domenica, gennaio 16, 2011

giovedì, gennaio 13, 2011

A crescere sotto un vulcano...

...c'è da guadagnarsi, in ispirazione. 

26 giugno 2006

il cielo si oscura
non è notte
duri elementi e sofisticati strumenti
gli oggetti cambiano forma e colore
di un grigio cinereo
posso forgiare con mani divine
un freddo pungente
la linfa fra i rami

fluire
lucido
sinuoso
di un fiume
in me
scivola
sull'hennè
dentro i miei occhi
sulla saliva
fra le mie labbra



putti d'oro rosso si dondolano su altalene d'acanto
le anatre dal canneto
volano sull'acqua
alle ninfe del mare i miei gioielli
gelida la sabbia
e l'oceano. aspettano
un pensiero è il mio esistere qui ed ora
rimani in silenzio
ascolta
la mia fucina è un vulcano
 mi siedo
  aspetto anch'io
scie di lumache
si rinchiudono in casa

ferro e fuoco
tremano
fra le mie mani
e luce
e suono
e materia
si piegano a me
il mio furore si fa estro
in una follia di schegge
sono un dio

    adesso.

la terra si bagna
e le bianche piume si fanno umide.

sei la mia tempesta.

Hephaestus

[Etna, eruptions of December 2002]

Di tutte le bestialità che mi vengono in mente...

...se Mishka sa dire "I love you", il mio stomaco dopo una peperonata può fare molto di meglio.

mercoledì, gennaio 12, 2011

Le mie antipatie immotivate*

Ho in antipatia Isabel Allende, eppure ho letto e continuo a leggere i suoi libri e magari mi piacciono pure.



*Le mie antipatie immotivate, va da sé che è una nuova categoria di post.

Post-it: Facebook

«Vi sono spazi in cui l'individuo si mette alla prova come spettatore senza che la natura dello spettacolo lo interessi veramente. »
Marc Augé

lunedì, gennaio 10, 2011

Consumarle

Io quelli li tiro giù. Muoverò il filo come un nastro da danza e li farò cadere.
E aspetterò che qualcuno la copra per me, così da spegnerla e accendere il suo riflesso sul mare.
E sento la mancanza di quel vento freddo e sferzante.
I sassi li toglierò dalle tasche e dalle ciotole e li metterò sul fondo di un vaso a tappare i buchi. sotto la terra.

Scenderò le scale appese al cielo e ci sarà un interruttore e se non c'è, arriverà l'inverno a spegnerlo.
E se sono pietre o sabbia le impasterò con acqua e farina e ossa e mandorle, amare, però. e se qualcuno le userà per incollare le pagine più tristi del suo diario, io le scollerò con la forza.

C'è una pillola per tutto, poi, e io le lascerò una dietro l'altra come Pollicino. verde, grande, mezza, tonda.
Le croci si faranno alberi, spirali, case, torte, i fiori dei boschi bouquet e nelle conchiglie torneranno i paguri.
Raccoglierò di nuovo i paguri nel mio secchiello rosa, per vederli uscire al tramonto in mare e nascondersi sotto i sassi più vicini, i più spaventati. cattiva. senza rendermene conto, come solo i bambini sanno.
Ma anche gli adulti. credo.

E pianoforti, bassi, sax e violini saranno schiacciati dai nidi di cicogne sui camini.
E nascerà prima una radice, di un germoglio. com'è più giusto.
E sarò stanca.
 per poi riempirmi ancora d'acqua, dolce e salata, di terra.
 e forse silenzi. e parole.

domenica, gennaio 09, 2011

Tra le lenzuola

Se esistesse un tasto rewind per la vita così da registrare tutto dall'inizio, come una vecchia cassetta, io non lo userei mai. Riparavo i nastri delle cassette da bambina, con lo scotch e un pennarello, sapevo chiaramente cosa fare... avevo mani piccole e molta pazienza.

venerdì, gennaio 07, 2011

Metto e tolgo dalle mie valigie cose che sono come sassi. Restano sempre pesanti ed io con loro, a sollevarle e a sollevarmi. Ridursi al minimo, per pesare tanto lo stesso ma occupare meno spazio. ...sempre di meno. 



lunedì, gennaio 03, 2011

Di tutte le bestialità che mi vengono in mente.

Ogni tanto mi rammarico di non leggere abbastanza. che se non leggo abbastanza rimango indietro sul mio progetto di leggere tutti i libri del mondo.
Poi penso che esistono anche libri come "I love shopping" e mi sento meglio.


Gru e gigli, senza pioggia.

Serpeggia dentro e striscia tra i tuoi piedi.
Sboccerà in un fiore, di carta. alla prima pioggia si scioglierà e diventerà pesta.
O vi volerà sopra altra carta e altra ancora, aquiloni e uccelli, fino a diventare tetto e poi casa e non ci sarà pioggia che possa scioglierlo.
E farò una piega che sarà profonda quanto un solco nella terra, e vi lascerò scorrere dentro la mia acqua, un fiume in piena, che non riesco a controllare.
E pietre e forbici taglieranno un petalo o spezzeranno un'ala per errore, senza sorte.
Riavvolgo il tempo, bastano due o tre ore. e niente pioggia sulla carta.


venerdì, dicembre 31, 2010

Le fini degli anni.

I post di fine anno andrebbero aboliti, così come i bilanci e i buoni propositi. Aboliamo anche i messaggi d'auguri a catena e il conto alla rovescia a ridosso della mezzanotte. Aboliamo gli abitini di paillettes, le scarpe "gioiello" e l'appuntamento preso settimane prima dal parrucchiere. Aboliamo infine i pomeriggi ai fornelli e le mutandine rosse.
Terrei invece il lancio delle cose vecchie dal balcone, le fiaccole e il cotechino con le lenticchie. Sì.

Ad ogni modo... Auguri!