L'odore dello zucchero caldo, il pentolino sul fuoco, le uova gialle.
Da bambina il crème caramel mi sembrava un dolce misterioso.
Ci voleva pazienza, la temperatura giusta, una teglia strana col buco al centro. Era molto diverso dagli altri dolci, era un dolce delicato.
Mi teneva col fiato sospeso perché galleggiava morbido mentre stavo col naso incollato al forno e sino ad un attimo prima di servirlo, non sapevi mai se era riuscito.
Allora non sapevo che mille altre volte nella vita avrei dovuto accettare che ogni cosa delicata ha le sue regole.
domenica, dicembre 31, 2017
mercoledì, dicembre 13, 2017
I miei lunghissimi silenzi
Temo questa solitudine profonda, che mi scolpisce da dentro.
Mi sembra di diventare sempre più dura, e difficile.
E i miei desideri, scavano, come gocce.
venerdì, dicembre 08, 2017
L'empatia è una fregatura
Delle parole degli altri, che mi attraversano.
Degli instancabili racconti, che mi rimangono addosso.
Delle smorfie fastidiose, che dopo le ricordo ancora.
Di tutte le risposte affollate ai miei "come stai?"
Di tutti i presuntuosi "io".
Di tutti gli smarriti "forse", "ripensandoci".
Di quei maltrattati "lui" "lei".
Della voglia, irrefrenabile, che ha la gente di parlare.
Che a volte mi sembra solo di ascoltare, e ascoltare.
Che la gente ne approfitta.
Che non se ne accorge, di cosa dice.
Che mal sopporto quando divento un contenitore.
Che sono schiacciata dai racconti, dalle loro tristezze.
Che se iniziano poi persino lo pretendono.
Che non farebbe differenza fosse un altro ad ascoltare.
Che mi chiedo come non abbiano mai il dubbio, possa aver anch'io qualcosa da raccontare.
mercoledì, novembre 29, 2017
Di quando divento grande
Questo continuo prendermi in braccio, tutte le notti, per portarmi assonnata dentro il mio letto, io ho imparato a farlo da sola.
lunedì, novembre 20, 2017
Una gassa d'amante
"Lo svantaggio è che, mentre è un nodo molto forte sotto carico, ha una tendenza ad allentarsi e a slegarsi quando è scarico e agitato per un po'."
Mi sono mossa tra fili intricatissimi, nodi ovunque e il ricordo di un dolore fortissimo. Ma se solo sapessi, in silenzio, quante volte ti ho atteso. Quante volte ho atteso che venissi a riprenderti quello che avevi lasciato, che ritrovassi le parole che ho scritto in questi anni, che ti accorgessi di quelle stanze, ancora chiuse, che ho tenuto per te.
Continui ancora a cercare di legarmi il cuore con uno dei nodi più facili da slegare. E io questo non ho mai saputo perdonartelo.
venerdì, novembre 10, 2017
I miei entusiasmi giocano coi mattoncini in legno da sempre. Sono stata felice di futuri non ancora avverati tantissime volte. Sono eccezionale ad immaginarne di strabilianti, di impeccabili. Sono stata felice anche di futuri pasticciati, in città che non conoscevo o in quella in cui sono nata. Sono brava a riempirli, di desideri, di attese, di impegno, di fiducia, meno ad essere paziente.
E quanto tutto crolla all'improvviso, so proteggere gli incanti che mi rendono entusiasta anche se non s'avverano.
sabato, ottobre 21, 2017
"Vivere, come volare, ci si può riuscire soltanto poggiando su cose leggere".
La sensazione di quando qualcosa di vecchio si allontana, ti si scolla di dosso, si porta via le sue forme, i suoi odori, le sue necessità. Quel momento in cui capisci, distintamente, che alcune cose sono ingombri enormi, e che le hai tenute lì, ferme, rassicuranti, perché portarle via era faticoso, perché non eri pronta o prima o poi avrebbero avuto un senso.
Io questo me lo devo ricordare.
martedì, ottobre 17, 2017
Dev'essere agitato, il silenzio di una mano che ti sale tra le cosce.
Lucido, quello che anticipa parole decise.
Faticoso, bruciante, quello di un addio.
Umido, freddo, improvvisamente caldo, il silenzio prima di un bacio.
Durante una lite, corto e nodoso.
Salato, quello alle labbra dopo aver fatto l'amore.
Amaro, impastato, il silenzio dei falsi rimpianti.
Sono instancabili i silenzi irrequieti, ferrosi, che ti porti schiacciati profondissimi in fondo allo stomaco. E ce ne sono degli altri, di cui nemmeno ti accorgi, che covano tiepidi le tue parole migliori.
venerdì, ottobre 06, 2017
Come le farfalle
Ho giocato tantissime volte a fare i grandi. Quando non ci pensi è un gioco facilissimo, tu stai fermo, il resto ti scorre intorno, dai un giudizio lì, fai un gesto là, finché qualcosa accade, spariglia tutto e si ricomincia. È quando ci pensi, se ti soffermi, se ti chini sulle gambe, come a guardare una coccinella su un fiore, che fa la differenza. Un pallino nero, due pallini, tre, quattro, cinque. Rosso, su una margherita bianca. Porta fortuna.
