martedì, gennaio 19, 2010

Inciampa piuttosto che tacere

quando ti fermi all'improvviso, su un ponte di pietra, e apri di corsa il finestrino, perché lì, proprio all'ingresso del paese, c'è una cascata. e fa freddo, entra freddo nell'auto, e sembra una doccia gelata.
"ma lì c'è una cascata e nel riverbero del sole un arcobaleno di gocce!"
non puoi che restare immobile, nel freddo.
e sognare di essere sotto l'acqua e bagnarti dalla testa ai piedi.

o puoi scendere dall'auto, con il sole negli occhi. e restare immobile, sotto l'acqua.

venerdì, gennaio 15, 2010

Informazioni di servizio

Ci sono stata quasi due giorni nonostante l'operazione fosse di una banalità strepitosa, ma ho finalmente aggiornato  la sezione Photo. Se qualche browser desse problemi, parlate ora o tacete per sempre!
amen.

lunedì, gennaio 11, 2010

Pini selvatici

L'ho vista stendersi sotto gli alberi, io ero lì. Ha passeggiato per qualche minuto, ha spostato un riccio di castagno, una pietra e un ramo umido, e si è stesa. Ha sciolto i capelli, ha tolto il cardigan e uno dei braccialetti d'argento si è impigliato nella lana, si è stesa.

E ho sentito la neve su di me. Gelida, pungente. Non è bianca, l'ho guardata da vicino questa volta. Ghiaccio si è fatto il mio corpo. Sono rimasta distesa, nonostante il freddo.
Dopo la neve, la pioggia, ha trascinato via la terra dalle mie ginocchia e si è accumulata nell'incavo tra il seno e il braccio. Non volevo muovermi.
Poi nulla. Né una goccia rimasta tra gli aghi, né un insetto, nulla. Solo una foglia, durante la notte, dondolando si è poggiata ed ho provato cos'è il brivido.
Non è stata l'unica, l'indomani, come un battesimo, hanno iniziato a cadere una ad una tutte le foglie. Ho provato cos'è il desiderio, guardando per ore, l'ultima foglia, appesa ancora al ramo. Alla fine è caduta anche lei. Ed io con lei sono sprofondata un po' più giù.
Ha piovuto di nuovo. Tutte le foglie si sono bagnate e una si è stesa sulla mia gamba, la sento, sembra uno straccio freddo.
Il vento ha incastrato tra i miei capelli pezzi di foglie, un ago di pino, incredibile, si dondola sulle mie ciglia e sento qualcosa che mi solletica le caviglie. Tra qualche giorno si apriranno i ricci e cadranno anche le castagne.
Ho una goccia d'acqua sulle labbra, non so se aprirle per assaggiarla o rimanere immobile finché si asciuga.
E neve, pioggia, vento, foglie e ancora neve, pioggia, vento e foglie, una piuma, neve, pioggia, vento...


Finché di lei non è rimasto nulla. Solo terra e odore di funghi.
Io, ancora oggi, non so se sia rimasta stesa, o nel buio, con la luna in pezzi fra i rami, si è alzata, ha preso il suo cardigan, il bracciale e il filo di lana, ed è svanita.

martedì, gennaio 05, 2010

...avere più fantasia


Avevo mille progetti e ho lasciato che l'indolenza li portasse via sulla sua trojka. Ho desiderato l'amore, l'amore vero, ma non mi sono mai chiesto se lo fosse. Ho dormito troppo e pianto più del necessario. Ho coltivato il segreto del desiderio di una vita perfetta, l'ho tenuto sotto calde pungenti coperte di lana, con prudenza e rispetto, e mai ho avuto il coraggio di tirarlo fuori e portarlo degnamente sulle mie spalle. Ho attraversato lo spettacolo della natura e non ho gioito ingenuamente. Mi sono emozionato, ma l'ho lasciata andar via troppo in fretta. Avrei voluto fare grandi cose, ma non ero abbastanza grande dentro. Un tempo ero alto e forte, ma non è stato sufficiente. Avrei dovuto avere più paura delle occasioni perdute. Avrei dovuto impegnarmi di più e avere più fantasia.

lunedì, gennaio 04, 2010

Comunicazione di servizio

Ho passato ore a cercare una degna foto... e non l'ho trovata.
Ma non posso fare a meno di annunciare che quest'anno, a Natale, ho ricevuto la mia stupenda mise da blog...

...un pigiamino rosso con la lumaca!!!

(Grazie pì!)



sabato, gennaio 02, 2010

Post-it

L'anno scorso ho dimenticato di scrivere i buoni propositi per l'anno a venire...  quest'anno me ne sono ricordata per tempo... mi sembra già un buon inizio.

domenica, dicembre 27, 2009

Barchette di legno.

Io, ecco, volevo annotare, per ricordarmelo, che...
a natale, ho rotto una noce in due, e i gusci sono rimasti interi. Ecco.

mercoledì, dicembre 23, 2009

A metà

Se tieni un osso di pollo tra le mani e cerchi di spezzarlo, vedrai che solo una delle due farà più forza.  Se riuscirai a spezzarlo, ti troverai con due pezzi d'osso, uno più lungo e uno più corto, uno nell'una, uno nell'altra.
Possibilmente stringerai un'infinità di mani, con quella stessa, sporca di pollo.
Se si spezza, se riuscirai a spezzarlo, mentre una delle due spalle si chinerà in avanti per far più forza, vorrò vedere apparire dietro di te, una delle tue ali.
E ad arrossire sarà una sola, delle tue guance.

martedì, dicembre 22, 2009

Uffa.

...domani è il fatidico giorno.

Mi hanno rimandato a domani il fatidico giorno.

domenica, dicembre 20, 2009

Post-it

A me l'espediente letterario del "apri la porta... c'è il destino/ la morte/ il tuo cruccio/ il lattaio che poi era il supereroetravestitodalattaio...", mi piace proprio un sacco.
Io, sia chiaro, non lo userei mai e guardo sempre dallo spioncino prima di annunciare che sono in casa... ma questa è un'altra storia.

sabato, dicembre 19, 2009

La signore che ti hanno vista l'ultima volta da bambina.

Quando poi, dopo aver fatto i complimenti alla mamma, che ha una figlia molto bella, e dopo aver chiacchierato un po', sorridendo, ti dice che sei anche molto intelligente e che "cavoli!" sembri molto più giovane... tu, un tu qualunque, è ovvio che ti senti lusingata e arrossendo ringrazi.
Quasi, subito, vorresti pure ricambiare, dicendo che anche tu la trovi benissimo, che non è affatto cambiata perché l'hai riconosciuta senza problemi (ovviamente pur non avendo la minima idea di chi sia)... vorresti chiederle come sta, come sta suo figlio, che a quanto pare conosci, cosa ha fatto in questi anni... (così magari riesci anche finalmente a ricordare chi sia questa benedetta donna!)...
ma come fare a fermarla mentre ti chiede con gli occhi luccicanti e quasi commossa, cosa fai tu adesso nella vita, che progetti hai, dove vivi, come ti trovi...
non puoi mica interromperla!
... e quindi mentre cerchi di rispondere con gentilezza, raccontando le solite cose, con le solite frasi... con sguardo da ebete continui ad annuire ai suoi complimenti inusitati e gentili...
...finché...

...se sei davvero sfortunata...
arriva anche la fatidica domanda...

"ma di che segno sei?"
... ti risvegli dalla trance.
"pesci"
"oh!!- cambio d'espressione - "pesci!"
La mamma tenta un salvataggio in extremis dichiarando che noi non crediamo in queste cose.
L'amica ribatte lanciatissima "Ma io sì! Che ascendente?"
"cancro"
"Mamma mia! Acqua con acqua!"
E tu, ripiombata alla realtà, prontamente, gli occhi sgranati, quasi appassionata all'argomento, ribatti chiedendo "è grave???"
...e lei, ridandosi immediatamente un contegno... fa la cosa più vecchia del mondo, sorridendo sorniona "..." - tace!
Ormai coinvolta, pur non credendo nell'astrologia,  la guardi come se adesso, dopo averti dedicato tante attenzioni, debba senz'ombra di dubbio rivelarti la più grande verità della tua vita...
...lei, seria e divertita, incauta proclama "sei un tipino proprio niente male!"
E tu... che all'improvviso lasci crollare ogni barriera di cinismo e razionalità... mentre senti montare una curiosità morbosa e famelica... cerchi di resistere alla voglia di prendere la gentile signora per scuoterla e dirle "ORA COSA DIAVOLO SIGNIFICA CHE SONO UN TIPINO NIENTE MALE???!"

...possibilmente, riuscendoci.
a trattenerti.


Poi, durante la notte, quando finalmente sei a casa, a letto, col tuo pc... improvvisamente ricordi cosa è successo... e seppur fermamente convinta che tu, a questa storia dei segni, non credi nemmeno un pochino... di nuovo irrequieta, ti lanci nella folle ricerca della risposta all'annosa questione...
che sortisce i seguenti, illuminanti, verosimili, risultati inattesi...

Pesci Ascendente Cancro:

"La sensibilità dell’ascendente va a sommarsi a quella del segno, dando vita però ad una sorta di strana combinazione, ci troviamo di fronte a persone estremamente spiritose, gioviali, in grado di intrattenere intere tavolate, ma contemporaneamente combattute e profondamente instabili.
È il pregio di avere una sensibilità così spiccata forse, fatto sta che questa combinazione è preziosa per il mondo dell’arte e della scrittura, l’immaginazione e la capacità di inventiva non è mai stata così fertile come con questa unione."

...figo! dice che sono creativa!... pensi, mentre rifletti anche sul fatto che a te, 'sta storia dell'ipersensibile, ti irrita un po'... perché non è che st' ipersensibilità la sai gestire poi così bene, che a volte ti fa pure star male ...
quando poi, continuando a cercare, inizi a trovare delle robe inquietanti...

Forum al Femminile - Topic: Pesci ascendente Cancro, che caratteristiche ha?
"[...] devo dire ke siamo molto simili.. xo' la cosa ke + mi caratterizza e ke odio di me è l'eccessiva sensibilita'.. nn so se anke a te .."
"Concordo sull'estrema sensibilità che sento addirittura sulla pelle, come se tutto il mio essere fosse più facilmente sfiorabile e direi anche impressionabile da tutto il resto. Certo questa sensibilità ci fa molto soffrire ma pochi sentono il mondo come noi, io infatti prima di tutto sento le cose, le percepisco. E poi il nostro intuito non si batte."

... ma davvero? ... lo scetticismo più radicato fa capolino e cerchi fonti più illustri...

"Il comportamento è protettivo, sognatore, emotivo, timido, intuitivo fantasioso e vulnerabile. Di umore mutevole, la sensibilità è acuta, l'immaginazione feconda, attaccamento al passato. Il mondo interiore è ricco di ricordi e di rimpianti, tendenza a rinchiudersi in se stesso e facilmente impressionabile, ricerca sempre sicurezza e comprensione. Ama la casa pur non essendo un sedentario, ne desidera una propria, è un collezionista e non butta via niente, ama i cambiamenti ed è attirato dai viaggi e dal mare. Materno e casalingo, un po' impreciso ma tenace e diplomatico. Portato al ricordo, cerca sempre nel prossimo sicurezza e comprensione, alla minima offesa si ritira nel suo guscio a meditare rivalse o a sognare evasioni. Non ama che qualcuno conosca i suoi affari intimi, ma è tuttavia molto interessato al benessere altrui, di solito ha tanti amici ed è molto popolare. E' influenzabile, e ogni squilibrio nell’ambiente circostante può far scattare reazioni d’angoscia, o innescare tendenze di tipo nevrotico. Romantico, avventuroso, riservato, amichevole e spesso irritabile. Statura piccola, lineamenti dolci, costituzione delicata."

Oh porca vacca, la vecchia megera aveva ragione!
...e mentre ci pensi, ne scrivi un post sul tuo gusciosissimo blog.

Regali avvolti nella carta stagnola.

Oggi ho ricevuto un regalo bellissimo!
Se in questo blog si potesse offrire del tè, che si sappia, vi sarebbe offerto questo!

giovedì, dicembre 17, 2009

Sù al nord.

Così, mercoledì, alle quindici e venticinque entro nello studio, rimango all'ingresso della sala d'aspetto e chiedo:
"Il dottore è già arrivato?" - nessuno risponde, e tutti mi fissano e io li fisso di rimando.
"il medico è già arrivato?" - alla mia destra una signora anziana con un foulard fuxia alza la mano.
"lei è la prima?" - silenzio.
"Volevo sapere se il dottore è già arrivato"
"No, non è ancora arrivato" - mi risponde.

Resto un attimo a guardare la sala d'aspetto. Mi faccio coraggio e dico:
"avrei bisogno di una cortesia, devo prendere un aereo tra due ore, e dovrei solo farmi prescrivere delle analisi"

Silenzio

"è una cosa velocissima, sarò velocissima. Ho provato a telefonare al dottore per dettargli tutto al telefono e non perdere altro tempo, ma è sempre occupato dalle due, purtroppo mi servono oggi e non posso tornare un altro giorno"

Silenzio

e io, costernata:
"vi dispiace se me le faccio prescrivere al volo appena arriva così non rischio di fare tardi?"


Silenzio.

La signora con il foulard fuxia, ad alta voce:
"Qui siamo tutti per farci fare delle ricette." - incrociando le braccia.
"Sì lo immagino, ma purtroppo ho saputo solo ieri di dovermi far prescrivere questi esami e ieri il medico non riceveva."
"E veniva prima e faceva la fila come tutti gli altri"
"Non potevo venire prima oggi, altrimenti sarei già stata qui"
"E allora viene domani."

Io in silenzio, rifletto.
Poi dico:
"No, forse non mi sono spiegata, tra due ore ho un aereo per la sicilia e non ho modo di venire un altro giorno, e le richieste mi servono per sabato mattina."
"Ma che cosa vuole da noi, noi anche ci dobbiamo fare scrivere delle richieste."
Inizio ad agitarmi:
"Sì signora, ho capito, ma io ho anche da prendere un aereo, non avevo modo di venire ieri, né di venire prima, né ho modo di venire domani"
Lei si gira verso gli altri:
"Secondo lei noi siamo qui per divertirci."
Io in silenzio, nervosa, dico:
"Signora ho chiesto solo una gentilezza, purtroppo non ho alternative, non posso farmele prescrivere da nessun altro."
"Ah ma sì, ma tanto io non ho capito nulla di quello che deve fare lei. Io sono anche l'ultima. Veda se qualcuno la lascia passare."
Alzo lo sguardo su una ragazza di fronte a me, lei mi guarda e mi fa no con la testa. Tutti bisbigliano qualcosa, lamentandosi.


Un signore anziano in giacca e cravatta alla mia sinistra:
" Se qualcuno vuole cederle il posto... io no."
La signora con il foulard fuxia:
"Io il mio non glielo lascio."
Guardo gli altri, tutti a testa china in silenzio.
E molto infastidita dico:
"Ve bene signora, lei è l'ultima e non mi farà passare, ma ci sono dieci persone davanti a lei, nessuno qui può farmi questa cortesia?"


Silenzio.

Io, mi giro verso tutti:
"Allora alle cinque e mezza ho un volo da linate, ho assolutamente bisogno di farmi prescrivere queste analisi prima di andare via, non potevo venire prima e ovviamente partendo non posso tornare domani." - mi inizia a tremare la voce dal nervosismo - " non sono riuscita a contattare il medico prima e ancora adesso il telefono è occupato."

Silenzio.


La Signora con il foulard fuxia, guardando gli altri, mi dice:
"Perché non veniva prima se aveva tutta questa urgenza, non ci si riduce all'ultimo giorno, due ore prima di andare via. - dal silenzio si diffonde un mormorio di consenso.

Io, ormai visibilmente agitata e quasi in lacrime:
"Ma l'ho saputo solo ieri! Ok, cos'è un quarto d'ora perso della vostra vita? Vi chiedo una cortesia! Non venivo qui a prendere in giro dieci persone pur di passare avanti! Ma va bene, se è così, contatto il dottore, gliele detto per telefono e vedremo quando arriva se può passarmele sulla porta!"

Esco dalla sala d'aspetto e rimango sul pianerottolo, continuando a chiamare... occupato... chiudo, nel frattempo mi tremano le mani... richiamo... occupato... faccio per rientrare, poi riesco e richiamo... libero, finalmente:
"Dottore, avrei bisogno di alcune richieste, ma ho un volo tra due ore, ho provato a chiamarla prima, e solo ieri il tizio mi ha detto che sabato mi vuole vedere, e ieri lei non c'era e non sapevo come avvisarla, qui poi ci sono altri pazienti prima di me ma non posso aspettare" - dicendoglielo mi sale il magone - "ho chiesto la cortesia, ma nessuno vuole che passi avanti."
Lui:
"Che schifo, ce l'hanno con noi" - capisce dalla mia voce che sono agitata - "Non preoccuparti sto arrivando e risolviamo."

Ritorno dentro e sento che tra di loro si danno man forte, mormorando qualcosa su di me.
Con calma dico:
"Il dottore sta arrivando, vedremo quando arriva se troviamo una soluzione."
La signora con il foulard fuxia, ad alta voce:
"Ma guarda questa che arriva così arrogante e maleducata..." - gli altri la ascoltano, si volta verso di me - "... è pure uscita per parlare al cellulare."

Io, shockata dall'atmosfera e con le lacrime agli occhi le rispondo:
"ma se sono uscita apposta per non disturbarvi!"
"lei doveva uscire!"
"ma io sono uscita! visto che qui non si può usare il cellulare!"
"lei se n'è andata sul pianerottolo!"
"e certo, per non disturbarvi!"

Sulla mia destra un'altra anziana signora in cappotto e pelliccia mi guarda e mi dice:
"Sì, ma moderi i toni! Non c'è bisogno di alzare la voce!"
Io furiosa, chiedo:
"alzare la voce chi?"
"lei!"
"io?"
"sì lei!"
"io????! ma se la signora mi sta urlando dietro da quando sono arrivata!"
La signora con il foulard fuxia di rimando:
"Ah sarei io che urlo! Ma guarda quanta arroganza! Questa arriva qui, vuole passare davanti a tutti..."
Una ragazza seduta accanto a lei e zitta fino a quel momento, interviene:
"Veramente la ragazza non è stata affatto arrogante, ha chiesto gentilmente se potevamo farle il favore, e lei, che è persino l'ultima, l'ha aggredita."
"Arrogante è stata lei e pure maleducata che si è messa a parlare al cellulare sul pianerottolo!"
E io:
"ma cosa importa a lei?"
"Disturba i condomini!"

E la ragazza:
"Signora ma lei abita qui nel palazzo?"
"No"
" ...e allora perché non si fa gli affari suoi!"

Io, ancora più turbata, esco un attimo per evitare di fare una scenata, ma non riesco a trattenere le lacrime. Quando faccio per rientrare, la ragazza sta ancora litigando con la signora dal foulard fuxia e tutti le danno addosso, quindi con la voce rotta, dico:
"Ok basta! Lasciamo perdere! Appena arriva il medico vedremo e diversamente non mi farò fare queste richieste!"

Di nuovo silenzio...

Dopo qualche secondo un signore si alza, si avvicina a me sul corridoio, davanti alla porta della sala d'aspetto... e mi sussurra:
"entra al posto mio, non preoccuparti"
"ma no, davvero, la prego, mi dispiace, non volevo..." - mi imbarazzo.
Lui per consolarmi mi mette una mano sulla spalla e mi dice di non preoccuparmi, che lui è il primo e mi cede il suo posto.

Il signore in giacca e cravatta, dalla sua sedia:
"Beh se il signore le cede il suo posto può farlo, ma lui prende il suo per ultimo."
La ragazza, che ancora litigava con la signora, sentendo anche questo, indignata, si alza e viene fuori. Io (pessima eroina) sono di nuovo in lacrime, sconvolta da tanto cinismo e dalla prima discriminazione subita in otto anni. Il signore accanto a me, mi guarda e mi dice piano:
"Non preoccuparti, torno un altro giorno... non importa."
"Ma no, non volevo prendere il posto di nessuno... ho chiesto una cortesia, aspetti, aspettiamo che arrivi il dottore."
"No, non si preoccupi e si tranquillizzi. Io torno venerdì, ero il primo e così lei prende il mio posto."
"Ma la prego resti..." lui è già sulla porta e sorridendomi mi saluta.

Resto con la ragazza, anche lei sul punto di piangere... che mi sussurra:
"nella tua città o nel mio paese non sarebbe mai successa una cosa simile..."

Mentre cerco di calmare me e lei tentando di scherzarci su, arriva il dottore. Mi guarda, mi sorride mortificato e senza dire una parola mi fa cenno di entrare. Entro, mi siedo, mi chiede cos'è successo, e io:
"...ho chiesto la cortesia e nessuno era d'accordo per farmi entrare, poi un signore si è alzato e mi ha ceduto il suo posto..."
Lui, dispiaciuto, mi guarda e sentenzia:
"Che merde. "

E tenendo il mio fazzoletto smoccolato, sono andata via, attraverso il pesante silenzio della sala d'attesa.



lunedì, dicembre 14, 2009

Per quanto sta in te

E se non puoi la vita che desideri
cerca almeno questo
per quanto sta in te: non sciuparla
nel troppo commercio con la gente
con troppe parole e in un viavai frenetico.

Non sciuparla portandola in giro
in balía del quotidiano
gioco balordo degli incontri
e degli inviti,
fino a farne una stucchevole estranea.


Costantinos Kavafis                          

domenica, dicembre 13, 2009

Post-it

A volte penso delle cose improbabili che potrebbero accadere, e puntualmente si verificano.
E no, non parlo di questo.