Non ho mai avuto fiducia nelle donne che non si spogliano davvero. Quelle che si guardano con lo sguardo degli uomini, stanno mezze nude, e aspettano. Che gli uomini mica lo capiscono.
Le donne vere se ne fottono dello sguardo degli uomini, ammiccano, e poi si spogliano.
giovedì, luglio 24, 2014
Giochi di società
mercoledì, luglio 23, 2014
Sfiorarsi
Se potessi toccare il mistero che è in me, in lui, lei...
Se potessi per un attimo, uno soltanto, avvicinarti talmente tanto da poterlo sfiorare... come ti avvicineresti?
Perché vedi, sfiorare qualcuno è difficilissimo. Ci sono segni, spiragli, angoli bui e porte da attraversare.
Io deliberatamente divento un labirinto. Io non mi lascio attraversare dritta. Lascio aperta ogni via di fuga però, porte d'uscita spalancate.
Se potessi, tu come faresti?
Non è materia fluida o inconsistente il mistero che tu e io ci portiamo dentro, per quanto nascosto, è pulsante e denso.
Io divento un labirinto, perché devo essere sicura che davvero vuoi, se arrivi a sfiorarmi.
martedì, luglio 22, 2014
Lettera #3
- Mamma le persone di cosa sanno?
- In che senso amore mio?
- Nel senso, hanno un sapore?
- Certo bambina mia
- E che sapore hanno?
- Dipende dalle persone
- Di cosa sanno le persone?
- Hanno tantissimi sapori. Alcune sanno di scorza di limone, altre di torta alle carote, alcune, lo scoprirai, sanno di cappero!
- Di cappero?
- Sì, lo giuro, sanno di cappero salato
- Mamma, ma tu le hai assaggiate tutte?
- Ma no, solo qualcuna
- E di cosa sapeva?
- La nonna per esempio, la nonna sa come l'impasto di una torta da infornare
- Davvero??
- Certo e anche il nonno, il nonno sa di fichi e salsiccia cruda
- Mi stai prendendo in giro!
- No, dico davvero!
- Mamma, ma tu le hai morse davvero?
- Ma certo che no
- E allora come lo sai?
- Non serve mica morderle per sentirne il sapore.
- Mamma, ma io le assaggerò?
- Tu le hai già assaggiate
- Quando ero più piccola?
- Le assaggi tutti i giorni
- E come faccio?
- Quando le incontri, non te ne accorgi, ma sulla lingua senti un sapore strano
- E come lo sai?
- Di cosa sanno?
- Sì
- Perché quando poi loro se ne vanno e tu provi a immaginarle, in bocca ti resta un sapore che se vuoi lo riconosci subito.
- Mamma, le persone cattive hanno un brutto sapore?
- No, piccola mia, le persone cattive hanno un sapore che non ti sembra mai familiare
- Tipo quelle che non ho mai assaggiato?
- No, quelle sono le persone che devi ancora incontrare
- Tipo quelle che non mi piacciono?
- Nemmeno. Le persone cattive hanno un sapore che ti sembra di conoscere ma non ti viene voglia di assaggiare.
- Mamma...
- Sì
- Ma io di cosa so?
- Hai un buon sapore
- Sì, ma che sapore ho?
- La sera, quando andiamo a dormire, hai il sapore delle nespole dolci. Appena ti svegli sai di latte e limone. Seduta a giocare per terra, hai lo stesso sapore di un peperone! Quando disegni hai il gusto dei gelsi maturi e adesso, sai di arancia alla vaniglia!
- Ma so di un sacco di cose!
- Sì, amore mio, e crescendo il tuo sapore diventerà un miscuglio dei tuoi umori più profondi. Lo scoprirai pian piano quando anche tu imparerai a scegliere quale ti piace tra i gusti delle persone che incontri, dei posti che scopri.
- Mamma?
- Sì
- Io da grande voglio sapere di gelato al melone
- Perché?
- Perché il gelato al melone mi piace tantissimo.
venerdì, luglio 18, 2014
Ti piove dentro.
- Perché non scrivi una storia?
- Che storia?
- Una storia
- Ma le storie non si scrivono
- Una storia inventata
- Ma io non ne so inventare storie
- Tu inventi storie di continuo
- Non so scrivere storie
- Allora scrivi una poesia d'amore
- Le poesie d'amore non esistono
- Che dici
- Ti dico che non esistono
- Allora una favola, una favola per bambini
- Di fantasia?
- Sì
- La fantasia è un posto dove ci piove dentro, diceva qualcuno
- E falla piovere
- Una favola in cui piove non può avere un lieto fine
- Piove e poi smette
- Se smette non è più fantasia
- Allora fai piovere, ma scrivila
- Potrei scrivere una favola in cui tutti sono fatti di zucchero
- Se sono fatti di zucchero lo sai che si sciolgono
- Ma deve piovere per forza
- E si sciolgono?
- Non posso dargli un ombrello
- Dagli un ombrello, giusto!
- No, non posso
- Perché no?
- Perché anche l'ombrello dev'essere di zucchero
- Così si scioglie tutto
- Gli impermeabili di zucchero, anche i cappelli, le scarpe
- Si sciolgono...
- Anche i tetti e il cielo
- Si sciolgono!
