brutti animali.
Nessuna livrea variopinta o simmetrica, nessuna omogeneità di pelo o pelliccia, niente vibrisse o becchi colorati. Al contrario lunghi, corti, ricci, lisci peli attaccati alla testa che, con spiccato innato gusto kitsch*, qualcuno persino colora. Gambe e braccia glabre, sproporzionate, grossi glutei e niente coda. Nemmeno mezz'ala, guscio o spina da riccio.
Grossi pesanti testoloni ambulanti... chiamalo fascino.



Ma le due notizie positive sono che a fronte della mia banale scoperta in realtà oggi ho anche scoperto che, dopo il Crystal Ball, hanno inventato il gioco più geniale della storia:




lo Skifidol Slime



e che per fortuna siamo dotati di ottimo senso dell'umorismo, e stamattina sulla copertina del Comix ho letto una frase che mi ha fatto davvero ridere:



"Sorridi al mondo,
ma occhio ai moscerini."









* Antropologicamente parlando, s'intende.

mercoledì, giugno 17, 2009

Incontri stell(l)ari

Perché a volte incontri qualcuno per strada, o per caso capita di scattare una foto ad un estraneo e poi te lo ritrovi lì e ti chiedi "ma chi era questo?", o mentre ti assopisci in treno qualcuno rimane seduto a guardarti mentre dormi e ti sveglia sottovoce arrivati poi in stazione....
Perché ne incontri a migliaia di persone nella vita, ti scivolano piano accanto, ci sbatti contro, ne stringi la mano, le aiuti a tener ferma una porta, le lasci attraversare, vi siedi di fronte, scambi due parole o taci con imbarazzo in ascensore...
Perché c'è qualcosa di invisibile che scivola strisciando e come un laccio per un secondo ti lega e poi ti scioglie...

...ma
accade alcune volte,
che in silenzio, quel laccio non si scioglie.
Diventa verde e morbido e mette su una radice... inizia ad avvitarsi su se stesso aspettando che tu tenda la mano, per aggrapparsi con dolcezza.
E' un puro caso e una magia, una coincidenza affascinante.

Non strattonarlo, se guardi bene ti accorgi che i germogli sono due,
e non si stringe solo a te...
come due sono le foglie, ali d'angelo forse avrebbe qualcuno da ridire.
E non starlo troppo a guardare, potrebbe ubriacarsi d'acqua e d'attenzioni.

Aspetta piuttosto con pazienza
e vedrai, che anche senza troppa cura, saprà reggersi da
per poi sbocciare all'improvviso

e farti ritrovare
sorpreso e imbarazzato,
a guardare i suoi piccoli fiori.

Post-it per i miei Lettori Invisibili.






ps. no perditempo.

sabato, giugno 13, 2009

"a modo mio"

Molto raramente sono invidiosa di qualcuno o di qualcosa, ma se potessi indossare una maschera ogni volta che desidero, mi trasformerei quando serve, in una donna differente.

Quando sono stanca e nervosa, il ciuffo scivola continuamente davanti agli occhi e il disordine intorno mi infastidisce...
vorrei diventare una di quelle donne che in edicola comprano montagne di riviste piene di consigli per stare in forma, diete all'ultimo grido, suggerimenti per il make up, esercizi per rimettersi in forma prima della prova costume, i consigli dello psicologo, l'oroscopo nell'ultima pagina e i saluti delle lettrici in seconda. Una di quelle donne che in casa portano una fascia sulla testa, conoscono gli ultimi scoop ma in base all'amica di turno riconoscono o meno di essere appassionate del miglior gossip. Mangiano pompelmo e bevono solo acque di marca, sanno tutto su come eliminare la cellulite ed usano i dolcificanti. Passano ore a leggere le riviste su una poltrona, tra una telefonata e l'altra. Ma non amano essere disturbate, se non per ascoltare le ultime pene d'amore dell'amica del cuore. Hanno un'amica del cuore e sempre un consiglio pronto.
Sono convinte di avere qualche chilo in più, in realtà sono leggere.

Quando sono trafelata, dimentico le cose, mi casca tutto dalle mani e sono lunatica oltre il sopportabile...
vorrei improvvisamente diventare una di quelle donne con la frangetta, che dopo mèches su mèches hanno i capelli biondi, lunghi sino alla spalla, lisci e sempre in ordine, mani morbide e curate, una perfetta french, camicetta bianca ben stirata e pantaloni neri stretti. Indossano anelli Breil e finti brillanti. Sono commesse in negozi alla moda o lavorano in banca, in metropolitana leggono Faletti o uno degli ultimi bestsellers thriller. Leggono i thriller. Ascoltano musica pop italiana o coltivano la passione per un gruppo che non ti aspetteresti. Mangiano poco e bene, hanno buoni amici e una vita sentimentale sempre un po' travagliata ma scontata. Arrivate a casa dal lavoro, fanno la doccia con un bagnoschiuma alla vaniglia e la cuffia per non dover passare la piastra più di una volta ogni tre giorni. Leggono anche loro riviste piene di consigli per la salute, ma solo quelle senza gossip. Sono aggiornate solo sul gossip delle star di hollywood, conoscono gli ultimi modelli delle borse Prada, degli occhiali Dior ma poi comprano da Sisley. Usano Acqua di Giò o un profumo sofisticato dolce e pungente.
Sono sempre, sempre, immancabilmente, in ordine.

