lunedì, aprile 28, 2014

Quando divento grande.

Ci vuole impegno e costanza per non diventare cinici e disillusi. La maggior parte della gente non lo capisce quanto sforzo ci vuole, sin da bambini.
Che corri un rischio terribile, a diventarci. Puoi finire per odiare qualcuno, invece che qualcosa.

I semini dei peperoni per esempio, quelli io li odierò sempre. Anche da grande.



sabato, aprile 26, 2014

"Ha fatto bene a chiamarmi, qui ci vogliono 50 euro per cambiare la resistenza"

"Ho cercato di non farlo, di non scrivergli, di non parlargli, ho cercato di resistere. Sono stato in gamba, stavolta ho smesso davvero. E non cederò, vedrai."

"Mi è venuta fame, ho dei biscotti nella credenza, finirò per mangiarne uno. Non resisto a digiuno fino a domattina."

"Stamattina mi ha chiamato mio fratello, avevamo tantissime cose da raccontarci. L'hanno tirato dentro un affare di lavoro. Non so se lavorare così tanto gli fa bene, lontano da casa non resiste, finirà per scappare da mamma nel weekend."

"Lo vedi? Lo vedi? È tutto inutile. La chiudiamo qui! Io non  posso, così non resisto, io non riesco."

"Basta! Smettila! Così le fai male! Basta! Ti prego basta! Non può resistere a tutti quei colpi!"

"Andrà così: avrò voglia di venirti vicino, sedermi al tuo fianco su quella panca, al buio, sotto le stelle. Sedendomi ti sorriderò, farò in modo che la mia gamba sfiori la tua. Resterò lì fingendo di giocare con uno di quei fiori di gelsomino che fioriscono d'estate. Mi girerò appena, giusto nell'attimo in cui tu, parlandomi, mi starai guardando attento. Ti toglierò dagli occhi il mio profilo per darti distanti appena le labbra e tu potrai sentire il mio respiro. Mi avvicinerò al tuo orecchio con una scusa e tu, lo so, resisterai pur di non darmela vinta."

"Smettila di resistermi."

"Non vuoi ascoltare i miei consigli, non capisci che così finirà per stare male. Cerca di resistere ti prego, non dirle tutto adesso. Aspetta che passi qualche giorno."

"Se per favore si può sedere qui, le chiedo solo un attimo di pazienza. Riesce a resistere a questo caldo? Se le dà fastidio le porto dell'acqua. Purtroppo stanotte si è guastato il condizionatore."


Resistere a qualcosa che vuoi o che non vuoi, è sempre difficilissimo.




Buon 25 Aprile a tutti, anche se un po' in ritardo.

venerdì, aprile 25, 2014

I pezzi più piccoli

io me lo ricordo il momento in cui mia mamma prendeva tutti i resti delle mie uova di pasqua e li rinchiudeva in un barattolo. "per farci le torte" diceva, e poi restavano lì per mesi mentre io li guardavo in alto sulla mensola stretti stretti dentro il vetro. che mi sembrava un tortura, non tanto per me, quanto per i pezzetti più piccoli, schiacciati al fondo.

mercoledì, aprile 23, 2014

L'ultimo boccone

Che poi se qualcuno mi chiedesse di spiegare in poche parole chi sono, io risponderei che nel piatto lascio sempre per ultimo il boccone più buono.
E credo che questo basterebbe a spiegare di me molte cose.



sabato, aprile 19, 2014

Ho silenzi a maggese e parole ancora umide che continuo a tirare fuori dai cassetti senza metterle.
Ho collezioni di gesti e non un granello di polvere. Ho risposte chiuse ancora in buste di carta affrancate.
Ho domande in soffitta che prima o poi arriverà qualcuno a sgomberare. Ho una sintassi di ricordi così ricca che se volessi potrei riscrivere la mia storia e il mio passato. Ho vuoti per i quali continuo ad intrecciare funi e costruire scale, per poterci un giorno entrare dentro.

Ho strade in me dove persino io rischio di perdermi, e una preziosa mappa di errori da evitare.







mercoledì, aprile 16, 2014

A forma di cuore

Da bambina guardavo i film horror con questi occhiali*...


...più o meno gli stessi con cui adesso guardo al futuro.



* Nemmeno l'evidenza riusciva a dissuadermi dall'idea che le lenti scure potessero nascondermi dalle brutture della realtà. E del resto poi per non vedere, mi nascondevo tra le dita.

martedì, aprile 15, 2014

Consecutio

Se c'è una risposta qualcuno da qualche parte deve aver fatto la domanda.

