venerdì, maggio 11, 2018

mercoledì, maggio 09, 2018

E chissà se si può capire che milioni di rose non profumano mica, se non sono i tuoi fiori a fiorire.

Da quel giorno le peonie hanno avuto uno strano incanto.
E non succede mai, ma queste sfiorendo sono diventate bianche come la neve.
È fiorita l'ultima.

Sono passati sette anni.





domenica, maggio 06, 2018

"Devi sempre scegliere di andare avanti, Ale. Perché indietro non esiste."

Non ho mai avuto paura della morte. Mai.
Ma inizio ad averne del tempo.
Di quello speso male, dedicato a cose che poi non contano davvero.
E penso che s'accorcia, quello che mi resta.
E guardo a quello perso.
E a ciò che se non accade adesso, me ne farà perdere ancora.
E mi dico che ho scelto accanto le persone sbagliate, perché ero sbagliata, che sono lontana da casa, ma forse non abbastanza, che ho lavorato troppo, e continuo a lavorare troppo, che per tanti anni ho amato pronfondamente qualcuno che in realtà non c'era, che ho dedicato tempo ad ascoltare cose che non m'interessava ascoltare, che non ho viaggiato quanto avrei voluto, che continuo a non saper mettere un punto alle cose che vanno spezzate, una volta e per tutte.
Perché se c'è una cosa che temo più di tutte, sono i rimpianti.
Perché mi accorgo, che se ho intorno qualcosa, qualcuno, che mi appunta al mondo, scelgo. E solo quando scelgo il mio tempo rallenta, si ferma e mi aspetta. Aspetta i miei desideri.

venerdì, maggio 04, 2018

I luoghi dei miei conforti hanno mandate e giri lunghissimi di chiavi. Sono posti dove non farmi trovare, già che se ci sono arrivata, è per fuggire da qualcosa che non voglio più provare.


mercoledì, maggio 02, 2018

C'era un sacco di confusione dentro di me.
E quel silenzio che obbliga a mettere i pensieri in fila.
Anche se non vuoi pensarci.

Accorgersi d'essersi sbagliati, per così tanti anni.
E una gran voglia, di nuovo, di dimenticare tutto.
Stavolta per sempre.

Ho smesso di cercare segni perché non volevo più trovarne.
Mi ha trovato una lumaca, e l'arcobaleno.
Andrà tutto bene.


mercoledì, aprile 25, 2018

Blois

- Si sistemerà questo cuore spezzato.
- Ma non voglio parlarne.
- Sei venuta qui, e questo è un buon posto per dimenticare.

martedì, aprile 24, 2018

E tieni a mente le cose che sai di te.

Ci siamo rivisti dopo cinque anni, ed è stato come ricordavo, come diciassette anni fa seduti uno di fronte all'altro nella cucina di una casa silenziosa, sconosciuti, e svegli entrambi chissà perché nel cuore della notte.
Com'è sempre stato, come se fosse solo ieri, c'è qualcosa nel suo modo d'ascoltarmi che riesce a non farmi sentire indiscreta. Non esistono discorsi interrotti, sospesi, non ci sono battute sarcastiche, e se rimango in silenzio, come allora, mi guarda e mi chiede di continuare a raccontare.
Siamo sempre stati lo specchio terribile e reale l'uno dell'altro. Capaci di ascoltare e farci, tenerissimi o spietati, anche le critiche più dure.

E così, nel sentirmi dirgli cosa succede, dalle sue parole mi sono accorta d'aver dimenticato, in questi ultimi anni, alcune cose che non avrei dovuto, alcune cose che so di me.

mercoledì, aprile 18, 2018

Spero tu sia sempre bella per come ti ricordo.

E mi è venuto il dubbio che no, non sono bella come mi ricorda. E sono corsa a guardare le foto di quegli anni, perché in quegli anni avevo una luce negli occhi tutta mia.

