martedì, febbraio 28, 2012

Le storie di me che tesso per me | Il punto d'equilibrio assoluto

La questione è semplice, devi trovare le tue coordinate. Il punto d'incrocio, quello esatto. Fa nulla se cadi in pieno oceano, l'importante è che tu lo conosca. È una via di mezzo, letteralmente. Il vero e il falso. Ed è relativo. Se sei o bianco o nero, sarai il grigio, se sei o terra o acqua, sarà il fango, se sei giallo o blu, sarai il verde. Tu lo trovi e...
Io lo trovo e...?
...e sai dove trovarti.
Io lo trovo così so dove trovarmi, dici.
Sì, qualcosa del genere, dico.
E se io volessi essere solo il bianco? o solo il vero? o solo acqua? o solo il blu?
...
...non funziona.
Se tu volessi essere solo il bianco o solo il vero o solo acqua o solo il blu, avresti un bel da fare a trovare ciò che manca. e saresti sempre insoddisfatto.
...
...funziona.
No, non funziona. E sono insoddisfatto lo stesso.
Non ho detto che un punto d'incrocio dev'essere soddisfacente.
Ah, no?
Tu, intanto, trova le coordinate, poi, come ad un bivio, imbocca una strada.
E che senso ha? Se ne imbocco una non c'è più l'incrocio.
...ecco, no. Credo funzioni così: tu trova le coordinate, il tuo punto d'equilibrio assoluto, poi scegli una via. Ti accorgerai ad un certo punto se è quella giusta e se lo è prosegui avanti senza fermarti. Ma se non lo è, volta le spalle e senza vagare sperduto, ricorda le tue coordinate e torna subito indietro.
È un'idiozia. Non è un equilibrio questo, se lo ritrovo solo quando lo perdo.
È equilibrio proprio perché lo ritrovi appena lo perdi. Ed in bilico non si può stare a lungo. Trova le tue coordinate e quando avrai accettato che è in te il bianco e il nero, terra ed acqua, vero e falso... non accontentarti del grigio, né del fango, né dell'incertezza o solo del verde. Scegline una. Scegli una via.
E poi?
E poi capirai se è quella giusta, quando, lontano dal tuo punto d'equilibrio assoluto, non ti sentirai insoddisfatto. né instabile. né perduto.





mercoledì, febbraio 22, 2012

Siamo tempo perso

Dieci minuti per il mercurio, cinque minuti per la bustina, tre minuti e mezzo per Abbiategrasso, cinque ore e quattro minuti per la mattina, sette minuti di buffering, diciotto giorni ai ventinove, dodici secondi per il resto, quattro mesi per il caldo.

Di quelle attese che nemmeno ci pensi contro quelle che si serrano ai secondi. Appiccicose.
Io ho solo una strana fretta. Una fretta calma e paziente.
Ho bisogno di qualcosa, so bene cosa ma non so bene quando l'avrò.
Quindi poso i miei minuti, le mie ore, i miei giorni, dentro piccoli soldatini in plastica.
Non fanno guerra né al mio passato, né al presente, men che meno al mio futuro.
Li uso come diversivi.

Per dedicarmi al come, più che al quando.




domenica, febbraio 19, 2012

lunedì, febbraio 13, 2012

Che il mondo andrebbe diviso tra... parte seconda.

e per inciso, bevo dalla bottiglia anche lo sciroppo per la tosse.

...che se un dio c'è prima o poi me lo dovrà spiegare perché mai adesso anche sta rottura di c@*#% dell'influenza!




mercoledì, febbraio 08, 2012

Altrimenti mi sa di tappo.


Che il mondo andrebbe diviso tra...

quelli che bevono il collutorio dalla bottiglia e quelli che lo bevono dal tappo.


io, manco a dirlo, bevo dalla bottiglia.


giovedì, febbraio 02, 2012

Quando Brezsny m'interroga...







Pesci 19 febbraio – 20 marzo
Dopo la morte di Amy Wine­house, l’attore Russell Brand ha chiesto al pubblico e ai mezzi d’informazione di evitare commenti negativi sulla sua battaglia contro la droga. La dipendenza non è una posa romantica né un vizio che le persone non abbandonano per pigrizia, ha detto. È una malattia. Prendereste in giro uno schizofrenico per la sua “stupida” propensione a sentire voci inesistenti? Sono convinto che tutti noi abbiamo almeno una dipendenza, anche se non è devastante come quella dall’alcol e dalla droga. Qual è la tua Pesci? La pornografia? I dolci? Internet? I rapporti sbagliati? La prossima settimana sarà il momento ideale per cercare qualcuno che ti aiuti a guarire.


...a me stavolta non viene in mente nessun'immagine, solo un po' da pensare.

