venerdì, ottobre 23, 2009

Il giorno e la notte

L'idea è di invertirli, così, beh, stanotte, forse, non dormo.
Poi, sarà da capire se l'intento è sano e riaggiusterà il meccanismo, o se è solo perché alle sette devo essere in ospedale, ed io, com'è noto, quando si tratta di medici, vorrei trovarmi dall'altro lato del mondo. E lì adesso è pieno giorno.



A. Calder, Disque blanc, disque noir [con modifica], 1936 [2009]

giovedì, ottobre 22, 2009

Storyboard di un corto mai girato.


il protagonista s'è lasciato esplodere dopo la preview.

Che non è un fatto di misura. [ripubbl. 2009]

Ci sono dei buchi a volte
dentro cui cade il mondo.
A guardarli sembra che
da un momento all'altro
la terra, il prato,
i muri
ed i mattoni
debbano strapparsi e crollare.
Se ti fermi vicino sembra
di correre il rischio di rimaner
risucchiato.
Lembi bianchi intorno sembrano
bruciare di sole
e l'odore è talmente forte
da stordirti le idee.
Rimani fermo
il terrore ti assale
e piano ragioni.
La strada è questa,
se vi è un oltre
è di certo più
oscuro che qui.

Allora stai attento,
raccolgo qui le mollette
e
tu,
piccolo moscerino,
vola via dal mio lenzuolo bucato.




mercoledì, ottobre 21, 2009

martedì, ottobre 20, 2009

Che non è un fatto di misura.

Crolla il cemento dei cornicioni, si schianta sulla strada. I vetri delle finestre esplodono e in mille pezzi piovono in testa alla gente. L'asfalto si sconquassa , si scrosta la vernice delle strisce pedonali. Le vetrine antiproiettile s'incrinano e cadono i libri giù dagli scaffali. I fari delle auto, le luci dei lampioni, i bicchieri nei bar, scoppiano e si sbriciolano. Si alza la polvere dai marciapiedi e il ferro dei tombini si contorce. Le linee elettriche vanno in cortocircuito e le macchine si schiantano ai bordi delle strade. Un padre si getta sopra il figlio per coprirlo dal crollo. Un'anziana signora perde il bastone e piomba a terra. Gli uccelli sui fili dell'alta tensione volano via impazziti.
Tutto, dopo, immobile e distrutto, tace.
Dorme, lì sotto il marciapiedi, il vermetto. E sogna d'urlare, prima d'attraversare la strada.



lunedì, ottobre 19, 2009

...che è sabbia.

Quarzo e onice,
se provi a spezzarli, dentro, quel luccichio, che è sabbia, è ancora più misterioso e freddo.
Appena solo tenti di stringerli tra le dita, quello stridio è ancora sabbia.
Puoi spingerli e farli rotolare sinché cadano. Ma se continui a tenerli tra le mani, si scaldano, e la pietra si fa fuoco.

domenica, ottobre 18, 2009

E poi c'era una foglia. ma invisibile.

Si attorciglia. e sale su da terra, si arrampica.
Puoi tentare di divincolarti. puoi anche chinarti e provare a romperlo. spezzarlo.
Ma lui si attorciglia. si attorciglia dentro e fuori.
e non improvvisa. si attorciglia sinuoso e perfetto.
sembra un germoglio, se guardi bene potresti giurare d'aver visto delle foglie.
piccole, quasi spine, morbide. ma delle foglie. verdi. su un germoglio verde.
che s'attorciglia.
giustamente ti vien voglia di scappare. di allungare il passo e strappar via tutto.
o sfilare pian pianino il piede, e sottrarti lentamente.
ma lui, per convincerti, il maledetto, di punto in bianco ti fa un fiore!
t'è sbocciato un fiore! sulla gamba attorcigliata!
e allora di corsa torni indietro e ti chini a riguardare.
oh sì, è proprio un fiore. t'ha fatto un fiore, quell'infame!
così decidi d'aspettare. che magari ci ripensa.
aspetti che si sciolga. che ti sleghi. che si richiuda all'improvviso.
e lo guardi. e aspetti. e pensi.
che poi magari un fiore non è cosa così grave. puoi sempre metterlo in un vaso.

...con delicatezza allora allunghi le dita sotto i petali, segui il suo giro con lo sguardo, e al momento di tagliare, ti giri di schiena su te stesso...

ma il Caso, furbo, mentre tu non te ne accorgi, ti è fiorito sulle spalle.

ti distoglie dal tuo intento. ti rialzi ubriacato.
guardi ancora. non capisci.
c'è un profumo troppo intenso. e solo un fiore sul polpaccio.
guardi avanti. fai un passo per andare. che ti liberi. ti sleghi!
lui invece non ti molla!

non inseguire quel profumo.
o vedrai che bel groviglio.

giovedì, ottobre 15, 2009

Post-it

Passo sempre la mano sul termosifone per controllare, ma quel primo giorno dell'anno in cui è caldo, io mi sento felicissima.


mercoledì, ottobre 14, 2009

Approposito di... (che mik aspettava questo post da mesi) ...tutte quelle cose che si sentono dire, e che non hanno nessun senso.

