Questa cosa degli organi molli, che se ne stanno lì quieti quieti sotto le mie scapole... io non capisco perché. Soprattutto non vedo il motivo per cui non posso raggiungerli con un dito quando mi pare, o con il pugnetto battere sopra i polmoni ad esempio, giusto per dirgli "OH quando ce la finiamo di rompere??! Che voglio dormire!"
giovedì, maggio 05, 2011
martedì, maggio 03, 2011
Lo Sversatoio - un blog
Ho impiegato un po' di tempo per darlo alla luce.
Una prima versione "Oggetti Magici" era melensa e sdolcinata, è stata cassata in toto.
Ma, in questi giorni... sarà perché m'annoio quando c'ho La Malattia®, sarà che a me le malattie tirano fuori sempre un sacco di buone idee... ho avuto l'illuminazione.
La Malattia® è un marchio registrato Pinoz.
Inizio a raccontarti...
cammino spesso scalza, tu lo sai
ero scalza anche in quel momento
ho fatto un passo in punta di piedi
anche l'altro
al terzo ho poggiato tutto il piede
passi lenti
.è una fantasia la mia, la spezzo.
sotto di me c'era della sabbia
poi della terra
al terzo fango
ho fatto il quarto a piedi pari
al quarto fango
ero scalza in quel momento
un istante esatto
scoccato e inopinabile
mi sono fermata.
.ho scritto che l'anima è una tela.
io non lo ricordo
quel momento
sono passati più di due anni
non saprei spiegartelo altrimenti.
mi sono fermata
entrambi i piedi dentro il fango
come forse facevo da bambina
.l'ho mai fatto? da bambina mi fermavo all'improvviso?.
entrambi dentro il fango
non mi sono accorta di nulla
non accorgermene
è stato il mio errore più grave.
non ho sentito i giorni,
l'umido e il fango secco
ho avuto un aplomb eccezionale
nessuno se ne accorto
finché non me ne sono accorta io
.è colpa mia, non tua.
lo sguardo dall'alto verso il basso
ho capito dove mi ero fermata
ho avuto una fottutissima paura
ero ferma da così tanto tempo
che intorno non c'era più niente
su cui fare un altro passo
o almeno questo è quello che credevo
e quella mia crisi a cui né tu né io abbiamo saputo dare un nome
e che adesso, visti i sintomi, ne ha uno preciso.
ho ancora addosso quella paura
è una paura che mi paralizza
che mi toglie il fiato quando solo la pronuncio
è un ghiaccio in cui si trasformano i miei liquidi
è l'umido di tutti questi anni.
ma
ben
è accaduto qualcosa esattamente il mese scorso
era il due aprile, una notte come questa
(sono le parole che dirò ai miei figli forse un giorno, le stesse che immaginavo mi avresti detto tu.)
L'anima non è pelle. L'anima è un tessuto. E no, no, non è un tessuto elastico, non credere, bambina mia. L'anima è una stoffa. Non la indossi come un abito a fiori in primavera, è lei che indossa te. Indossa quei tuoi splendidi occhi marroni, i ciuffi morbidi e scompigliati, i braccialetti che senti tintinnare quando cammini svelta. L'anima si strappa, ecco perché non è una ferita quella che tu ti porti dentro.
Lo so che scoprirlo adesso non ti sembra di conforto, ma non aspettare che il tempo curi e lenisca il dolore dei tuoi sbagli. L'anima è una stoffa. La tua trama può essere pregiata e molto fitta, grezza o un velo trasparente, ma se si strappa non c'è niente che puoi fare se non tentare di cucirla. Non si rimargina da sola.
Non aver paura, bimba mia. Troverai la sfumatura giusta del tuo filo e l'ago adatto. E se non li troverai, darai qualche punto di un colore e poi di un altro, tirerai l'ago troppo in fretta o piano piano, non preoccuparti. Forse non ti sembrerà mai perfetto il tuo lavoro, tornerai a guardarla e ricorderai per sempre quello strappo, ma non lasciarla strappata troppo a lungo.
