* Le piccole tragedie quotidiane è una nuova, poco originale ma quantomai concreta, categoria di post. Le tragedie non sono opinabili, il senso del tragico è qualcosa di estremamente sublime e soggettivo. Al massimo se ne può parlare, in ultima istanza dovrete comunque essere accondiscendenti e laddove possibile, consolarmi.
venerdì, gennaio 28, 2011
Le piccole tragedie quotidiane*
* Le piccole tragedie quotidiane è una nuova, poco originale ma quantomai concreta, categoria di post. Le tragedie non sono opinabili, il senso del tragico è qualcosa di estremamente sublime e soggettivo. Al massimo se ne può parlare, in ultima istanza dovrete comunque essere accondiscendenti e laddove possibile, consolarmi.
giovedì, gennaio 27, 2011
Di tutte le bestialità che mi vengono in mente.
Stamattina, appena sveglia, ho trascorso un'ora intera a cercare una lumaca. Sembra stupido lo so, o peggio, se qualcuno le trovasse pericolose o disgustose, forse penserebbe che è cosa saggia liberarsene... ma l'intento era tutt'altro. Vivo, con due conigli e una lumaca*, la piccola Furgì è in letargo per adesso, ma non appena io le trovo un nuovo giaciglio per l'inverno, lei, cocciuta, parte e si nasconde. Ieri dopo un po' di giardinaggio e un nuovo e, a mio avviso, più confortevole riparo, l'ho lasciata nei paraggi del suo vaso preferito e stamattina era sparita.
Ora... non importa fosse un posto introvabile per lei e dopo la prima mezz'ora quasi quasi anche per me... quanto che cercare una lumaca, non l'avrei mai immaginato, ha qualcosa di catartico. Le lumache sono speciali anche perché fragili e indifese, con quel gran guscio sulle spalle per proteggersi da ogni cosa, alla fine lasciano tracce dappertutto.D'istinto ho spostato ogni cosa per poi rendermi conto di aver mescolato le sue tracce, di non saper più orientarmi e ritrovarla. Ero lì e non sapevo cosa fare... e... mi son messa a pensare da lumaca! ... e se pensi da lumaca non hai fretta d'andare in nessun posto se nessuno ti sta dietro.
... e in un attimo ho ritrovato la sua scia... e così lei. e così me.
...che a fantasticare su queste scemenze potrei vagare stagioni intere, per poi finire anch'io, incosciente, nella tana di un coniglio.
* quanto ad animali, se non altro. ...che se potessi vorrei avere anche un gatto, un cane,
un maialino, un furetto, un porcospino, un lemure, un vombato e un topolino.
mercoledì, gennaio 26, 2011
martedì, gennaio 25, 2011
Tra le lenzuola
Sono entrata. Lui impassibile. Non ha sollevato lo sguardo nemmeno per un attimo. C'è un'altra donna, dentro. Gli tiene gli occhi addosso. Un gran silenzio, un forte odore di sporco e cuoio. Dopo poco, mentre fugge con lo sguardo, dice:
"C'è puzza qui per Lei, vero?"
Io, impassibile, a sfidarlo:
"Sì, d'alcool, c'è puzza di alcool."
Lui fa un ghigno e ricomincia ad asciugare. Passano alcuni interminabili minuti finché si alza e si avvicina. La donna gli tende le mani, lui cerca qualcosa, la nasconde in un sacchetto e gliela porge. Lei sorride soddisfatta, mette i soldi sul bancone ed esce via.
Per un attimo aspetto che mi guardi. Lui non fiata. Si avvicina. Mi gira intorno e deciso apre la porta ed entra aria. Mi chiede cosa voglio, io mi siedo e con calma glielo spiego. Lui mi guarda, si china leggermente su di me e mi toglie lo stivale. Si scusa per il freddo:
"Se congela non lo dica."
"Lo prometto" - dico io.
E rimango lì seduta sull'ingresso per mezz'ora...
finché lui, mi guarda negli occhi finalmente e onesto mi confessa:
"Bastava un pò di borotalco. Anche l'altra glieli sfila?"
"No, solo questa, almeno credo."
"E Lei vada in giro senza collant!" - mi fa serio.
"Quanto le devo?" - mentre prendo il portafogli.
"E chi l'ha vista? Lei mi ha visto?"
...e sono uscita sorridendo, perché, pensandoci, il mio calzolaio di fiducia è proprio forte.
domenica, gennaio 23, 2011
Come San Tommaso [che c'ha messo il dito e non il naso.]
" ... perché la soluzione di ogni problema è già pronta dentro di noi. Dove? Nell'infinita potenzialità dell'essere umano. ... Questa potenzialità non è nient'altro che l'inesauribile energia della vita che fluisce dentro e fuori di noi; ... ogni essere umano può attingere alla fonte interiore che è in grado di rigenerare il suo spirito e il suo corpo con un'ondata positiva e rivitalizzante. ... Per aprire questa invisibile porta dentro di noi basta recitare Nam-myoho-renge-kyo ogni giorno."
A dire il vero, non so nemmeno com'è andata...
fatto sta che al momento ne ho ben due copie in casa...
e se una me l'hanno prestata, nella speranza che io me ne faccia una ragione,
l'altra... come diavolo è arrivata?!
