giovedì, agosto 27, 2009

Se esiste una realtà altra al di là della veglia,
colei che sono, in quella realtà, è infelice e troppo complessa.
Lei ha timori che io non temo
compie gesti che io non desidero
e fugge continuamente.
I volti della gente
sono per metà in ombra, come maschere.
Le terre sono brulle e la vegetazione è bassa,
sono lande che io non ho mai visto.
Nel pomeriggio, un tavolo è stato sommerso d'acqua
e tutto ha preso a galleggiare,
lì non galleggia nulla, rimane sul fondo.
Lei non si fida mai di nessuno.
Se scappa però scappo anch'io,
e quando il panico addosso d'esser raggiunte
spezza persino la corsa,
lei mi abbandona e rimango da sola,
distesa sul letto.
Il mio mondo è violato
e lo è anche il suo.

mercoledì, agosto 26, 2009

Quando ho caldo.

Rotolando sul letto, all'una di notte, quasi fosse un afoso pomeriggio estivo, mentre sullo stomaco poggia un tomo gigante, e mi cimento nel comprendere alte teorie sul riconoscimento di uno status intellettivo degno e rispettabile per gli animali, realizzo invece la più banale delle ovvietà. E mi sorprendo.

Stati mentali e reazioni chimiche.

Che il post a questo punto andrebbe nella categoria dei "Quando scopro l'acqua calda..." ma sfido a trovare qualcuno che dia per immediatamente ovvio e quotidiano ciò che stanotte ho realizzato, non per la prima volta.

Perché viviamo una quotidianità che straripa di stimoli, luoghi colmi di oggetti e persone, oggetti gonfi di suoni ed immagini... ma soprattutto siamo costantemente il fulcro delle nostre percezioni.

Così se adesso io scrivessi questa semplice ed ovvia conclusione...

che quel batticuore che dà l'amore è solo la normale conseguenza di una reazione chimica neuronale

...chiunque, sia ragionevole e minimamente istruito, non potrebbe che convenirne.

Ma se l'amore, è un argomento ampiamente dibattuto, molto meno lo sono tutte le emozioni quotidiane e le piccole reazioni comuni e ripetitive.

Parlare al telefono, aspettare con ansia la consegna di una lettera, ascoltare una canzone e ricordare un momento, tenere con premura la mano al tuo bambino, far attenzione quando versi l'acqua bollente, cercare più volte la stessa cosa, aver nostalgia di qualcosa o qualcuno, rallentare scendendo le scale coi tacchi, scattare una foto, ricapitolare la giornata prima di addormentarsi, avere caldo, aver paura, aver fame, avere un timore, ed ogni singolo sciocco o importante pensiero ed azione... sono, è, solo e soltanto, una rapida reazione chimica.

Ci arrovelliamo, soffriamo, ci emozioniamo per qualcosa, e tutto, l'intero palcoscenico su cui si muove la nostra immaginazione, su cui si improvvisano le nostre scelte e si articolano i gesti, è esclusivamente una poltiglia di carne e sostanze combinate tra loro.

Continuamente, fino alla morte...

Se poi, riguardo l'amore, ti accade che tra mille persone, tra mille sguardi, e mille volte che già l'hai vissuto...
solo una esatta circostanza ti fa portare la mano al petto per fermare il cuore che batte,
e sentirti aggrovigliare come mai ti è capitato

...sorprenditi,
perché anche quella è una reazione chimica.

martedì, agosto 25, 2009

Chissà perché poi...

...questa è la foto che mi piace di più tra quelle scattate quest'estate.




ale © - View my recent photos on Flickriver

Scrivere è un brodo.

Ad un certo punto, decidi che potresti scrivere di qualsiasi cosa... pur di scrivere.
Perché sei come un colabrodo... sì.
Hai il brodo in testa
poi cola in gola, dentro il cuore e ti senti stomacato
troppo brodo in petto, bollente, da qualche parte vuoi che scivoli via
devi versarlo fuori, farlo colare...
se hai la forza di riportarlo un po' più su
all'altezza delle spalle direi,
puoi, poi, farlo scivolare giù per le braccia, sino alle mani...
sentirlo scorrere,
e vedere la tazza che si riempie.

