lunedì, ottobre 14, 2013

Le cose

le cose avvincenti,
quelle ferme, stantie,
le cose veloci, rapide, fin troppo,
le cose misteriose perché piccole,
microscopiche,
le cose avvolgenti, calde,
soffocanti,
le cose immacolate, rosee, celesti,
e lievi,
le cose assordanti,
quelle assordanti per dio,
le cose lugubri, quelle nere,
o troppo bianche,
o trasparenti,
le cose ammantate, di magie antiche,
di baluginii fiochi,
le cose stringenti, secche, sole,
le cose fulminanti,
all'improvviso un gran...
le cose indecise, dondolanti,
in disequilibrio, finché cadono,
le cose che cadono,
quelle rotte, scheggiate,
in mille pezzi,
le cose sagge,
calme, composte, silenti,
le cose affannate,
affaticate, tirate per il collo,
strattonate, arrabbiate,
le cose acerbe,
aspre, asciutte,
le cose umide, bagnate,
salmastre, salate,
le cose candide, noiose,
vergini, timide,
le cose potenti,
e quelle misere.

Hanno bisogno di un luogo fertile e accogliente, le cose che vedi, perché non diventino inutili.




sabato, ottobre 12, 2013

Post-it

Se dei propri anni si potessero fare mucchietti di monetine, io ne farei tre da dieci e le spenderei tutte all'ufo catcher.


martedì, ottobre 01, 2013

Le mie temperature

Ho un taglio profondo e lungo da parte a parte. Dev'esserne uscito il senno quella mattina, perché tutt'oggi, io, con gran pazienza, ne raccolgo le gocce che si respingono e s'attraggono come il mercurio.
Ho un taglio profondo e lungo per tenerlo a mente, che non devo dimenticare d'essere un po' fragile, anch'io.



domenica, settembre 29, 2013

Chissà se dentro l'uovo già sognano di volare

Ho preso un foglio di carta velina leggera, bianco, disteso, quasi trasparente, solo per avvolgerci il tuo passato. Non ho accartocciato gli angoli per non lasciare il segno, per non pesarvi sopra. Mettilo qui, poggialo piano, come se dovessi riporlo nel fondo di un armadio.
Ho raccolto dei fiori di lavanda, freschi, aspettiamo che secchino, iniziami a raccontare cosa e chi ti ha portato sin qui, fino a me.

Mi piacciono i nidi, te l'ho mai detto? Mi piace la curva dolce tra il fondo dove riposano le uova e il bordo a precipizio sul nulla.

Non lasciarmi indovinare in quale mano tieni i tuoi ricordi più lievi, tenterei, già lo so, di aprirti con forza anche l'altra. Lasciami sostenere il tuo passato, il tuo sguardo, la tua mano.
Lasciati ascoltare, saprò capire il momento esatto in cui vorrai che io ti chieda di continuare.
Lasciati guardare in silenzio, non ti giudico, non ti spazientire.
Lasciati toccare, non ti terrò il polso, non ti stringo, lo prometto.

So che non vuoi inamidarlo e che non riuscirai mai a conservarlo tanto stropicciato. Ha pieghe che non so, macchie che non hai saputo cancellare e strappi che dovrai ricucire. Non lo lascio incustodito il tuo passato.

Alcuni uccelli appena nati restano nel nido a guardare le stelle per mesi, lo sapevi? Al primo volo sanno migrare seguendo le rotte del cielo. Mi piacciono i nidi, sono le culle più antiche del mondo.





lunedì, settembre 23, 2013

Dove non lo so se sai che sono

Ho spento le luci al faro salendo l'ultimo gradino al buio.
Ho deciso di giocare con l'unica lucciola che io abbia mai visto, prima che si spenga.
Ho una mano sull'altra, per nascondere la traccia delle mie vene, come radici o direzioni.
Non ho chiuso le porte a chiave, così che non ci siano serrature da aprire o da forzare.
Ho sciolto i nodi ai capelli, raccolto i granelli di zucchero e scostato le tende.
Ho deciso di non attirare più l'attenzione.
Non c'è motivo, per farmi cercare.
Eppure la tua bussola ha un nord imperfetto. Per fortuna.


