martedì, luglio 12, 2011
D'aggrapparsi è il tentativo
sale come s'arrampica la vite
al piede, alla caviglia
senz'appiglio
Un continuo ripetersi ogni notte
un intimo appuntamento
un lustro
cui manca qualcuno
Soliloqui con lo sguardo
Sfinge attenta
custode di risposte
la cui domanda è cieca e saggia
Il carbone s'è rifatto fuoco
e d'acqua muore
S'è alimentato questo tempo
nutrendosi come falco
Non si chiude
la spirale
in cui m'avviluppavo
e vira.
lunedì, luglio 11, 2011
Scherza coi santi, ma lascia in pace i fanti! | ROGER qui abbiamo seri problemi di comunicazione.
Egr.i Sant.mi Santi,
allora, non ci siamo capiti,
io avevo chiesto il guscio, non il PULCINO!
Si chiama Gigi Finizio.
P.s. e se qualcuna delle donne in lettura mi commenta con robe tipo "ma che tenero" "che dolce" "che carino", la disintegro! È solo un piccolo mostro famelico e rompiscatole!
Piante da compagnia
domenica, luglio 10, 2011
Prendersi cura delle persone importanti.Aprile 2011
Venerdì 8 Luglio 2011
Ti lascerò correre e sporcarti, sbagliare e piangere
per lasciarti scoprire il tuo equilibrio.
Imparerò a prendermi cura di te,
proteggendoti anche dalle mie paure.
Way-out
Che un amico di un amico in birreria ti confessa che 15 anni fa a scuola ("eravamo al liceo insieme?!") era innamorato di te ma era troppo timido per ammetterlo, son soddisfazioni.
E una bella dose di imbarazzo.
venerdì, luglio 08, 2011
Ale²
Credo di aver capito che c'è una quantità concessa di compromessi con se stessi... se la superi non sei più tu. Io credo di aver superato la mia soglia di compromessi consentiti.
Se ti accorgi di non aver saputo sostenere il peso sulle spalle o d'aver accettato compromessi più bassi della tua statura, fino a non saper star più dritta e crollare in ginocchio in preghiera, non t'angustiare se non credi in dio.
Inventati qualcosa da raccogliere.
C'era una causa e una conseguenza, la noia.
Aveva inventato un modo impeccabile per non distrarsi, contava le parole. Col tempo era diventato velocissimo, non ne sbagliava una ...quarantaduequarantatrequarantaquattroquarantacinque... e così non perdeva il filo. Nessuno se ne accorgeva del resto, continuavano a parlare ininterrotti, riprendendo a ruota non appena lui rispondeva a una domanda o concludeva il suo discorso.
Si annoiava a morte. Per molto tempo aveva tentato di evitare le lunghe conversazioni, si era tenuto alla larga dai vagoni del treno, dalle rimpatriate tra vecchi colleghi, dalle riunioni di famiglia e soprattutto dagli incontri vis à vis con amici post-divorzio, senza lavoro, innamorati, alle prese con progetti e iniziative culturali, ubriachi, traditi, malati, al rientro da lunghi viaggi (con foto), depressi, licenziati, appena sposati. Aveva un taccuino su cui appuntava le scuse più esilaranti o riutilizzabili per declinare inviti o rimandare gli appuntamenti. Quando capitava di non potersi sottrarre alla conversazione o rimandare un incontro, apparecchiava l'animo e iniziava a contare ...quarantaseiquarantasettequarantottoquarantanove... era l'unico modo per resistere e arrivare sino alla fine.
Una volta, ad un primo appuntamento, una donna lo guardò fisso e gli disse: "Tu non mi stai ascoltando. Tu stai contando le mie parole, quante sono?". Fu stregato, se ne innamorò all'istante non fosse che lei alla milleottocentocinquesima parola, lo mollò su due piedi senza aggiungere altro.
Dopo molte riflessioni, finalmente iniziò a rendersi conto che la gente intorno parlava indistintamente con chiunque, che quel gran fiume di parole che lui immaginava uscire traboccante da ogni suo interlocutore non si sarebbe mai prosciugato ed era più che altro una sorgente eterna, inarrestabile. Capì che non c'era speranza d'incontrare qualcuno che sapesse godere di un sano, insignificante, inappetente e inoppugnabile silenzio. Stremandosi di noia accettò che la gente, tra i molti vizi, ha quello del parlare utilizzando una marea di parole inutili, in mezzo a frasi inutili, spesso su argomenti inutili.
