martedì, novembre 19, 2013

Va di moda il sarcasmo

Io li ho visti, fasciatissimi, questi tipi alla moda. Hanno il passo anserino, un po' falciante che disegna l'andatura, spalle dritte di chi nasconde dietro al petto la fiducia. Non li noti a prima vista e non ti guardano mai bene. Bevono solo robe amare per non perdere la linea e hanno il puzzo sotto al naso di chi ti fiuta con paura.

Non ha fodera il sarcasmo, taglia unica, sintetica, eppure nessuno lo nota, come spezza la statura.



venerdì, novembre 15, 2013

Quello che perdi

Avevo bisogno di un posto dove scappare ma c'era gente e cose e silenzi ovunque. Volevo essere lontanissima. Esserlo.
Così mi sono messa a cancellare.
Per cancellare senza sbavature bisogna essere precisi. I rivoli, ad esempio, quelli li cancelli facilmente.
Ho poggiato i gomiti, forti, ho acceso la musica, e ho iniziato con la pioggia. L'ho cancellata goccia per goccia, lentamente come si cancellano le sfumature.
Dalla cornice d'oro che avevo poggiato sulla neve ho cancellato l'oro, la cornice e poi la neve. Ed è andato via il freddo.

Mi devo essere fermata, in un qualche momento, per poter conservare qualcosa di ciò che ho perso o che non volevo perdere. Credo di non aver fatto in tempo, perché mi accorgo che non saprei più aspettare con lo stesso entusiasmo, alle finestre, la prima neve.




lunedì, novembre 11, 2013

Non mi fido di quelli che hanno sempre qualcosa da dire.

- Ti viene in mente qualcosa di più fragile delle insicurezze?
- Sì, le fortezze che gli hai costruito intorno.


domenica, novembre 10, 2013

L'anima

L'anima non è pelle. L'anima è un tessuto. E no, no, non è un tessuto elastico, non credere, bambina mia. L'anima è una stoffa. Non la indossi come un abito a fiori in primavera, è lei che indossa te. Indossa quei tuoi splendidi occhi marroni, i ciuffi morbidi e scompigliati, i braccialetti che senti tintinnare quando cammini svelta. L'anima si strappa, ecco perché non è una ferita quella che tu ti porti dentro.
Lo so che scoprirlo adesso non ti sembra di conforto, ma non aspettare che il tempo curi e lenisca il dolore dei tuoi sbagli. L'anima è una stoffa. La tua trama può essere pregiata e molto fitta, grezza o un velo trasparente, ma se si strappa non c'è niente che puoi fare se non tentare di cucirla. Non si rimargina da sola.
Non aver paura, bimba mia. Troverai la sfumatura giusta del tuo filo e l'ago adatto. E se non li troverai, darai qualche punto di un colore e poi di un altro, tirerai l'ago troppo in fretta o piano piano, non preoccuparti. Forse non ti sembrerà mai perfetto il tuo lavoro, tornerai a guardarla e ricorderai per sempre quello strappo, ma non lasciarla strappata troppo a lungo.
L'anima è una stoffa e se si strappa, prendi ago e filo e con pazienza prova a ricucirla.

Maggio 2010

mercoledì, novembre 06, 2013

e non gli ho detto del posto più segreto dove nascondo le paure.
e non glielo dirò, perché so che uscirebbero come mostri da un armadio, indosserebbero i miei vestiti più leggeri e scivolerebbero lungo le pareti dei miei giorni. danzerebbero al centro delle cose, come fanno coi pensieri dei bambini nella notte. non glielo dirò perché finora non ho incontrato mai nessuno che abbia meno paura di me, che non vadano mai via.



Superfici

Così mi sono chinata per terra, ginocchia e palmi, la guancia al pavimento, come quando cerchi uno spillo o qualcosa di minuscolo.
Sono rimasta ferma, il respiro tutto nei polmoni.
Sembrava una cosa senza senso, lo so bene. Eppure, vedrai che alla fine sarà chiaro.
Mi sono chinata e l'ho trovato, finalmente.

Mi hai sentita? Non puoi avermi sentita.
Ero ferma controvento, immobile, in piedi, spalle alte. 
Sembrava volessi sfidare il vento e invece volevo solo attraversarlo, forte.
Ho cercato di resistere porgendo il fianco e i miei gesti più sottili.
Sono rimasta immobile, controvento e l'ho trovato, sì, l'ho trovato finalmente.

Non posso parlarti. Voglio respirare lentamente. E poco. Parlarti a parole piccole. Accorciate. Quante ce ne staranno in un polmone? Troppo in fretta. Lentamente. Mi capisci? Se trattengo il fiato. Poi dovrò espirare in un colpo. Non lo lascio. Non stavolta. L'ho visto solo a pelo d'acqua. Se resto immobile. Ferma. Sono certa che lo trovo. Ho trattenuto il fiato. In un silenzio lungo. 
E l'ho trovato. Finalmente.