 

venerdì, settembre 20, 2013

Blogfest

Io non lo so se questo weekend ve ne andrete alle terme, al centro commerciale o in gita al Giglio per vedere se la Concordia si ribalta dall'altra parte. Ma se per caso, dico per caso, foste alla Blogfest, allora avvicinatevi copiosi, vi lascerò il mio autografo con tanto di rossetto, come una vera fescion blogger. Fa poca differenza che davvero non lo sia, sono fashion dentro, io.

venerdì, settembre 13, 2013

Facciamo che io ero chi le scrive e tu eri le mie parole più belle.

Una dopo l'altra,
così immobili
e ferme
tra immaginazione e volontà,
possono,
alle volte,
le parole
giocare come i bambini
a fingere le cose.
Hanno il potere,
muto,
di poter essere,
ancora,
senza saperlo,
ciò che desiderano.
Si fermano un attimo,
soltanto,
di tanto in tanto,
per usare un imperfetto
scorretto
sul presente
e sul futuro.
Diventano,
non se smettono,
ma quando giocano,
ad esser grandi.



lunedì, settembre 02, 2013

giovedì, agosto 29, 2013

I cornicioni

C'era la pioggia che non cadeva sotto i cornicioni. Potevi stare ad aspettarla per ore, e non sarebbe caduta comunque, lì sotto.
C'era una pioggia, una precisa, che lì sotto non cadeva. mai.
Così ho iniziato a camminare sotto i cornicioni, in città, per non bagnarmi, inutilmente.
Così ho iniziato a camminare sotto i cornicioni, in campagna, perché pioveva dentro, a ragione.
Ha piovuto tanto che ho iniziato a cercare cornicioni ovunque.
Credo d'averlo costruito persino, un cornicione, dentro di me.

Poco sopra, alle finestre, ho affacciato i miei umori pazienti.
Sanno aspettare che smetta di piovere, ovunque.



[Avere ciò che basta, Londra 2013]

giovedì, agosto 15, 2013

Le cose che sai.

A quest'ora mi sveglio. È più di un anno che accade. Mi sveglio come una preda, nella tana, quando arriva la luce, controlla d'essere ancora al riparo. 

A quest'ora mi sveglio. Mi sveglio e mi rannicchio da qualche parte come se dovessi prendere la forma di un guscio.
A quest'ora mi sveglio. Riconosco cosa è familiare e cosa no. Mi sveglio e ho addosso gli animi della notte, con i loro affanni e desideri.
A quest'ora mi sveglio e cerco qualcuno, qualcosa, da cui fuggire, scappare pur di sentirmi al sicuro. 

E sarà sempre così, finché non deciderò di mettermi al sicuro dalla paura di non esserlo.

martedì, agosto 06, 2013

Quello che è triste, via.

Punto e Virgola. Il tarlo. La stanza 14. Elena, Biagio, i dolori. Il rigurgito al risveglio, i messaggi scoperti all'improvviso. Le bugie, le paure, i tacchi dietro la porta, il profumo in casa. Il pronto soccorso, le eclissi mancate, le feste mancate. La tortora, le parole sbagliate, l'indomani, quello che non andava detto, in bici di notte, le suonerie che non suonano, i baci non dati, il numero 7, i giuramenti finti, le promesse non mantenute, gli sguardi altrove, le prostitute, le sfide. Il Nonno, la nausea, le scritte sui muri. Gli aeroplanini di carta, i viaggi in Polonia, il 14 Giugno, le farfalle e la neve. La cheesecake, il divano, l'addio al celibato, il tempo sprecato, la porta d'ingresso. I biglietti aerei, le chiavi di casa, i vuoti. La paura di morire, Capodanno. Le bugie.

Se li scrivi tutti, li accartocci e li getti, puoi andare via. 
Posso andare adesso?
Puoi andare. 




I risvolti dei pantaloni:

iniziai a capire quanto stringente fosse twitter, quando tentai di spremere il pc dentro la soda.