Mentre tu ti svuoti.

domenica, agosto 23, 2009

Quando scopro l'acqua calda.

Oggi ho scoperto Carver.
Poi ho scoperto che Carver piace a Baricco, Murakami e chissà poi quanti altri.
Ed ho capito perché mi piace Carver.

Poi ho scoperto che a Carver il suo editor correggeva i racconti.
Il suo editor, l'editor di Carver, si chiama Gordon Lish.
Lish stravolgeva i racconti di Carver, li riscriveva, quasi.

Così adesso non so se mi piace Ray Carver o Gordon Lish.



L'uomo che riscriveva Carver, l'articolo, per i diffidenti.

Post-it

Ma no che arrivano sul mio blog cercando www. nonnina porcellina. com!

lunedì, agosto 17, 2009

Mamma a tempo pieno



Ok, ok, mi è chiaro.

1) Non devo affezionarmi.
2) Non devo dargli dei nomi.
3) Se piangono e non capisco perché, devo rassegnarmi.
4) Erano in strada e se sono lerci di latte dopo aver mangiato non è la fine del mondo.
5) Una pulce non fa primavera.
6) Il prezzemolo non serve solo per gli spaghetti con le vongole.
7) Se hanno un sussulto mentre bevono il latte, non stanno per soffocare, è il ruttino.
8) Se si addormentano con la siringa in bocca non sono morti, sono sazi.
9) I quaranta gradi celsius non escludono la possibilità che uno di loro tenti di appallottolarsi sotto la maglietta.
10) Potrebbero morire, nonostante i miei sforzi.



... se li muovi, suonano.

domenica, agosto 16, 2009

Quando poi uno torna, ma non torna.

Poi dicono che uno ogni tanto deve fare un Bilancio...
aggiungere qualche Numero alla situazione, una Percentuale, per farle fare il Punto.

Quindi ecco il Bilancio.
Scalati settecentoottantotto metri, trascorsi otto giorni in barca a vela, scattate quattrocentocinquantaquattro foto, 75% del parentame accontentato, adottati cinque cuccioli di gatto, quattro giorni di villeggiatura al mare, comprata una bellissima borsa GABS gialla, n° tre incubi in cui Berlusconi mi perseguita, zero partite a carte vinte, avvistati cinque delfini, un compleanno di fidanzato festeggiato, mangiato cinque crepes alla nutella, comprato uno spazzolino nuovo, novecentocinquantotto chilometri con auto a noleggio, una partita a monopoli, rincontrati per caso n° tre vecchi compagni di scuola, un topolino piovuto dal cielo, acquisito un 68% di colore in più, due bagni di notte, un libro iniziato e finito, ma soprattutto... dieci giorni alla fine della pacchia, o presunta tale.

Perché il tutto, detto così, potrebbe anche risultare esilarante ed in effetti è stato molto divertente, ma la vera verità è che a me le vacanze mi stancano e mi stressano, e se oggi sono di riposo a casa dei miei e vi rimarrò fino a fine agosto, questo non significa che io non veda l'ora di riprendere la mia adorabile solita routine invernale.


Qualcuno, scherzando, l'ha buttata lì (e Ben si è dispiaciuta, ed io mi sono dispiaciuta perché Ben si è dispiaciuta, quindi n° due dispiaciute in un colpo solo):
"La verità è che non vuoi più ripercorrere le strade del passato, eh??!"

...ecco il Punto, fatto.




PS. anche se non ha il coraggio di commentare, il Furio che è in lui non ha resistito, inter nos mi ha rimproverata... "Non è un bilancio il tuo! E' un consuntivo!"

giovedì, luglio 30, 2009

STRU - TTU - RA

Tra due ore e mezza al massimo mi dovrò alzare, e dentro di me, quell'incosciente ingenua fanciullina che ancora desidera andare a letto con le galline, magari spazzolandosi i capelli, così come nella casa della prateria, si è addormentata aspettandomi vestita.
Ma si è detto che struttura dev'essere e struttura pian piano sia ed è.