Mi chiedi se l'ho trovato? Se l'ho trovato davvero?
Ti ho detto di sì, non mi credi?
Non serve che lo giuri, te l'ho detto.
Ma non chiedermelo ancora! Sì, l'ho trovato, è sicuro.
Dove? Mi stavo facendo un mucchio di domande e all'improvviso m'è venuta in mente una risposta.
Non insistere! Non mi sbaglio.

Era lì e l'ho trovato, il mio punto di rottura.





venerdì, novembre 01, 2013

Alle donne che si mettono in mostra e si scrivono la didascalia da sole.
Alle donne che ammiccano e non hanno un moscerino negli occhi.
Alle donne che scoprono una spalla, una caviglia, il collo, le gambe... e poi non hanno più nulla da lasciar scoprire al proprio uomo.
Alle donne che si mostrano svampite e invece non riescono a dimenticare mai nulla.
Alle donne che ammaliano, intrigano, tramano e nessuno le ammalia, le intriga o trama per sorprenderle.
Alle donne dure, forti, invincibili, che in segreto sfogliano i petali delle margherite.
Alle donne che si dicono delicate, ferite, da salvare e poi riposano sui salvagenti stando a galla persino nel sonno profondo.
Alle donne che vestono le maschere delle donne, con abiti succinti e sottovesti leggere.
Alle donne che ti seducono con le parole e poi lasciano tutto nel piatto.
Alle donne incoerenti, volubili e schiave delle proprie insicurezze.
Alle donne furbe, consapevoli e padrone delle proprie insicurezze.


Alle donne, intollerabili, che non sanno portarsi e farsi portare rispetto.

lunedì, ottobre 28, 2013

Il mare

Bambina mia, per sentire il mare non devi avvicinare l'orecchio a una conchiglia, per sentire il mare devi avvicinare l'orecchio al petto di qualcuno che non vuole andar via.



venerdì, ottobre 25, 2013

In difesa

Mi è rimasta sulle dita quella sabbia strana che è terra e argilla insieme. L'ho tolta strisciando la mano sui jeans mentre mi chinavo di nuovo. Non ho mai tirato su un muro a secco e so che poi dovrò far cadere giù un piombo per vedere se è dritto.
Ho una gravità, lo so, davvero tutta mia. Di terrestre non ha nulla, ma sono sicura che per quanto alto io riesca a costruirlo, sarà allo zenit perfetto dei miei desideri più infantili.
Non c'è sole, pioggia, vento o nebbia lontana, adesso qui. Se sollevi lo sguardo vedrai mescolati insieme gli umori scomposti delle mie stagioni, arcobaleni leggeri, cieli uggiosi e nuvole dense immobili in mezzo ai cicloni.
Ho pazienza e un buon senso dell'equilibrio, se mi siedo per terra, lentamente, riuscirò a scavarne una fondazione che sostenga anche il peso più sfinente. Girerò qui intorno come il tarassaco nel vento e basterà un segno leggero per disegnare l'impronta rotonda delle torri più segrete.
Ogni pietra al posto giusto, mi hanno detto. Devo esser brava a farle combaciare una per una, altrimenti crolla tutto.
Avrò di certo, a furia di stropicciarmi gli occhi e tirar dietro i capelli, di questa strana sabbia un'impronta leggera sopra il viso. Accadrà di certo che qualcuno si avvicinerà deciso d'istinto per levarla mentre io, schiva, farò un passo indietro oltre il muretto.
Ho in ogni pietra un'insolita fiducia. Anche laddove non si posa, le do il giusto tempo e la distanza per trovare la misura.
Ho costruito i miei castelli migliori anche senz'aria, riuscirò a costruire un muro a secco alto e rotondo. Un posto al sicuro.

Se è solo un muro a secco alto e rotondo, poi come ci entri?

Io, se non è chiaro, resto lì dentro.

martedì, ottobre 22, 2013

Se non le scrivi, non potrai di certo cancellarle.

Mi viene sempre in mente quell'immagine. E mi stanca.
S'aggrappano le immagini nella mia testa. Scavano una tana e ci restano per mesi, a volte anni.
Puoi cercare di stanarle quanto vuoi, si infilano cocciute in cunicoli più stretti e più profondi.
Non hanno corpo o un tempo esatto, mi arredano di dettagli le pareti della mente, s'accomodano senza chiedere il permesso e se non le scrivi s'intestardiscono e restano immobili per giorni.
Mi viene sempre in mente quell'immagine di me bambina che cammino appesa ai pantaloni di mio padre.
Ho i piedi piccoli sui suoi e guardo dietro alle mie spalle.

Mi viene sempre in mente quell'immagine eppure ormai cammino bene anche sui miei nonostante la paura enorme di cadere.


martedì, ottobre 15, 2013

Ai miei perché, ai miei perché non ho, ai miei lo sapevo, ai miei no, ai miei no troppo poco decisi, ai miei avrei dovuto, ai miei basta, ai miei ancora, ai miei non più, ai miei non dovevo...
ho messo una luce contro, in una stanza buia, fredda, seduti, legati stretti, senza perdono e senza pace.
Eppure c'è una lei in me che piccola, svelta, saggia e paziente, ogni notte corre in segreto a slegarli.
Si stancherà prima o poi.
Si stancherà prima o poi.