- E gli uccelli e le nuvole, anche il mare
- Ma non è una storia, è una catastrofe!
- Anche i cerotti sono di zucchero
- ...un mondo di zucchero
- Sì
- E qual è la storia?
- Ah già, la storia...
- Sì, ci vuole una storia.
- Ma la storia non ce l'ho
- Non ci può essere una favola senza una storia
- La storia è che sono tutti di zucchero e poi piove
- E che succede?
- Succede che piove
- E poi?
- Si sciolgono
- Non è una favola
- Però ci piove dentro
- Non c'è una storia
- Io non ne so inventare storie
- Sì che lo sai fare
- Davvero, solo nella realtà non piove
- Piove e poi smette
- Sì, smette.
- Qui smette?
- Qui dove?
- Qui! Piove!!
- Sì lo so
- E perché te ne stai lì impalata!
- Perché piove...
- Ma hai detto che non smette! Corri!
- Ma dove?
- Al riparo!
- Ma qui è tutto fatto di zucchero!
- Te l'ho detto! Dovevi inventare un ombrello!
- Ma l'ho fatto!
- È di zucchero! E si sta sciogliendo davvero!
- Ecco, vedi? Te l'ho detto che non so inventare storie!
- Ma piove!
- Lo so!
- Smetterà???
- La fantasia?
- Sì!
- Certo che no.
lunedì, luglio 14, 2014
Due minuti
Che forse più di tutto ho bisogno di sentirmi un po' in ordine. Quell'ordine che sa di pulito.
Regola dello spazzolino:
Prendersi cura di sé almeno per due ore al giorno. I due minuti per lavarsi i denti però non contano.
sabato, luglio 12, 2014
#chifotografachi
Io ho fatto un tumblr bellissimo, che ogni tanto ve lo ricordo, non si sa mai ve lo siete perso: #chifotografachi
mercoledì, luglio 09, 2014
martedì, luglio 08, 2014
Il canarino
Quando ero bambina volevo sempre il canarino. Nell'acqua calda si lasciavano bollire due foglie d'alloro, la scorza di un limone e poi si aggiungeva un po' di zucchero alla fine. Era la mia personalissima pozione contro i miei continui mal di pancia.
Mi sembrava perfetto perché capivo che era una soluzione esatta ad un problema. In realtà non era nemmeno una vera soluzione, ma in fondo forse mi bastava solo crederlo e il mal di pancia mi passava.
Adesso, da grande, alcune soluzioni mi appaiono invece estremamente ingarbugliate, così se per caso ho un mal di pancia, per risolverlo mi sembra quasi di dover per forza trovarne un'origine diversa dalla vera. E allora mi convinco che in pancia mi si affollano in segreto tutte le più aggrovigliate paure e che tra gli intrecci delle vene si nascondano le mie incertezze più profonde.
Invento animaletti strani che mi abitano dentro e fingo stiano lì a rosicchiarmi quando poi so che in realtà non c'è nessun animaletto e al momento nessuna soluzione.
Da grande mi attorciglio, cerco di trovare sempre una spiegazione ma non ho dimenticato il canarino. Così quando capisco di complicare le cose, io so, a volte lo ricordo, che spesso in realtà basta soltanto credere di poter risolvere un problema, per riuscirci finalmente.
giovedì, luglio 03, 2014
Incastrata
Io ho visto nascere un sacco di me. Ed è come se aspettassi ancora che arrivi la volta buona, quella giusta, quella da cui verrà su una sola me, sicura, bella e finalmente più forte.
Ho visto nascere un sacco di me eppure ho questo modo folle di sentirmi invincibile, delicata ed inviolabile, quando poi invece, col tempo, mi faccio più dura e complicata.
Ho visto crescere un sacco di me ed ogni volta ho allontanato i miei pezzi rotti per poter guarire prima.
Ho visto rinascere un sacco di me anche se, a ben vedere, sono ancora tutti incastrati qui, incollati al meglio, tanto che a volte non lo si nota nemmeno, quanto sono cambiata.
venerdì, giugno 27, 2014
Sei anni
Oggi Chi cerca, trova. compie sei anni.
Buon blogcompleanno!
martedì, giugno 24, 2014
Lettera #2
Bambina mia, per mettere a dormire le paure raccontagli le tue fiabe peggiori, già che le paure più irrequiete si fanno spaventare dai racconti belli e ardimentosi.
venerdì, giugno 20, 2014
Ho un sacco di so che uso a sproposito ed altri, più fragili, che non so usare quasi mai.
E avevo voglia di scrivere un sacco di cose che iniziavano coi devo, ma inevitabilmente si accartocciavano all'inizio di ogni frase. Così le ho sostituite con i miei più coraggiosi voglio e già suonavano un po' meglio.
Scrivendo poi però mi sono accorta che i voglio mettono sempre un piede imprudente sulla soglia tra il passato ed il futuro, e per dargli retta ti ritrovi a dover fare un passo più lungo della gamba così che quel devo torna ancora prepotente.
E allora mi son fermata, ho guardato avanti e anche un po' indietro e mi son detta che per diventare ciò che voglio, dovrò pur sempre fare i conti col futuro. E il futuro, per fortuna, resta sempre un passo avanti verso quello che desidero.