L'anima è una stoffa e se si strappa, prendi ago e filo e con pazienza prova a ricucirla.
si è strappata a tal punto
che mi ha obbligata a iniziare a ricucirla
subito
un male cane, come diresti tu
inizio ad aver rimpianto del tempo
e questo è un bene
mentre rattoppo e taglio
passo ancora lunghe ore in silenzio
a volte sembra surreale
.vorrei saper cucire come te, il retro mi viene una schifezza.
sento ancora addosso la paura
a volte mi dico che finché non sarà ricucita
non potrò indossarla e uscire
e raccontarti...
sono scuse per restare ancora ferma
il mio quinto passo, è adesso, in me
fuori da me
nella realtà che, lo so, mi strapperà di nuovo
e ancora.
.mi insegni a cucire a macchina?.
lunedì, maggio 02, 2011
8½
...tu saresti capace di piantare tutto
e ricominciare la vita daccapo?
Di scegliere una cosa, una cosa sola e di essere fedele a quella, riuscire a farla diventare la ragione della tua vita, una cosa che raccolga tutto, che diventi tutto, proprio perché è la tua fedeltà che la fa diventare infinita, saresti capace?
sabato, aprile 30, 2011
Era perfetta.
Ce n'era una in un'ampolla come questa senza tappo. forse più alta. Sotto gli archi, alla luce dei lampioni, aveva sul tavolo di legno un'ombra soffusa, dorata, poco netta.
Una peonia.
...solo per caso, in un posto incantevole, dall'atmosfera magica, ho scoperto uno dei miei fiori preferiti. e non lo stavo cercando.
Simbolo della femminilità, circondata da molte leggende, la peonia era considerata nell'antica Cina e in Giappone "la regina di tutti i fiori" nonché il fiore degli imperatori, i soli e unici a poterla coltivare e raccogliere.
Elegante, voluttuosa, delicata, è chiamata "la rosa senza spine" e la sua è un'ambizione più che comprensibile. A differenza delle rose Tea, che all'exploit di maggio fanno seguire una lunga stagione di fioritura, la peonia, unica, invece, non si ripete, e forse la sua regalità sta proprio in quell'apparizione perfetta ed effimera che concede in piena primavera. Deve essere questo il motivo per cui in Oriente è considerata simbolo di nobiltà, eleganza e gloria imperiale, e in quanto tale per molto tempo appannaggio esclusivo dei raffinati giardini blasonati nel Celeste Impero.
La simbologia della peonia è complessa e circonvoluta come i suoi petali. Appariscente, lussureggiante, incarna amore e affetto, prosperità, onore, valore, nobiltà d’animo e, in piena fioritura, pace. Dolcemente profumata è simbolo delle romantiche storie d’amore, offrirla in dono è anche un modo silenzioso per confessare "tu mi regali serenità". Le peonie bianche sono il simbolo tradizionale delle giovani ragazze che si sono distinte per bellezza, ma soprattutto per arguzia; quelle rosse sono il simbolo erotico dei genitali femminili, per cui quando scende la rugiada, il fiore si apre.
Per il Feng Shui la peonia è di influenza positiva sulla donna e sull'uomo per il loro vivere insieme in armonia, un mazzo di questi fiori andrebbe così donato e collocato in un vaso a sud-ovest della camera da letto per avere una compagna fedele e amorevole. Una coppia di peonie rosa invece varrebbe da catalizzatore energetico soprattutto per migliorare l'amore e per il romanticismo.
Attorno a questo fiore, grazie anche alle sue doti officinali, si avvicendano miti e storie antiche. Nella mitologia greca, Paeon, allievo di Asclepio (Esculapio per i Romani), dio greco della medicina, venne trasformato in fiore di peonia da Zeus per salvarlo dall'invidia del suo maestro. Altro mito vuole che Paeon, figlio di Asclepio, venne tramutato in peonia da Ade, dopo averla guarita, per salvarlo dalla gelosia del padre, annientato dalle sue capacità. I Greci credevano che Apollo spesso si travestisse da Paeon e cantasse canzoni di lode (dette Peana) a se stesso. Con il tempo Paeon divenne un epiteto di Apollo per la sua qualità di guarire e, pertanto, propiziato come dio della guarigione.