...dopo aver sentito che è per via del karma che la fatidica data è la stessa (nda il riferimento è chiaramente, volutamente, criptico) e aver scoperto che qualcuno aveva già avuto la malsana idea di farmene avere una copia, direi che posso anche dargli una lettura, non si sa mai che l'universo s'accanisca proprio su di me, che tutta sta spiritualità già la reggo poco.
nam myoho renge kyo...
nam myoho renge kyo...
giovedì, gennaio 20, 2011
Tra le lenzuola
C'è una luna piena luminosissima stasera.
...e l'indomani...
Keep calm and carry on
S'impegna, non è facile, ma si impegna. Arrivo alla fine della giornata che ho braccia, schiena e gambe stanche, di tanti strattoni, mi racconta. Gli strattoni non mi sono mai piaciuti e fa dei gran balzi indietro e poi avanti, in fondo, al fondo o sta per lunghissimi minuti in punta di piedi, tesa. È bellissima. Io rimango a guardarla, a volte, cerco di capire dove sta andando. Credo che chiunque mi guardi distrattamente un momento, pensi sia un po' strana. Una volta qualcuno ha tentato di convincerla d'essere pazza... sai che risate ci siam fatti poi. A volte è terribilmente stanca, in quei momenti, lo confesso, inizio anch'io a dubitare.
Ma è bellissima.
No, non mi impegno, non è vero. Arrivo alla fine della giornata e mi sento sfinita, ma non so perché. Qualcosa ti trascina indietro e tu la segui, come una foglia segue la corrente, o corro in avanti, per curiosità o per sfuggire come una lepre si nasconde nella tana. Non lo sono, bella, sono solo ingarbugliata. E non lo so dove sto andando, mi sporgo in punta di piedi a volte, sopra di me, in alto e oltre me. Non sono pazza, quello no... che risate quella volta. Chi non è strano, poi, del resto. Sono terribilmente stanca.
Sto a guardarla e mi chiedo spesso per quale motivo mi sia fermata. Mi verrebbe voglia di prenderle le spalle e scuoterla, urlandole "Perché ti sei fermata?!". Poi mi fermo anch'io e cerco di camminarle accanto, perché se cadessi, se mi rialzassi, se iniziassi a correre o decidessi di rimanere lì per sempre o andare via per sempre, io so che potrei esserle d'aiuto. L'aiuterei, per dio, se solo sapessi come fare. Mi stanco anch'io a volte, rallento il passo, nemmeno se ne accorge stanca com'è. È ingarbugliata.
E io ho in mente l'immagine della mia strada,
è una strada di campagna, con alberi da frutto alti, uno steccato corre ad est,
e i campi a maggese, sotto il sole.
Il lastricato è giallo e sconnesso.
Non porta in un posto incantevole, come credevo,
ma è lì che devo andare, o almeno così sembra,
mentre m'impegno, stanchissima,
a non dubitare di me.
martedì, gennaio 18, 2011
Ho le mie cose. (non quelle... le mie.)
... e se oggi ho sistemato delle vecchie scatole, una scarpiera, l'armadio, fatto il bagnetto a Punto, pulito la sua tana e quella del suo compare, il bagno, la cucina, pranzato al volo, fatto una capatina dal mio Fidato (oggi sono in vena di link nda), ho litigato furiosamente con due dipendenti allo sportello, fatto la mia passeggiata di meditazione post-visita, fatto la spesa, il bucato, lavato i piatti, studiato, lavorato, sistemato ancora... e in ultimo... mentre preparavo la cena, ho preparato dei biscotti al riso (da una ricetta pessima, con risultati pessimi), una pasta frolla... e le meringhe di cui sotto...
direi che, nonostante gli anni passino, io non miglioro per niente...
domenica, gennaio 16, 2011
giovedì, gennaio 13, 2011
A crescere sotto un vulcano...
26 giugno 2006
il cielo si oscura
non è notte
duri elementi e sofisticati strumenti
gli oggetti cambiano forma e colore
di un grigio cinereo
posso forgiare con mani divine
un freddo pungente
la linfa fra i rami
fluirelucidosinuosodi un fiumein mescivolasull'hennèdentro i miei occhisulla salivafra le mie labbra
putti d'oro rosso si dondolano su altalene d'acanto
le anatre dal canneto
volano sull'acqua
alle ninfe del mare i miei gioielli
gelida la sabbia
e l'oceano. aspettano
un pensiero è il mio esistere qui ed ora
rimani in silenzio
ascolta
la mia fucina è un vulcano
mi siedo
aspetto anch'io
scie di lumache
si rinchiudono in casa
ferro e fuoco
tremano
fra le mie mani
e luce
e suono
e materia
si piegano a me
il mio furore si fa estro
in una follia di schegge
sono un dio
adesso.
la terra si bagna
e le bianche piume si fanno umide.
sei la mia tempesta.
Hephaestus
Di tutte le bestialità che mi vengono in mente...
...se Mishka sa dire "I love you", il mio stomaco dopo una peperonata può fare molto di meglio.