Dalla sedia e la scrivania sono passata alla spalliera del letto e alle mie gambe, da lì ai piedi del letto a pancia in giù, ho bevuto mezzo litro d'acqua, ho tentato di non sbadigliare mentre si alzavano le saracinesche dei garage, ho tentato di uccidere una zanzara, ed ora ho persino mal di denti... ma alla fine, almeno per ora, ho finito ciò che avevo progettato.

Per cui Madame e Monsieur inauguro la prima piccola evoluzione del mio blog, a cui potrete accedere tramite la barra del menù.

Considerato che il tutto è stato realizzato in 4-5 ore, che non sono un grafico(a), non sono un ingegnere informatico e per quanto ne capisca un po' di html ho una pessima memoria e devo cercare cento volte i tag per non far comparire quelle maledette righe sotto i link, non si accettano critiche di alcun tipo, al massimo qualche lamentela per le incompatibilità dei browser, che però ho controllato e dovrebbero funzionare correttamente.

Se c'è qualcuno a cui non gliene poteva fregare di meno... sono d'accordo.

mercoledì, luglio 29, 2009

Post adolescenziale

Perché poi ci sono alcuni giorni in cui ho invidia, grande invidia, di quei post adolescenziali dove racconti per filo e per segno la tua giornata, anzi la racconti x filo e x segno, e magari infili qui è lì un kommento simpatiko o cmq una riflessione illuminante. Quei post che non gli può fregare di meno a nessuno di cosa hai fatto tutto il giorno, men che meno alla tua amica del ♥ ke legge a saltare sl x aggiungere "tvb, 6 la migliore!"... quei post che sostituiscono il tuo diario segreto, perchè ormai di segreto non hai più nulla tant'è il bisogno di conferme in questa società di paure ed incertezze (la vecchina del caffè che è in me ogni tanto prende il sopravvento con grande sconforto dell'adolescente mezza scema.)
In ogni caso, ecco, oggi avrei scritto un post adolescenziale, perché ne sono capitate davvero troppe, ed alcune fanno troppa gola per non essere belle che spiattellate in pubblica piazza.
Mio malgrado però ho ancora dei residui di pudore, quindi un po' come il giochino scemo del sussidiario citato qualche tempo fa, anche stavolta userò un bieco espediente per salvarmi dal pubblico dileggio. Sicché (quanto mi piacciono ste congiunzioni obsolete ad inizio frase, lo so solo io e la fedele vecchina del caffè) citando qui è lì, random, come fa figo dire oggi, gli accadimenti della giornata inventerò qualcosa spacciandola per vera, sottraendomi così alla curiosità morbosa dei miei accaniti e più fedeli amici del ♥.
Oggi è successo che ... appena sveglia è entrata dalla finestra la sigla della signora in giallo, ed io, dal cuore tenero e nostalgico, mi sono emozionata riflettendo che un po' come "Dove c'è Barilla c'è casa" ...c'è casa anche dove c'è Jessica Fletcher (ma per l'attendibilità di questa storia, mi tradisce il mio post-it mattutino).
Ma è anche successo che ... mi hanno regalato un bellissimo telefono color puffo.
...e di rimando l'illuminante riflessione... perché mai i puffi andavano in giro con i pantaloni ed un cappello e nessuno indossava una maglietta? ...che fosse una divisa approvata dal sindacato dei lavoratori? ...e Grande Puffo, era il capitalista, il rappresentante del sindacato o aveva solo sbagliato candeggio?
Poi è capitato che ... ho incontrato un vecchio compagno di liceo, ormai romano doc, con cui non abbiamo fatto altro che parlar male dei vecchi compagni e riso di gusto ricordando quanto velenosi fossero alcuni. Catartico, direi.
Ma il pezzo forte è stato che ... un piccolo topolino è piovuto dal cielo in una bacinella piena d'acqua e tra gli strilli e le urla ha fatto poi un volo d'un metro fino a terra, riuscendo a non morire per lo schianto e lo spavento ma sparendo da vero illusionista da dentro una scatola da scarpe con due microscopici buchini. Valli a capire i topi di fogna.
C'è stato anche ... un imbarazzantissimo incontro con un simpatico gentiluomo che dopo avermi urlato davanti ad una ventina di invitati "tu chi sei???", per recuperare la pessima gaffe, prendendomi per mano, mi ha chiesto di fare un mezzo giro per rimirarmi davanti e dietro prima di farmi e fare i complimenti per la bella presenza. Non contento, mezz'ora dopo, vedendomi filare silenziosa tra la gente verso il bagno, ha pubblicamente invitato gli amici lì in cerchio a rimirarmi perché fosse chiaro a tutti chi fossi e soprattutto come fossi fatta.
Nel pomeriggio invece ... davanti ad un centro commerciale un gatto piccolo e perfetto si è teletrasportato da uno scatolone dentro una borsa di paglia, conquistando nel tempo record di un quarto d'ora un posto d'onore sopra quintali di scottex ottenuti per gentile concessione di un barista che con molto spirito non ha chiesto perché mai un gatto così piccolo si improvvisasse, con tanta abilità, ragnetto, appeso alla maglietta e sostenuto con quattro braccia e venti dita.
E' capitato anche che ... mi sia ricordata di essere allergica ai gatti ma soprattutto che mi sia chiesta come potessi io da bambina giocare, dormire, mangiare, parlare, vestire, pettinare, accarezzare, leccare, baciare centinaia di gatti senza soffrire alcuna allergia.
Ah già dimenticavo ... della tizia che mentre andava via dalla festa è stata richiamata a gran voce per darmi un emerito parere medico davanti ad un gruppetto riunito per l'occasione. Ho risparmiato trecento euro, ho scoperto che si può operare, ma soprattutto ho avuto l'ennesimo incontro ravvicinato del quarto tipo (perché i medici, sono una razza a sé).
Infine ... tornata a casa alle tre non potevo certo tacere dopo una giornata così strampalata e del resto, come resistere ad una pulsione adolescenziale mentre la vecchina si ritocca i bigodini e si mette la cuffietta per la notte.