Nella Cina antica, si è diffusa come pianta ornamentale con l'imperatore Yang (605-617) della dinastia Sui (581-618), diventando popolare e protetta nei palazzi imperiali durante la successiva dinastia Tang (618-907). In Europa la pianta erbacea giunse grazie alle legioni romane, intorno al 1200, e il primo albero arrivò nel vecchio continente grazie a Sir Joseph Banks nel 1789.
Per i Greci, e poi sino all'Ottocento, le radici e i petali sono stati il rimedio specifico contro l'epilessia, mentre in epoca romana si riteneva che le foglie di peonia, in ghirlande al collo di chi veniva colto da follia, rappresentassero un toccasana per farlo rinsavire. La fitoterapia moderna si limita a usare l'alcaloide e l'olio essenziale estratti da petali e radici per curare nervosismo, spasmi, tossi convulse e varici.II filosofo greco Teofrasto (372-287 a.C.), noto anche per aver scritto le più importanti opere di botanica dell'epoca, affermò che per usi curativi i semi e le radici di peonia dovevano essere raccolti solo di notte, quando il picchio dorme. Essendo la peonia una pianta consacrata a questo uccello, si correva altrimenti il rischio di essere sorpresi e beccati a morte!
Nella letteratura giapponese, a questi fiori sono stati dedicati numerosi haiku
Caduto il fioreresistel'immagine della peonia.Yosa Buson
Tra i fiori che si scurisconola bianca peoniacattura la luna.Kato Gyodai
La peonia, è un fiore incredibile.
giovedì, aprile 28, 2011
come lupi
αἶμα
una furia cieca
gocciola, come resina rossa
dagli alberi
in un profondo e obbligato silenzio
il lupo sono io.
mercoledì, aprile 27, 2011
Neuma
Disallineamenti e strati sovrapposti. Il tempo è una materia densa e vacua. Un delirio della realtà continuo. Salvifico. Fluido.
E se perdi l'accordo, oscilli e risuoni una nota che non è perfetta.
E sosti, con le tue pause, aritmia della realtà.
Eppure c'è una feroce armonia. iperreale.
venerdì, aprile 22, 2011
mercoledì, aprile 20, 2011
Stelllare
Io l'ho fatto. Stamattina l'ho fatto.
Mi sono addormentata tra le tre e le quattro, stanca, dopo una giornata piena. Mi sono svegliata alle cinque e avevo lasciato il pc acceso, mi sono rigirata fregandomene. Mi sono svegliata ancora alle sei dopo un incubo e mi sono riaddormentata. Alle nove ho ricevuto una telefonata del buongiorno e chiuso il telefono ho continuato a dormire. Non ho avuto altri incubi. Il computer è rimasto così com'era. Il telefono non ha più squillato, per fortuna.
Mi sono alzata, sono andata in bagno, ho tirato su i capelli con uno spillone, mi è scivolato, mi sono chinata e sollevandomi ero davanti allo specchio e...
...avevo gli occhi belli. brillanti.
Ed era il giorno giusto per farlo. e ho riso. ecco, tutto qui.
E' nascosta
C'è una materialità sottesa alla Bellezza per ognuno dei cinque sensi.
Ed è forma, sostanza.
C'è una materialità sottesa alla Bellezza che è varietà.
Ed è colore, sfumatura.
C'è una materialità sottesa alla Bellezza attraverso il tempo.
Ed è prospettiva, immanenza.
C'è una materialità sottesa alla Bellezza che è contrasto.
Ed è nel contrasto, contorno impercettibile di luce, ombra, che la percezione diluisce il reale con il sublime.








