Sentire l'odore dello chanel quando infili un maglione che avevi già indossato qualche giorno prima, è strepitosamente bello.
mercoledì, febbraio 17, 2010
domenica, febbraio 07, 2010
Motion Picture Soundtrack*
Un tempo avevo un blog, che adesso non esiste più.
Scrivevo sempre su questa musica - Motion Picture Soundtrack.
E scrivevo robe così...
Girami. viola rosso verde nero bianco. Vetri e specchi... girami. viola rosso verde nero bianco. Giri tu non io. Incantevoli. specchi. e un occhietto schiacchiato dentro. Girami. viola rosso verde nero bianco. le sfumature. guardami, dentro. ho forma e colore. scompigliami. Lentamente. Viola Rosso Verde Nero Bianco.
a Sir David Brewster
* ho deciso di farne una categoria di post, che poi in realtà, più o meno, esisteva già. Mi autocito, insomma, che c'ho preso gusto.
martedì, febbraio 02, 2010
L'odore di un libro.
non farti fregare da chi ti dice che i libri odorano di libri. Non credergli, sono fandonie. Ogni libro, per fortuna, ogni storia, e meno male, ha il suo odore. Quando entri in biblioteca, non credere sia l'odore stantio della muffa sulla carta, quello che senti. L'odore di una biblioteca è l'odore della morte, degli attimi, s'intende. I libri di una biblioteca sono puttane e non appartengono a nessuno. Odorano di calura estiva, di caffè preso in pausa al bar all'angolo e di secoli di polvere, ma, ti assicuro, non riuscirai a distinguere nessuno tra questi afrori. Se non mi credi prova pure ad entrare in libreria e tenta di descrivermi l'odore che ti assale appena sull'ingresso. Sentirai l'odore pungente del disinfettante usato per lavare i pavimenti, i profumi dolciastri delle commesse imbellettate, l'odore aspro dell'inchiostro di stampa delle casse, ma nemmeno uno di quei libri, prima della soglia, avrà alito differente da carta e colla. Se poi sei pure fortunato ed un libro te lo prestano, annusalo mentre lo giri e rigiri tra le mani, sentirai l'odore della frittura del mercoledì, se ti va bene.
Adesso, di nuovo, ti domando: credi che i libri odorino di libri?
I libri sono come le persone, hanno pelle e rughe, assorbono gli odori, s'impregnano di profumi e di sozzure. Per dio, fammi quindi il favore di prendere quel Dostoevskij e toglierlo dal comò accanto alle candele e togli quel Tagore dal tavolino del soggiorno, che non val la pena poi, ti farà fare pessima figura e puzzerà di cioccolato al whisky.
Un libro, è peggio di una donna. Strofinale viole tra i capelli e profumerà d'inverno. Mettile del vino sotto la lingua e sentirai profumo d'uva tra le sue perfide parole. Tracciale una riga di curcuma sul fianco e ogni suo movimento profumerà d'oriente.
Un libro che si rispetti, tienilo a mente, profuma di legno e di grafite. Al limite ha l'odore di un tè nero troppo forte, di lenzuola ben stirate. Se l'hai prestato ad una donna poi, vedrai che avrà quell'odore insopportabile di lacca e borotalco, di un fazzoletto troppo umido, di biscotti appena caldi.
Devo ammettere, mio caro, che raramente mi son trovato tra le mani un libro il cui odore fosse intollerabile e volgare. Un libro, purché maneggiato con dignità e con rispetto, credo sappia sempre conservare l'odore buono della vita che ha intorno. Un libro del resto è una storia, e ogni storia, che si rispetti, ha il suo indimenticabile buon profumo.
domenica, gennaio 31, 2010
Legami.
Si tese per spostare il libro, ma lei, accompagnando la sua mano, gli chiese di lasciarlo così, appoggiato sulla sedia all'ultima pagina.
C'era freddo e la finestra era aperta sulla strada.
