mercoledì, gennaio 12, 2011

Le mie antipatie immotivate*

Ho in antipatia Isabel Allende, eppure ho letto e continuo a leggere i suoi libri e magari mi piacciono pure.



*Le mie antipatie immotivate, va da sé che è una nuova categoria di post.

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«Vi sono spazi in cui l'individuo si mette alla prova come spettatore senza che la natura dello spettacolo lo interessi veramente. »
Marc Augé

lunedì, gennaio 10, 2011

Consumarle

Io quelli li tiro giù. Muoverò il filo come un nastro da danza e li farò cadere.
E aspetterò che qualcuno la copra per me, così da spegnerla e accendere il suo riflesso sul mare.
E sento la mancanza di quel vento freddo e sferzante.
I sassi li toglierò dalle tasche e dalle ciotole e li metterò sul fondo di un vaso a tappare i buchi. sotto la terra.

Scenderò le scale appese al cielo e ci sarà un interruttore e se non c'è, arriverà l'inverno a spegnerlo.
E se sono pietre o sabbia le impasterò con acqua e farina e ossa e mandorle, amare, però. e se qualcuno le userà per incollare le pagine più tristi del suo diario, io le scollerò con la forza.

C'è una pillola per tutto, poi, e io le lascerò una dietro l'altra come Pollicino. verde, grande, mezza, tonda.
Le croci si faranno alberi, spirali, case, torte, i fiori dei boschi bouquet e nelle conchiglie torneranno i paguri.
Raccoglierò di nuovo i paguri nel mio secchiello rosa, per vederli uscire al tramonto in mare e nascondersi sotto i sassi più vicini, i più spaventati. cattiva. senza rendermene conto, come solo i bambini sanno.
Ma anche gli adulti. credo.

E pianoforti, bassi, sax e violini saranno schiacciati dai nidi di cicogne sui camini.
E nascerà prima una radice, di un germoglio. com'è più giusto.
E sarò stanca.
 per poi riempirmi ancora d'acqua, dolce e salata, di terra.
 e forse silenzi. e parole.

domenica, gennaio 09, 2011

Tra le lenzuola

Se esistesse un tasto rewind per la vita così da registrare tutto dall'inizio, come una vecchia cassetta, io non lo userei mai. Riparavo i nastri delle cassette da bambina, con lo scotch e un pennarello, sapevo chiaramente cosa fare... avevo mani piccole e molta pazienza.

venerdì, gennaio 07, 2011

Metto e tolgo dalle mie valigie cose che sono come sassi. Restano sempre pesanti ed io con loro, a sollevarle e a sollevarmi. Ridursi al minimo, per pesare tanto lo stesso ma occupare meno spazio. ...sempre di meno. 



lunedì, gennaio 03, 2011

Di tutte le bestialità che mi vengono in mente.

Ogni tanto mi rammarico di non leggere abbastanza. che se non leggo abbastanza rimango indietro sul mio progetto di leggere tutti i libri del mondo.
Poi penso che esistono anche libri come "I love shopping" e mi sento meglio.


Gru e gigli, senza pioggia.

Serpeggia dentro e striscia tra i tuoi piedi.
Sboccerà in un fiore, di carta. alla prima pioggia si scioglierà e diventerà pesta.
O vi volerà sopra altra carta e altra ancora, aquiloni e uccelli, fino a diventare tetto e poi casa e non ci sarà pioggia che possa scioglierlo.
E farò una piega che sarà profonda quanto un solco nella terra, e vi lascerò scorrere dentro la mia acqua, un fiume in piena, che non riesco a controllare.
E pietre e forbici taglieranno un petalo o spezzeranno un'ala per errore, senza sorte.
Riavvolgo il tempo, bastano due o tre ore. e niente pioggia sulla carta.


venerdì, dicembre 31, 2010

Le fini degli anni.

I post di fine anno andrebbero aboliti, così come i bilanci e i buoni propositi. Aboliamo anche i messaggi d'auguri a catena e il conto alla rovescia a ridosso della mezzanotte. Aboliamo gli abitini di paillettes, le scarpe "gioiello" e l'appuntamento preso settimane prima dal parrucchiere. Aboliamo infine i pomeriggi ai fornelli e le mutandine rosse.
Terrei invece il lancio delle cose vecchie dal balcone, le fiaccole e il cotechino con le lenticchie. Sì.

Ad ogni modo... Auguri!

mercoledì, dicembre 29, 2010

E' tutto in disordine.

Guardare Harry ti presento Sally il ventotto dicembre, sotto le coperte, mentre da fuori arriva la musica degli A Toys Orchestra dal vivo, e la fine dell'anno si avvicina, e tutto è così confuso e disordinato... è il peggio del peggio. E non sai più se il film è sullo schermo o il film sei tu che guardi il film. E odi quelli che vorrebbero esserci dentro un film, che sperano di accorgersi un giorno che c'è una trama, qualcuno che ha scritto una sceneggiatura. E quelli come me che la traccia non la vogliono e non vogliono essere dentro a un film. Perché i film hanno quasi sempre il lieto fine e tu, io, il mio lieto fine non riesco nemmeno ad immaginarlo. E se non lo immagino io, non c'è. E se rimango ferma, immobile, niente va più avanti. E non c'è storia. io non ho la mia storia. finché non mi metto lì a scriverla. la mia storia. come un film.

giovedì, dicembre 23, 2010

Per strada

Urla, musica classica in filodiffusione, clacson, chiacchericcio, fischi dei carabinieri, odore di caramello, e frittura, schiamazzi, un botto all'improvviso, l'aria trema, bambini che piangono, traffico, piove e non piove, donne isteriche. È Natale.

sabato, dicembre 18, 2010

Il miele

Il miele scioglie ogni magone.
E' così dolce che non puoi tirarti indietro e non ti aggredisce come la vaniglia e non ti provoca come lo zucchero.

E da bambina non mi piaceva.
Ci volevano delle ore, infatti.
Adesso un po' meno.