Dev'essere una roba tipo il battito d'ali e un uragano. 
E se per caso trovi prima una domanda senza senso, non ti mettere ad inseguire la risposta. 
Perché non s'è mai vista in nessun angolo del mondo, una farfalla in grado di tenere testa a un uragano.




venerdì, aprile 11, 2014

Hanno le luci fredde dei neon e le righe scure delle porte in legno finte.
Hanno i tacchi alti, le caviglie stanche, le calze sfilate.
Hanno il rossetto sul tovagliolo di stoffa e sul bordo dei bicchieri.
Hanno il sale sulle dita, i denti che mordono il limone, le labbra che bruciano.
Hanno il ghiaccio sul fondo del bicchiere e mani strette tra le gambe.
Hanno il rimmel sbavato e i capelli spettinati.

Le mie più silenziose imperfezioni hanno dettagli impeccabili e volgari che non vedrà mai nessuno. Se non io, nella mia più ordinata fantasia.




martedì, aprile 08, 2014

Le cose che so sono spesso quelle che ancora ho da imparare.

"Filano dritte senza cambi come i treni dei bambini che viaggiano su un unico binario. Hanno i colori distinti e forti degli arcobaleni a matita e le righe nette che sembrano puntate col compasso. Se ci guardi dentro, hanno la luce buona del mattino e gli uccellini che cantano al tramonto. Le buone occasioni le riconosci subito, si vedono per bene come gli incontri perfetti delle fiabe e non te lo dice mai nessuno che da un momento all'altro potrebbe arrivare la tua impeccabile e perfetta."

"No, no, no. Le buone occasioni ti arrivano alle spalle e non sai mai cosa aspettarti. Cambiano direzione all'improvviso e non si lasciano afferrare. Sono le sfumature, i disegni approssimati, le righe storte disegnate con le mani. Hanno il colore scuro della notte e i rumori strani del vento. Non riesci a riconoscerle nemmeno se decidi di vestirle con gli abiti perfetti delle fiabe e sì, non te lo dice mai nessuno che da un momento all'altro potrebbe arrivare la tua impeccabile e perfetta."

Alle buone occasioni puoi continuare a giocare o smettere di crederci come fanno a un certo punto i bambini con le fiabe.
Ma in fondo fa poca differenza. Le buone occasioni sono quelle in cui capisci qualcosa che prima non sapevi.
E io questo ancora lo devo imparare.



giovedì, marzo 27, 2014

Bava

In realtà credo che sarei più felice se alle spalle mi lasciassi una scia come quella delle lumache.
Saprei sempre dove sono andata un attimo dopo non aver saputo dove stavo andando.

venerdì, marzo 21, 2014

"Ale, siediti composta"

Giochiamo al gioco delle sedie, io e le altre me.
Nell'attimo in cui scende il silenzio decidiamo all'unisono che fare. È una catena di velocissimi pensieri in cui ognuna mette a sedere l'altra finché soltanto una resta in piedi.
Non è la me che preferisco, chiaramente. Resta spaesata, spesso, e delusa per non esser stata più veloce, la più sicura o la più attenta.
Giochiamo al gioco delle sedie e nessuna riesce mai ad accettare d'aver perso, d'aver sbagliato almeno una volta, di non esser stata la più svelta.

Ma se per magia riuscissi a fermarle tutte insieme nell'attimo in cui decidono chi stavolta resta in piedi, so che esiste anche una me che saprebbe spiegarle che alla fine è solo un gioco, che a vivere la vita non è quasi mai chi sta seduto, impeccabile e preciso. Saprei farle accettare che nei momenti in cui sono confusa, in cui una parte di me rimane in piedi, immobile e indecisa, non deve essere delusa.

Giochiamo al gioco delle sedie, io e le altre me.
E soltanto a volte, quando la musica si spegne, riesco a guardarmi forte, attenta e sicura, anche se non sono seduta.




E dietro l'angolo c'erano le vetrine piene di strass

E sarei rimasta lì in silenzio ad aspettare che s'illuminasse.
Perché io, una croce al neon, non l'avevo mica mai vista.
Che se ti porti dentro l'immagine di una chiesa in marmo, neon e cemento, mi chiedo com'è che la fabbrichi poi una preghiera leggera.