Ci vuole un sacco di fegato, alle volte.
mercoledì, febbraio 08, 2017
Alle volte.
martedì, dicembre 27, 2016
Io sono i miei desideri.
Qualcuno una volta mi disse che dovevo smetterla d'avere aspettative. Che le aspettative potevano rovinare tutto, la spontaneità, lo slancio, il furore, buono o cattivo che fosse.
giovedì, dicembre 15, 2016
Le peonie, ad esempio.
I rimpianti mi sono sempre stati estranei.
Eppure ho insopportabili nostalgie di cose mai accadute.
giovedì, novembre 10, 2016
Labirinto
E ora qualche passo
da parete a parete,
su per questi gradini
o giù per quelli,
e poi un po’ a sinistra,
se non a destra,
dal muro in fondo al muro
fino alla settima soglia,
da ovunque, verso ovunque
fino al crocevia,
dove convergono,
per poi disperdersi
le tue speranze, errori, dolori,
sforzi, propositi e nuove speranze.
Una via dopo l’altra,
ma senza ritorno.
Accessibile soltanto
ciò che sta davanti a te,
e laggiù, a mo’ di conforto,
curva dopo curva,
e stupore su stupore,
e veduta su veduta.
Puoi decidere
dove essere o non essere,
saltare, svoltare
pur di non farti sfuggire.
Quindi di qui o di qua,
magari per di lì,
per istinto, intuizione,
per ragione, di sbieco,
alla cieca,
per scorciatoie intricate.
Attraverso infilate di file
di corridoi, di portoni,
in fretta, perché nel tempo
hai poco tempo,
da luogo a luogo
fino a molti ancora aperti,
dove c’è buio e incertezza
ma insieme chiarore, incanto
dove c’è gioia, benché il dolore
sia pressoché lì accanto
e altrove, qua e là,
in un altro luogo e ovunque
felicità nell’infelicità
come parentesi dentro parentesi,
e così sia
e d’improvviso un dirupo,
un dirupo, ma un ponticello,
un ponticello, ma traballante,
traballante, ma solo quello,
perché un altro non c’è.
Deve pur esserci un’uscita,
è più che certo.
Ma non tu la cerchi,
è lei che ti cerca,
è lei fin dall’inizio
che ti insegue,
e il labirinto
altro non è
se non la tua, finché è possibile,
la tua, finché è tua,
fuga, fuga.
Wislawa Szymborska
domenica, ottobre 02, 2016
Quando divento grande
Di quando le cose non ti fanno più male come una volta e in fondo non lo capisci, se sei diventato un po' più arido o un po' più forte. E quasi fa più paura.
giovedì, luglio 28, 2016
Altrimenti non accade.
Forse se non ce l'hai qualcuno deve insegnartela, la fiducia.
Perché ci sono persone, come me, che la fiducia non l'hanno imparata.
È sempre stata una fatica, ha sempre richiesto pazienza, razionalità.
E invece la fiducia non ha nulla a che fare con l'impegno.
Perché per fidarsi di qualcuno bisogna imparare a leggerne le scelte, i gesti, gli sguardi ed i segreti. E se nessuno te lo insegna, se chi hai vicino non sa farlo, allora impiegherai del tempo o non accadrà mai.
Ha un difetto la fiducia, uno solo, non si fa scegliere, nemmeno a metterci tutta la più buona volontà.
mercoledì, luglio 20, 2016
Di cosa sono capace, tu non lo sai
Tu non lo ricordi, forse non lo sai, forse non lo saprai mai, ma sono capace di tristezze profondissime, io.
Mi sono abituata ormai. Accadono da sempre, sin da bambina.
Se non le conoscessi tremerei di paura, potrei forse credere di avere qualche disordine dentro.
Cerco di nascondermi da tutti, quando accade. Non sempre le sento arrivare, sono come un inverno, spesso.
Sono un dolore fortissimo, una ferita profonda che si apre, e resta lì, in attesa. E dentro ci precipita tutto, tutti i miei dolori più vecchi, tutta la fatica di questi anni, le cose irrisolte, le assenze, le decisioni che ancora mi fanno male, i miei errori, tutti gli errori degli altri, tutte le insicurezze, le mie, le loro, i perdoni, quello che non saprò perdonare mai, e quello che cerco di dimenticare, quello che non dimentico.
venerdì, luglio 15, 2016
Prendersi cura di sé.
La felicità della tua via dipende dalla qualità dei tuoi pensieri, diceva Marco Aurelio.
giovedì, luglio 07, 2016
Ho imparato a stare in silenzio quando ho il cuore ferito.
Ho imparato ad alzarmi al mattino anche senza conforto.
Ho imparato a parlare senza la voce rotta durante il giorno anche se un nodo mi stringe in gola.
Ho imparato a sedermi alla mia scrivania in ufficio invece di restare a letto tutto il giorno.
Ho imparato che c'è sempre una porta dietro cui appoggiarmi quando non mi riesce di tenere a posto le lacrime.
Ho imparato a scrollarmi di dosso le malinconie inutili, e anche quelle utili, che non ho tempo da perdere.
Ho imparato che ho paura e saperlo è il mio esorcismo più prezioso.
Ho imparato che se ferisco il male più doloroso è il mio.
Ho imparato che se qualcuno viene ferito ci va sempre di mezzo qualcun altro.
Ho imparato che se mi feriscono, a volte è più importante che qualcun altro non lo sappia.
Ho imparato che prima di urlare, bisogna riflettere se c'è qualcuno che ascolta.
Ho imparato a cucinare anche se non ho fame, ad andare da sola in ospedale.
Ho imparato a restare dritta e in piedi anche se non ho due gambe alte a cui aggrapparmi e una pancia morbida su cui poggiare la testa.
È stato difficilissimo imparare.
mercoledì, luglio 06, 2016
[dialoghi veri, o forse no.]
- E se ti chiedessi come fai a sapere di amarla?
- Voglio dargliene una che quando si girerà indietro penserà "DIO MIO WOW!"
- Ma cosa?
- Di vita.
lunedì, giugno 27, 2016
Mi chiedo se sei un rifugio, un riparo che reinventa la mia fantasia. Mi chiedo da anni se scappo in te per fuggire da me, se mi senti quando ti cerco io, se ti conservo per timore di aver sbagliato io.