Rimasero immobili finché lui le sfilò quel laccio dai capelli, e lei, ferma, guardò il timore nei suoi occhi.
Un nastro di raso color kaki in cambio di uno sguardo eterno che strappi l'anima, era quello il patto.
Uno sguardo fermo e profondo, perché due anime non possono che legarsi con un laccio stropicciato e morbido.
E fu il vento, profetico, a sfogliare le pagine sino alla prima.
venerdì, gennaio 29, 2010
L'ottavo giorno.
Le nuvole di panna, le acque tè alle fragole e i pesci gocce di limone.
I monti si facciano meringhe, marzapane i tronchi degli alberi,
d'ostia le foglie.
Un pizzico il sale del mare, farina la sabbia,
e gusci d'uova spezzati le conchiglie.
Coli sciroppo d'amarena giù per le bocche dei vulcani,
zucchero a velo le piume che cadono in volo dagli uccelli.
Fili di caramello l'erba e crema chantilly la scia delle lumache.
La luna yogurt, le stelle canditi di cedro e miele la via lattea.
L'aria sia l'odore freddo del pane dolce all'alba.
E noi di carne e ossa, per poterlo digerire con un morso.
Quando Brezsny m'interroga...
Pesci (19 febbraio - 20 marzo)
Congratulazioni per la capacità, sempre maggiore, di restare a galla senza agitarti nel tumultuoso fiume della coscienza. Finalmente hai capito che un po’ di caos non significa che “tutto va a rotoli, o mio dio!, la terra va in rovina e il male trionfa”, ma piuttosto che una sana quantità di imprevisti mantiene tutto fresco e pulito. Ti consiglio di imparare a rilassarti per scivolare con serenità attraverso le acque tempestose della vita.
martedì, gennaio 26, 2010
L'amore mi si offrì.
L’amore mi si offrì e io mi ritrassi all’inganno;
il dolore bussò alla mia porta ed io ebbi paura;
l’ambizione mi chiamò ma io temetti gli imprevisti.
Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.
E adesso so che bisogna alzare le vele
e prendere i venti del destino
dovunque spingano la tua barca.
Dare un senso alla vita può condurre alla follia
ma una vita senza senso
è la tortura dell’inquetudine e del vano desiderio,
è una barca che anela al mare
eppure lo teme.
di Edgar Lee Master
Ed una volta Ben mi regalò un libro, da cui...
" Ti auguro la gioia di avere sempre qualcuno
con cui dividere ogni cosa…
Ti auguro di avere dei bei ricordi
cui ritornare col pensiero nei brutti momenti…
Ti auguro una tra le migliori piccole gioie quotidiane:
aprire un libro che ricordi bene,
lasciarne le pagine,
leggere le prime parole famigliari…
Ti auguro la primavera e la meraviglia di constatare che è sempre migliore di quanto avevi osato sperare…
Ti auguro la felicità di un regalo da un bambino:
- un mazzo di denti di leone appassiti,
- una caramella succhiata a metà
- una rana
- un bacio …
Ti auguro che tu possa, anche se solo una volta nella vita,
vedere qualcosa di infinitamente raro, strano e bello…
Ti auguro la malinconia di un giardino in inverno e, dopo mesi d’attesa, i piccoli, verdi vegetali della primavera…
Ti auguro di rimanere affascinata dall’infinita varietà della vita animale…
Ti auguro la fiducia di una creatura selvatica, conquistata con pazienza e amore…
Ti auguro che tu possa non dover comprare l’amore al prezzo dell’umiliazione…
Ti auguro che tu possa sempre trovare le parole giuste per mantenere al loro posto gli spacconi e avere abbastanza forza nelle ginocchia per camminare con dignità…
Ti auguro che tu possa avere un cuore pieno d’amore e giudizi accorti…
Ti auguro la gioia di essere desiderata, e di trovare il regalo perfetto, sentire il profumo della terra, dal prato aperto…
Ti auguro lettere:
con una calligrafia che riconosci immediatamente, con una calligrafia che non vedevi da anni…
Ti auguro lettere piene di elogi, piene di incoraggiamenti:
lettere di gratitudine e di amore.