martedì, luglio 28, 2009

Post-it

Sentir entrare dalla finestra la sigla della signora in giallo è un piacere talmente umile e sublime che è quasi commovente.

domenica, luglio 26, 2009

Acqua e Sovrapposizioni

Luoghi e non luoghi, Augé a parte.
Del mare, brina. sulla bottiglia.
Una goccia di sudore. sulla schiena.
Ghiaccio, Menta Ortica e Liquirizia, corrente.
Sete, colla, onde.
Isole silenziose.


Quale voce viene sul suono delle onde
che non è la voce del mare?
E' la voce di qualcuno che ci parla,
ma che, se ascoltiamo, tace,
proprio per esserci messi ad ascoltare.

E solo se, mezzo addormentati,
udiamo senza sapere che udiamo,
essa ci parla della speranza
verso la quale, come un bambino
che dorme, dormendo sorridiamo.

Sono isole fortunate,
sono terre che non hanno luogo,
dove il Re vive aspettando.
Ma, se vi andiamo destando,
tace la voce, e solo c'è il mare.

Le isole fortunate, Fernando Pessoa




Polvere di pomice e fuoco. e sangue.
Pesche fredde e vino. ma secco. e bianco.

mercoledì, luglio 22, 2009

Cos'avrà voluto dire???!!! [cit.]

Ho sognato di avere talmente tanta sete e non trovare acqua intorno, da prendere la colla Super Attack e tentare spremere il tubetto in bocca per bere...

...pessima, spiacevole onirica sensazione di avvelenamento.