Non ricordo nemmeno più quand'è stata l'ultima volta che si è accesa. C'era qualcuno che si prendeva cura di me e io avevo molta meno paura.

giovedì, aprile 12, 2018

nel cuore ho un parco giochi


Di quella notte sulla panchina davanti al mare.
Di tutti i no e i non lo so.
Di tutte le mie fantasticherie stupide.
Di tutti questi anni.
Di quella chiesa.
Di quella volta con i gabbiani al largo.
Di tutti i viaggi mai stati.
Di così tante parole scritte.
Di ogni volta in cui ho sbagliato.
Di quando ho capito che per lui sarei tornata.
Di un'infinita attesa.
Di questo silenzio superficiale uguale a mille altri.
Di tutte le liti.
Di tutte le sorprese mai fatte.
Di tutti i compleanni soli.
Di questo tempo che è sprecato.
Di quando ormai è troppo tardi.
Di ogni giorno in cui ne ho sentito la mancanza.
Di tutte le volte in cui non c'ero.
Di tutte le volte in cui non c'era.

Di questo addio che mi sta dentro strettissimo, eppure necessario.




di Azuma Makoto

lunedì, aprile 09, 2018

Un coniglio

Ho nelle mie stanze finestre che affacciano su strade dove piove in ogni istante, altrove venti freddissimi e nebbia nelle mattine più stanche d'inverno. Ho vetri oltre i quali i ciclamini sono pieni di neve e arrabbiatissimi temporali d'autunno. Ma se solo mi attraversi, ad est entrano raggi caldissimi e avvolgenti, più a sud un'aria secca e profumata di limoni asciuga ogni malinconia e se ti fermi ad ascoltare, puoi sentire i grilli d'estate anche se non v'è alcuna stagione.
Ho corridoi su cui non apre e chiude alcuna porta, tende che volano sulle soglie mentre ballo scalza di nascosto. Una stanza con un quadro di Chagall alle pareti. Altrove una nottola che scocca solo al suonare di una musica che ho dentro.
Ho una stanza dove sedute calme intorno a un tavolo, le distanze impegnate a tenere lontani i miei ricordi di bambina, sorseggiano un tè tra porcellane inglesi e zuccheriere in sheffield.
Seppur non esiste alcun secondo piano, ho scale che salgono e non scendono per non tornare indietro nel passato. In un'altra, colonne in marmo reggono un soffitto su cui volano i palloncini che ho trovato.
Dove non ti accorgi dei muri, ci sono mangrovie tra le cui radici puoi sedere quando tutto s'ingarbuglia, e sequoie su cui arrampicarsi per guardare le cose con distacco.
Un leone bianco difende le stanze dove custodisco le mie più coraggiose scelte. Mentre nascosto lì dove ho rinchiuso le mie paure, c'è un coniglio che non so come accudire.
Ho un salone di cristalli dove non faccio entrare mai nessuno, e una grotta con minerali di incredibili colori dove si entra solo quando non si ha fretta.
Suona il mare ovunque quando faccio l'amore e il fruscio delle foglie nel vento quando sono felice.

E dentro ci sono io, che sposto tutto quando qualcosa mi spaventa, creo passaggi segreti per scappare, e continuo a tenere chiuse le porte del mio labirinto, già che ad entrarci, se solo qualcuno ci riuscisse, troverebbe subito la direzione, e così me. Senza difese.


lunedì, marzo 19, 2018

Ho lasciato pochissime cose incompiute nella mia vita.
Quattro, cinque libri scadenti, qualche film troppo violento, un esame di simbologia ebraica all'università, una cura con pillole continue, un manuale di fotografia, un ricamo quasi finito, un corso fai da te di saldatura.
Altre, già che non m'appartiene noia o indolenza, non facevano proprio per me.
Alcune, ho solo creduto di non averle concluse. Soltanto dopo, mi sono accorta che erano già finite.


venerdì, marzo 16, 2018