E allora aspetti, per anni, settimane, mesi, che qualcosa di fortunato accada. Stai lì fermo ad aspettare che una magia ti travolga, ti spinga toccandoti la spalla facendoti cadere indietro ridendo sul prato. Stai lì, e aspetti le magie. A volte accadono, moltissime altre invece il resto ti scorre intorno, dovresti avere un parere e non ce l'hai, i gesti sono scomposti, ti sembra che nulla accada e il tempo corre lunghissimo, lungo, disteso.
Da piccola volevo essere grande. Volevo essere grande perché da grande, ero sicura, avrei avuto le mie soluzioni, le mie risposte certe. Da piccola avevo fiducia nella me che sarei stata da grande.
Adesso, da grande, ne ho persino di più. Perché non so stare ferma, perché corro, perché ho capito che la maggior parte delle volte non servono giudizi, pareri, perché i miei gesti li faccio affinché qualcosa accada. E se qualcuno, il caso, spariglia tutto, so decidere se ricominciare o lasciarmi cadere indietro, le spalle distese, sul prato, cercando di fare il mio tempo.
Le coccinelle non mi sono davvero mai piaciute. Troppo frenetiche. Come le farfalle.
mercoledì, ottobre 04, 2017
Della mia voglia di parlare.
- Aspetta, le stringo un po' e le dita le metto così.
- Ok...
- No anzi, credo serva il braccio intero.
- Non so, fai tu
- Hai visto le linee del palmo come si arricciano?
- Sì
- Ti fa paura?
- Un po'
- Potrebbe starci una manciata di sabbia
- Potrebbe...
- O un pulcino
- Non devi per forza
- Vieni qui
- ...
- Vieni qui, l'ho preparato per te
- Lo so ma avrai altro da fare
- Certo, ma adesso vieni qui
- ...
- Mettile qui
- Dove?
- Qui, tra le mie mani intanto
- E poi?
- Ed è il tuo nido
- Un nido?
- Sì
- Un nido per cosa?
- Un nido per le tue parole.
venerdì, settembre 29, 2017
Il mio necrologio
Ale - Al mio necrologio
Ali - Come al tuo necrologio?
Ale- Eh sì
Ali - Non ci pensare adesso, te lo scrivo io settimana prossima!
Venerdì 29 Settembre
Ore 15:41
Email da: Alice
Oggetto: Che non si sa mai
Alessandra Bacci, una vita per il social
Il Paradiso si rifà il look e cambia foto profilo spalancando le sue porte alla piccola Ale.
Dopo un poke, 4 wazzup, 2 messaggi vocali, 8 selfie di protesta ed una velata minaccia di hackeraggio del Server Divino della paradisiaca isola di Aruba, il buon San Pietro accoglie la richiesta della nostra bambina speciale di lasciare i Campi Elisi per una comoda suite gluten-free e sopratutto free-wifi nel regno dei cieli.
Una carriera luminosa quella di Alessandra, laureata alla Vattelapesca con una tesi sui messaggi subliminali in casa Walt Disney e che ha visto il suo apice nella memorabile assunzione a luci rosse dell’Hercules più hot di pornhub.
Ci mancheranno il suo discreto accento del sud, la sua leggendaria 36F (che ai saldi manco per il cazzo), la sua allegria, le sue cosce che non vanno proprio con le sue piccole Adidas.
I funerali, celebrati in una graziosa chiesetta sconsacrata consigliata dall’ormai famoso Herculherpes, hanno visto esaudite le ultime volontà della defunta. La sostituzione dell’acqua santa con olio bollente di girasole e dell’ostia con gli arancini al ragù di piselli, è diventata ormai virale. Foodporn verserà ad Ettore, unico erede di Alessandra, il ricavato dei diritti in crocchette. Seppellita con lei anche la sua taglia 40 ormai trapassata da tempo.
Una schiera di ex fidanzati affranti occupano i banchi delle ultime file, confortandosi, confrontandosi e snocciolando come si snocciolano le perline dei rosari, le prestazioni sessuali della nostra Ale. Al passaggio tra i banchi col sacchettino delle offerte nonna Lina ha un malore. Niente dottori tra gli ex di Alessandra, ma ad un selfie quasi nessuno ha rinunciato.
Ciao Ale e mangia qualcosa che sei tutta sciupata.
Scritto da Alice Grazia
martedì, settembre 19, 2017
Sulle spalle dei giganti
Andare, lenta, con i passi lunghi di un gigante, o corti e veloci come quelli di un bambino. Stare attenta, attentissima, a non farsi schiacciare, ancor più a non schiacciare nessuno. Ritrovarmi schiacciata. Fare un passo falso, schiacciare, anni fa, qualcuno. Provare un dolore terribile, in entrambi i casi.
Guardo la terra oltre i miei piedi, le dita, le ossa, le vene, le caviglie, le gambe, su fino alla pancia, e mi sento minuscola, e persa. Già che non ho sempre le risposte giuste, le soluzioni giuste, la cura giusta alle mie delusioni. E mentre vorrei accucciarmi, come fanno i bambini, per terra, stringermi le ginocchia al petto e restare ferma ad aspettarle, mi accorgo di avere schiena, e braccia, e mani, e occhi forti. Ho una colonna di marmo dentro. Viva. È lei in me e sono io in lei. Sale dal ventre fino alla spalla. Tesa e contratta come un arco, aspetto continuamente che scocchi o che si spezzi. Sono un gigante.
Si arrampica sulle mie spalle, a volte, la piccola me che non sa come fare.