Quando sto troppe ore seduta al computer e leggo meno di quanto vorrei, quando compro un tè di marca o non riesco a indossare abiti con più di tre colori differenti...
vorrei avere qualche anno in meno, giusto due o tre, e trasformarmi in una di quelle ragazze che dopo aver prelevato da uno dei conti miliardari del papà comprano abiti strappati, magliette di cotone a righe senza cuciture, polacchine da cento euro e buste per i budini al cioccolato nei negozi per il mercato equo. Leggono Siddharta, Milan Kundera, hanno letto La profezia di Celestino, ma pensano sia una stronzata new age. I capelli sono sempre in disordine, ma fanno lo shampoo con i prodotti costosissimi della madre, hanno un dreadlock su cui l'amico che le ha portate al corso di capoeira, ha infilato un perlina in legno. Usano uno dei profumi all'ultima moda regalati dalla zia, tirano su i capelli con un pennello o una matita e la sera siedono a pulire tutti i marciapiedi della città bevendo una birra con gli amici e fumando uno spinello. Sanno tutto sulla caccia alle balene, sono volontarie per Amnesty e di notte, quando vanno a dormire, sono stanche e felici di una giornata tanto piena.
Sono anticonformiste per moda ma sentono di sapere cosa è giusto.

Quando non riesco a star seduta composta, sono ingenua, impulsiva, nevrotica o qualcosa di me attira lo sguardo di un uomo che non voglio mi guardi con insistenza...
vorrei diventare una di quelle donne anziane, dai capelli cotonati e bianchi, mani rugose e curate e turbanti d'oro giallo e topazi o acquamarina alle orecchie. Non indossano mai abiti neri e portano mocassini comodi. La schiena è ancora dritta e lo rimarrà sino alla fine. Leggono ancora buoni romanzi ma passano le ore a incollare i punti del supermercato. Il cotone delle lenzuola è incredibilmente morbido, la loro biancheria profuma di lavanda e hanno un cane infeltrito ma allegrissimo. Si svegliano presto e tra la nebbia che scivola via e il sole che sorge sul cielo terso, portano fuori il cane e comprano il giornale. Tornano a casa e sedute al tavolo della cucina, mentre si intravedono i ciclamini sul balcone, lo leggono dalla prima all'ultima pagina, togliendo poi gli occhiali che rimangono appesi al petto. Giocano a canasta e con le nipoti preparano la pasta fresca, riuscendo a non infarinarsi mai il grembiule.
Sanno che non bisogna rimpiangere nulla e sembrano fragili ma sono candide.

Quando poi non riesco ad immaginare un lavoro adatto a me, temo di non essere abbastanza colta, mi accorgo di avere pessima memoria e non sono responsabile e costante...
vorrei essere una donna impettita e in tailleur, con un'invidiabile ventiquattrore in pelle poggiata sulla gamba dal collant velato e il tacco alto. Gli occhiali squadrati bicolore che tradiscono appena la figura seria e composta, il giornale sotto il braccio o aperto e piegato in quattro davanti al seno. Quando tornano a casa lasciano le scarpe in disordine sull'ingresso, fanno un bagno caldo e ignorano il telefono che squilla. Conoscono i vini al pari di un sommelier, ma hanno imparato solo per sorprendere il collega o l'uomo di turno. La domenica siedono su un dondolo di vimini in veranda, con una tazza di latte caldo e si appallottolano su un libro rilegato ottimamente. Hanno un gatto e delle belle piante, vorrebbero imparare a fare il sapone, massaggi esotici e tengono un taccuino su cui appuntano qualcosa di segreto. Hanno una bella stretta di mano e sono magnetiche.
Sono donne di passaggio nella vita ma sanno cosa vogliono.

Il punto, però,
poi in fondo...
è che...
per quanto io mi sbracci,
o sia insoddisfatta,
per quanto desideri carpire da ognuna di queste maschere un segreto,
e nonostante forse riuscirò a farlo,
sono e sarò sempre e incredibilmente io, e la mia circostanza.


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Io Latte! Mlijeko! Milk! Lait! Γάλα! Leche!

Che il mondo andrebbe diviso tra...

quelli che aggiungono una fettina o qualche goccia di limone
e quelli che aggiungono del latte.


venerdì, giugno 12, 2009

Quando Brezsny mi interroga...

È ora di tirare le somme
dei primi sei mesi del 2009.
Quali obiettivi hai raggiunto?
Quali devi realizzare
entro la fine dell’anno?


...a me spesso vengono in mente delle immagini.