LEGGETEVI IL VOSTRO E FATEVI VENIRE IN MENTE LA VOSTRA, ALMENO VOI.

martedì, gennaio 31, 2012

il criceto

Ecco, io so che a mio tempo ho tanto rotto con la storia del criceto obeso... che non era, la mia, una questione di rotelle, quanto di ruotina appesa al chiodo, dicevo... ma, volevo dirvi che, finalmente, siamo arrivati al punto.
E quindi, che fosse un tentativo d'evasione o un "appoggia culo per criceto stanco", poco importa perché adesso, oggi, gli hanno finalmente aperto un varco e lui, miei cari, popcorn alla mano, avrà sicuramente urlato qualcosa tipo... "spegnete la luce!"
con buona pace d'ogni speranza di metterlo in forma.




e abbiate pazienza se questo è un post programmato, che io programmaticamente in genere detesto, al momento sono (sarò) troppo occupata a convincerlo a salir di nuovo sulla ruotina... perché non demordo.


venerdì, gennaio 27, 2012

Post-it

e delle parole che ho pensato e non ho detto, dei pensieri che ho fatto e ho ignorato, delle scelte che desideravo e non ho scelto, io, come delle cose che non uso, non me ne faccio nulla.

giovedì, gennaio 26, 2012

Risvegli continui e prima del sonno.

E resto sveglia, come e sempre a trascinare un trenino in legno attaccato a un filo, il giorno.
E sono qui, come un anno fa e due anni fa, mi appunto al mondo.
E cerco ancora e sempre, una quiete che non sia fatta di parole e permanga salda anche oltre il silenzio e il buio.

E se tutte le monetine che ho gettato in mare o nelle fontane hanno affondato un desiderio, io ho continuato a cercarlo, sbagliando, in fondo alla notte.

La prossima la tengo in tasca. O la uso per disegnarci il sole.




martedì, gennaio 24, 2012

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cit.

Il punto è che oggi m'è tornata in mente Francesca Fiocco.

Avevo cinque anni e Francesca Fiocco era la mia amica del cuore. Mi sarei tagliata un braccio, una mano, una gamba, qualunque cosa per lei.
Noi, eravamo le Amiche, con la A maiuscola.
Un pomeriggio d'estate per consacrare la nostra amicizia decidemmo persino di unirci in un patto di sangue. Al momento di tagliare, guardandoci negli occhi, all'unisono ci fu chiaro che uno sputo era più che sufficiente, e via con la stretta di mano.
Noi ci capivamo.
Francesca Fiocco mi ha insegnato a ballare e vola con quanto fiato hai in gola  su Ti amo di Umberto Tozzi. Era la nostra performance migliore. Il risultato era qualcosa di sorprendente, garantisco, perché al momento del "apri la porta a un guerriero di carta igienica" c'era la piroetta con movimento di polso affarfalla, che lasciava tutti senza parole. Dopo vent'anni vi assicuro che Mourinho e Mara Maionchi restano dei pivelli al confronto.
Lei era la sorella che avrei sempre voluto. Dividevamo le merende, i compiti, il banco, i fermagli, i vestiti, tutto, eccetto i gusti in fatto d'abiti di carnevale.
Francesca Fiocco sapeva come arrampicarsi in alto per prendere di nascosto il contenitore dei biscotti. Francesca Fiocco non aveva segreti per me ed io per lei.
Eravamo una cosa sola.

E dunque oggi, dopo ventiquattro anni, sull'onda dei ricordi mi sono messa in testa di cercarla.
Ho aperto Google, ho digitato Francesca Fiocco nel campo di ricerca, ho scorso le prime tre pagine di risultati senza trovare nulla e a quel punto, sconfortata, mi è stato chiaro che è un'impresa impossibile.

Allo stato attuale dei fatti non ho idea di che fine abbia fatto Francesca Fiocco, forse non la troverò mai, forse non esiste o forse è stata per sempre fagocitata dentro quell'enorme vestito da Gabibbo rosso che era veramente, ma veramente, di pessimo gusto.







Nota dell'autrice
C'erano delle velleità sociologiche alla base di questo post, ma mi rendo conto da sola che il guerriero di carta igienica è ben più immaginifico di qualsiasi cosa io possa scrivere per stimolare i vostri pensieri. E me ne son fatta una ragione sin da subito.
Andate in pace.

venerdì, gennaio 20, 2012

Nannou, Aphex Twin


piccola e trasparente s'aggrapperà alla mia come un amo alla bocca d'un pesce o l'acqua al cotone.

e sarai la mia confusione ed io la tua. perché non saprò disegnarti esattamente il limite mentre tu ne cercherai il contorno con affanno.
e farò delle mie curve i tuoi confini. più lievi al ventre, difesi al petto e coraggiosi in braccio, mentre tu ti sporgerai sempre più oltre finché non potrò che scoprirne di nuovi, seguendoti con il mio sguardo.
e diluirò le tue incertezze tra le mie certezze, perché vorrai che io non abbia mai paura... per non averne.

non sarò abbastanza crudele da spiegargli che mille altre volte s'aggrapperà alla mano di qualcuno, sperduto, o cercherà i contorni senza trovarli. non saprò togliergli l'unica paura che lascerà vincere su ogni altra.

e sarà tutto molto più semplice quando finalmente ti vedrò e sarai una creatura oltre il mio confine, oltre la mia immaginazione, e di certo migliore di ogni mia fantasia.



Nannou 2, Aphex Twin

lunedì, gennaio 16, 2012

Post-it


non mi sono mai piaciute le gelatine verdi.
l'ho deciso non so quando, non so perché e forse senza nemmeno assaggiarle.
oggi ne ho mangiata una per errore.
sono molto buone. 
e sono rimaste per ultime, tutte al fondo.