Ti auguro lettere sciupate, macchiate di inchiostro, scritte tutte storte
coperte di baci
Ti auguro la felicità di dimenticare il passato
e di trovare nuovi inizi.
Ti auguro la felicità delle idee,
l’eccitamento della ragione,
il trionfo della conoscenza,
lo schiarirsi della vista,
l’acuirsi dell’udito,
il protendersi verso nuove scoperte,
il trarre piacere dal passato così come dal presente.
Ti auguro la gioia della creatività.
Ti auguro felicità…
ma non la felicità che si ottiene chiudendo fuori il mondo.
Nemmeno quella di rinnegare il tuo sogno per amor di agiatezza.
Ti auguro la felicità di fare quello che fai nel migliore dei modi.
Di correre il rischio di tentare, di correre il rischio di
dare, di correre il rischio d’amare.
Tratta la felicità con gentilezza:
è un prestito."
Pam Brown
... e io le avevo dimenticate.
Qualunque fiore tu sia
Qualunque fiore tu sia,
quando verrà il tuo tempo, sboccerai.
Prima di allora,
una lunga e fredda notte potrà passare.
Anche dai sogni della notte trarrai forza e nutrimento.
Perciò, sii paziente verso quanto ti accade
e curati e amati,
senza paragonarti o voler essere un altro fiore.
Poiché non esiste fiore migliore
di quello che s’apre alla pienezza di ciò che è.
E quando ti avverrà,
potrai scoprire che andavi sognando
di essere un fiore che aveva da fiorire.
Walter Gioia
venerdì, gennaio 22, 2010
Il mercato delle pulci.
Se compri una trappola per topi, e dentro metti del formaggio, dell'emmental per esempio, poi puoi restare a guardare finché non arriva il topo. e poi deciderete chi è in trappola.
giovedì, gennaio 21, 2010
Post-it
Io, quando scopro che esistono persone con idee geniali, mi sento un po' meno sola. e il mondo mi sembra un po' più semplice.
mercoledì, gennaio 20, 2010
Era un uovo, un uovo bianco, di carta, grande come me, come il mio viso, l'ho tagliato a metà. E ora è qui tra le mie mani. Ho una matita, ho del cerone e delle forbici, siedo per terra a gambe incrociate su fogli di giornale. E una delle mie gambe, incrociate, poggia su un libro, parla di geishe e del giappone.
La porto al viso, la metà, ma manca l'aria. Vi farò tre buchi, un occhio, il naso e la bocca.
Quel libro racconta di un trucco, sul collo di una donna.
Vi ho fatto i buchi. Sono piccoli, devo trovare il modo di allargarli.
Li allargo con le forbici, ho provato a leccarmi un dito per strofinarlo sui contorni, non si sono ammorbiditi. Devo addolcirli, farò piano con le forbici, per arrotondarli.
La porto al viso, la metà e i tre buchi, ma ho lo sguardo spezzato. Mi farò più tardi l'altro occhio.
E' pronta.
Mi alzo, un foglio di giornale si è attaccato ai pantaloni di cotone, le forbici erano in grembo e cadono.
Ho dimenticato di mettere la matita tra i capelli per tirarli su, prendo la matita senza sedermi.
Adesso sono in piedi, in una mano e nell'altra due metà, una con tre buchi, l'altra senza capelli.
E' un uovo, è di nuovo un uovo. Le unisco. Un uovo grande come me, come il mio viso.
Lo guardo.
E sembro Amleto, ma è solo che sono indecisa se mettere il cerone sul suo o sul mio viso.
Il mio bollitore
...è ovvio che a questi sono da aggiungersi, ora che, dopo tanto cercare, li ho ritrovati:



