venerdì, dicembre 11, 2009

E sì, ok, lo ammetto, mi sono seduta accanto al fiume.
Sono rimasta seduta qui per ore, sono seduta qui anche adesso.
E gioco con le pietre, è vero. E cerco ossessivamente di non mescolarle...
quelle asciutte e quelle bagnate.
Non voglio andar via, sì.
Voglio restare seduta qui finché non sarò stanca.
Oppure resterò qui finché anche i capelli saranno umidi e arruffati.
Non voglio andar via.
Sì, lo so che se sono di buonumore l'aria è calda e il sole asciuga l'erba sull'argine. E se sono triste tutto diventa talmente scivoloso che non ci si può sedere senza sporcarsi.
Voglio restare accanto al fiume.
Voglio restare immobile mentre scorre.
Che sorga o che non sorga il sole. Fango o non fango.
E continuerò a non mescolare le pietre, che posso farci.
Aspetterò piuttosto che s'asciughino, nei giorni caldi.
Rimarrò qui.

E no, il punto non è che io rimarrò immobile mentre lui scorre.
Io sono quel fiume, e ogni pietra, e l'erba, e quel caldo sole, ed il terriccio umido... e ciò che desidero.

Al massimo posso poggiarne una nell'acqua, ma solo se così, con il riverbero, luccicherà di più.

giovedì, dicembre 10, 2009

Chiari segni d'invecchiamento

Oh porca vacca! Cinque minuti fa ho avuto nostalgia del primo anno di università!

Spiegazioni semplici vs legittimi dubbi

C'è una vocina dentro di me, che ogni tanto mi suggerisce delle cose.
E' da capirsi se è il mio buon senso o se è mia madre che in tanti anni di duro lavoro è riuscita finalmente ad inculcarmi le sue fantastiche considerazioni, buttate lì apparentemente con nonchalance.
"Forse che è ora di andare a letto" - dice la vocina.

Auguri Netanyahu!

lunedì, dicembre 07, 2009

domenica, dicembre 06, 2009

Perché avevo giusto due cose da dire.

Che, la vera genialata del consumismo è aver fugato la paura della povertà. (ma questa era di qualche giorno fa).
E che, quanto stancante è non dover essere ingenui. (che è di oggi).

Mi faccio delle patatine fritte, và.

Idee stupide.

...prendere la risoluta decisione di stirare tutte le pashmine dell'armadio, alle tre di notte.

venerdì, dicembre 04, 2009

[Alcune impronte sono immortali, altre no. - Sowjetisches Ehrenmal, Berlino, 2009]

giovedì, dicembre 03, 2009

Starsene in pace

Oggi mi siedo in seconda fila. E sto zitta, e guardo, e ascolto, e mi distraggo pure. Senza compromettere ulteriormente il mio umore e accantonando certe velleità.


domenica, novembre 29, 2009

Credere nella magia e farsi angeli

E in quel momento, lentamente, appoggiandosi ad una mano, si è seduto.
E' rimasto fermo a veder scorrere l'acqua di quel rivolo per ore, al riparo nel canneto.
In lontananza qualcuno chiamava a gran voce, di tornare indietro.

Inviolabile figura, la sua sagoma, che minuta, dopo essersi alzata, restava lì immobile, accovacciata nella salopette, a guardare l'acqua. E non erano i boccoli biondi o gli occhi azzurri, non erano nemmeno le sue piccole mani. Era quel desiderio che aveva negli occhi di toccarla. Gelida come sempre e trasparente.

venerdì, novembre 27, 2009

Il rosa impazza, e le chiocciole pure.

Ora, qualcuno, cortesemente, ammetta che in me, c'è una stilla di genialità. Qualcuno a caso, vi prego.


Perché o io anticipo i tempi, o mi copiano schifosamente.

mercoledì, novembre 25, 2009

Meccanismi segreti

E poi c'è un uomo che ogni giorno sale su un treno con la sua vecchia ruota di bicicletta arrugginita e mentre la guarda inizia a girarla tra le mani.
Se sei fortunato e sei anche tu lì, su quel treno, puoi restare un attimo in silenzio, senza cadere e capire finalmente com'è che gira il mondo.




L'altra stanza

c’è sempre qualcuno nell’altra stanza
che ascolta da dietro la parete.

c’è sempre qualcuno nell’altra stanza
che si chiede cosa stai facendo
lì per conto tuo.

c’è sempre qualcuno nell’altra stanza
che ha paura che tu stai meglio da solo.

c’è sempre qualcuno nell’altra stanza
che pensa che tu stai pensando a qualcun’altro
 o che pensa che a te non ti importa di nessuno
tranne che di te stesso in quell’altra stanza.

c’è sempre qualcuno nell’altra stanza
che non gliene importa più di te come una
volta.

c’è sempre qualcuno nell’altra stanza
che si arrabbia quando fai cadere qualcosa
o che si secca quando tossisci.

c’è sempre qualcuno nell’altra stanza che fa finta
di leggere un libro.

c’è sempre qualcuno nell’altra stanza
che parla per ore al telefono.

c’è sempre qualcuno nell’altra stanza
che non ti ricordi mai bene chi è
e ti sorprendi quando fa rumore
o cammina lungo il corridoio per andare in bagno.

ma non sempre c’è qualcuno nell’altra
stanza perchè
a volte non c’è un’altra stanza.
e se non c’è
a volte non c’è proprio nessuno neanche
qui.
da Il primo bicchiere, come sempre, è il migliore, di Charles Bukowski

martedì, novembre 24, 2009

Giusto per dire che sono tornata.

E' che ho talmente tanto sonno che [0.56]... [0.57]... [0.58]...
non mi viene in mente niente di intelligente o simpatico da dire.

[0.59] ... e dire che stavo per postare "Cosa dice un'arancia ad un'altra che sta per cadere?"...
[1.01] sì, ora dormo. E' meglio. [1.02]