Giusto due o tre di quelle cose che nemmeno più noti, quando le ascolti.

Nello specifico nutro (e so per certo di non essere l'unica) singolare spiccatissima avversione per quei proclami da metà mattina/pomeriggio del genere "ho assolutamente bisogno di un caffè!" uniti a quell'espressione sofferente e indolente.
Ora, passi che il caffè ha rinomate proprietà eccitanti e stimolanti, passi pure che qualcuno sostiene abbia quell'aroma così avvolgente e concedo anche che qualcuno non riesca davvero a farne a meno... ma salvo quel qualcuno, ora io, vorrei tanto sapere... che diavolo vuol dire che uno ne ha "BISOGNO ASSOLUTAMENTE"??! e che cos'è quella smorfia così raccapricciante???! ...tipo che se non prendi un caffè schiatti lì all'improvviso? tipo che se non corri verso un caffè tutto il mondo ti si accartoccerà addosso e tu ne rimarrai sopraffatto??! o che senza caffè cadrai in un sonno perenne tipo la bella addormentata???
Io lo vorrei proprio vedere un mondo senza caffè. Mi basta anche la giornata del Senza Caffè. Un giorno in cui è vietato bere caffè ma soprattutto dire stupidaggini.

Eguale fascinazione e irritazione mi crea sentir dire che a una donna non è gentile chiedere l'età.
E a un uomo sì? ...ma soprattutto, che perverso pudore c'è nel non chiedere l'età! ...sfatiamo questi rituali sociali ridicoli...
Al contrario, dall'età di una persona puoi capire tante di quelle cose che è un peccato davvero non si usi il contrario.
"Piacere, ho 53 anni."
"Beh li porta malissimo!"
"Sì, saranno stati gli inverni freddi."
Perché, e qui partano i violini, ognuno è ciò che è al di là dello spettacolo che dà di sé e se ognuno è già di per sé uno spettacolo, che si lascino al carnevale maschere e trucchi.







...ohmioddio, ho riletto quello che ho scritto...

sono sulla buona strada per diventare una di quelle vecchie arcigne e torve...
sono spacciata!
Basta così per oggi!
Aggiungo solo un'immagine che avevo conservato... mi sembra adatta all'uopo.


sabato, ottobre 10, 2009

Post-it

A me quella luce del tramonto autunnale, che è un assaggio d'inverno, che a volte mette tristezza, piace molto.


[Piove dentro casa, Milano 2008]

h. 01:19

Ho infornato il Cheesecake.
Io, la panna acida e molte aspettative l'abbiamo guardato a lungo intensamente.

I lamponi attendevano pazienti.

venerdì, ottobre 09, 2009

Post-it

Basta che funzioni mi ha ispirata. Chiamatermi vermino.

Gli asini non volano. Soprattutto in guerra.

"Regalare un po' di gioia ai piccoli in tempi di guerra anche a costo di barare. Nasce così la storia degli asini diventati zebre. I due esemplari autentici sono morti durante l'offensiva israeliana di gennaio a Gaza. Per non deludere i bambini i responsabili dello zoo hanno deciso di utilizzare i due asini a cui sono state disegnate le strisce anche perché, cosa non secondaria, lo zoo non ha fondi per l'acquisto di esemplari autentici". Repubblica.it 09-10-2009




E che nessuno si azzardi a dirmi che questa è solo spettacolarizzazione dei drammi della guerra.
Perché lo so già. E mentre atterrisco, mi commuovo lo stesso.

Non c'è poesia nella realtà.

Tutto al bancone di uno squallido baretto dentro un centro commerciale. Luci al neon, una finta coppa di gelato in plastica sbiadita, sul vetro un biglietto scritto a penna "caffè freddo", un cartello di benvenuto color crema, bicchieri e piattini perfettamente allineati e fermi, la macchina del caffè spenta, una barista seria dalle mani pulite, pulitissime. Un'enorme lucciola il frigo dei gelati, stropicciati e pigri.


La crepa, sul piano d'acciaio, è quel vecchio telefono in ricarica.
E una telefonata attesa, o la paura che non squilli più.
"Mamma sono a casa, non preoccuparti, notte."
La poesia più sublime.



Quel quadro all'italiana è un take away, al primo piano. Odora di pizza e patatine fritte, luci gialle e oleose, lattine impolverate in posa, Acqua 1.00€ Coca cola 2.00€ Birra 3.00€, fette rattrappite e umide, un grembiule sottile sporco e dentro un pizzaiolo grosso, pulito. "Qui si serve pizza in piatto grande".


L'incrinatura, sopra gli alcolici, è lo schermo al plasma 37 pollici.
E il suo sguardo mite catturato, completamente assente.
C'è una violenta battaglia tra i gladiatori.
Si insinua, la poesia.