Così si rassegnò, smise di contare seppur rimase sempre quantomai inorridito dal numero intollerabile di viziosi in giro.
Quando Brezsny m'interroga...
Pesci 19 febbraio – 20 marzo
Nel suo sito reuniting.info, Marnia Robinson rivela una scoperta che ha fatto e che potrebbe esserti utile. Mentre girovagava per una fiera di paese, ha conosciuto un addestratore di animali che teneva tranquillamente in braccio un alligatore. Gli ha chiesto come mai la creatura fosse così ben educata. “L’accarezzo tutti i giorni”, ha risposto lui. “Se non lo facessi, tornerebbe subito a inselvatichirsi”. Applica questa lezione a te stesso. Regala quotidianamente un po’ di tenerezza e di carezze alle influenze selvagge, indomite e primitive della tua vita, comprese quelle che sono dentro di te.
Oggi è già la seconda volta che mi sento dire che devo volermi bene. Che a me questa cosa del volermi bene fa un po' impressione, io ero rimasta che a volerti bene dovevano essere gli altri... e a farmi le carezze da sola non mi ci vedo proprio. Non è che questo individualismo dilagante sta rovesciando tutto?
Mi sento molto rinascimentale se penso di dovermi volere bene.
giovedì, luglio 07, 2011
La Posta del Pancreas®
Cara Donna Letizia, chi ti scrive non è la classica ragazzina in cerca di amore ma una zitella di lungo corso ormai giunta alla soglia dei 50 anni anche se portati benissimo. Tutti i miei amici, gatti, dicono che sono una bella donna, spiritosa avvenente ma non sono ancora riuscita a trovare l’amore della mia vita. Eppure mi lavo tutti i giorni, mi depilo con cura le gambe se non porto le calze contenitive, mi faccio i baffetti e le sopracciglia, anche se devo dire che spesso non riesco a farne una uguale all’altra, anzi nemmeno simile, ma si sa la perfezione non esiste. Cambio spesso deodorante, sono attenta all’ambiente e separo con cura l’immondizia per tipo e per colore. Ascolto Berio quasi tutto il giorno e leggo i libri di Susanna Tammaro e Margaret Mazzantini … cosa c’è in me che non va? Perché non riesco a trovare uno straccio di uomo decente? Eppure sono una donna affermata nel mio campo (sono estetista presso La Fiamma Eterna agenzia di onoranze funebri). Sono così devota al lavoro che spesso continuo a farlo anche la sera a casa mia, così per rilassarmi. So cucinare di tutto e non butto mai via le cose meravigliose che la natura ci riserva, comprese le larve. Lavo con la cenere, stiro e ammiro. Desidero tanto un compagno, questa solitudine mi rende una donna incompleta. Insomma cani e porci trovano l’anima gemella, ti prego dimmi come devo fare, sappi che seguirò fedelmente i tuoi consigli. Intanto per allenarmi alla vita coniugale ho prelevato un tipo dall’agenzia e fino a che i parenti non lo reclamano me lo tengo nel letto la notte e sul divano davanti alla tv per il resto del giorno un po’ come fanno tutti gli uomini del mondo. Attendo con ansia e trepidazione la tua illuminante risposta.Tua fedele lettrice Agata Inapp
mercoledì, luglio 06, 2011
Post-it: camminando in città
E tutta questa gente che non si accorge che non sono i soldi a rendere nobili ma la cultura.
Io nemmeno un po'.
Che il mondo andrebbe diviso tra...
P.s. Stavo quasi per dimenticare questa categoria cui ero affezionatissima!
Come non detto.
Oggi ho ricevuto una telefonata inattesa. Qualcuno ha preso il telefono e mi ha chiamato per redarguirmi. Mi è stata fatta una ramanzina e approposito di nodi, mi è stato ricordato che qui non si stanno a pettinare le bambole, anzi! Si è discusso del perché preferisca chiudere per un po' i battenti e con non troppi sforzi mi sono lasciata convincere a non farlo. A dispetto di tanti buoni motivi per non scrivere, c'è un motivo più importante per cui vale la pena farlo, ma non posso dirvelo o poi dovrei uccidervi tutti.
Quindi, fuffa, và.
Questa ↓ parte del post è riservata, privata, tappatevi gli occhi, senza sbirciare tra i diti.
Grazie a chi mi ha chiamato... per il pensiero e perché è stato un po' come essere acchiappata al volo, ricordandomi cosa è per me questo blog... un gran divertimento e una passione.
...spioni.


