martedì, luglio 12, 2011



D'aggrapparsi è il tentativo
sale come s'arrampica la vite
al piede, alla caviglia
senz'appiglio
Un continuo ripetersi ogni notte
un intimo appuntamento
un lustro
cui manca qualcuno
Soliloqui con lo sguardo
Sfinge attenta
custode di risposte
la cui domanda è cieca e saggia
Il carbone s'è rifatto fuoco
e d'acqua muore
S'è alimentato questo tempo
nutrendosi come falco
Non si chiude
la spirale
in cui m'avviluppavo
e vira.


lunedì, luglio 11, 2011

Scherza coi santi, ma lascia in pace i fanti! | ROGER qui abbiamo seri problemi di comunicazione.

Egr.i Sant.mi Santi,

allora, non ci siamo capiti,
io avevo chiesto il guscio, non il PULCINO!




Ho colto il segnale, va bene!
Oggi mi sono messa d'impegno e l'ho pure battezzato.
Si chiama Gigi Finizio. 



E capiamoci... a me era già bastato quello di due anni fa, di segno. Se avete intenzione di continuare, almeno la prossima volta potreste mandarmene uno che non si sveglia ogni quattro ore per mangiare?!?!?! 
Ma porc#@!%"&!




P.s. e se qualcuna delle donne in lettura mi commenta con robe tipo "ma che tenero" "che dolce" "che carino", la disintegro! È solo un piccolo mostro famelico e rompiscatole!

Piante da compagnia


The main theme to 一个都不能少 (Not One Less) By San Biao

Se non l'hai mai visto non puoi crederci. Pioggia nera sulle mani, tra i capelli, sulle foglie, ovunque in strada. Una pioggia asciutta che si sgrana tra le dita. In un attimo era tutto sommerso, non c'era un angolo di cielo che non fosse ambrato e polveroso. Ovunque.
Poi... la vedi.
Mentre tutti corrono a ripararsi e le finestre si chiudono veloci, Lei arriva. Con il suo passo lento e dolce, trascina il suo carrellino e ti sorride. Lei, sorride, allegra. E allora ti chiedi perché non abbia messo un fazzoletto sulla testa o non abbia portato con sé il suo ombrello, e ti sembra incredibile vederla sorridere sotto la pioggia nera.
Finché, guardando meglio, capisci che Lei l'aspettava da mesi. Trascinando la sua pianta di fagiolo Lei sorride, perché è quello il giorno giusto, il giorno in cui felice porta in giro il suo Fagiolo, sotto la cenere.


domenica, luglio 10, 2011

Aprile 2011
Prendersi cura delle persone importanti.

Goran Bregovic & Bijelo Dugme, Uspavanka Za Radmilu M.

Venerdì 8 Luglio 2011
Cercherò nei tuoi occhi gli occhi di tuo padre
e m'innamorerò di te due volte.
Alleggerirò la mia mano, perché la tua stringendo il mio dito
ti sembri forte e sicura.
Ti racconterò di navi, pirati, streghe e draghi
così che le brutture un giorno ti sappiano di magia.
Assaggerò con te ogni nuovo sapore,
perché la tua curiosità non ti spaventi.
Avrò il sonno leggero perché basti un tuo sussurro a proteggerti.
Farò delle curve del mio corpo il tuo gioco
così che la prima caduta ti sia morbida.
E il mio respiro sarà lieve perché nessun mio timore
possa toglierti fiato.
Ti lascerò correre e sporcarti, sbagliare e piangere
per lasciarti scoprire il tuo equilibrio.

Imparerò a prendermi cura di te,
proteggendoti anche dalle mie paure.




Way-out

Che un amico di un amico in birreria ti confessa che 15 anni fa a scuola ("eravamo al liceo insieme?!") era innamorato di te ma era troppo timido per ammetterlo, son soddisfazioni.
E una bella dose di imbarazzo.

venerdì, luglio 08, 2011

Ale²

Credo di aver capito che c'è una quantità concessa di compromessi con se stessi... se la superi non sei più tu. Io credo di aver superato la mia soglia di compromessi consentiti.

Se ti accorgi di non aver saputo sostenere il peso sulle spalle o d'aver accettato compromessi più bassi della tua statura, fino a non saper star più dritta e crollare in ginocchio in preghiera, non t'angustiare se non credi in dio.
Inventati qualcosa da raccogliere.

C'era una causa e una conseguenza, la noia.

Aveva inventato un modo impeccabile per non distrarsi, contava le parole. Col tempo era diventato velocissimo, non ne sbagliava una ...quarantaduequarantatrequarantaquattroquarantacinque... e così non perdeva il filo. Nessuno se ne accorgeva del resto, continuavano a parlare ininterrotti, riprendendo a ruota non appena lui rispondeva a una domanda o concludeva il suo discorso.
Si annoiava a morte. Per molto tempo aveva tentato di evitare le lunghe conversazioni, si era tenuto alla larga dai vagoni del treno, dalle rimpatriate tra vecchi colleghi, dalle riunioni di famiglia e soprattutto dagli incontri vis à vis con amici post-divorzio, senza lavoro, innamorati, alle prese con progetti e iniziative culturali, ubriachi, traditi, malati, al rientro da lunghi viaggi (con foto), depressi, licenziati, appena sposati. Aveva un taccuino su cui appuntava le scuse più esilaranti o riutilizzabili per declinare inviti o rimandare gli appuntamenti. Quando capitava di non potersi sottrarre alla conversazione o rimandare un incontro, apparecchiava l'animo e iniziava a contare ...quarantaseiquarantasettequarantottoquarantanove... era l'unico modo per resistere e arrivare sino alla fine.
Una volta, ad un primo appuntamento, una donna lo guardò fisso e gli disse: "Tu non mi stai ascoltando. Tu stai contando le mie parole, quante sono?". Fu stregato, se ne innamorò all'istante non fosse che lei alla milleottocentocinquesima parola, lo mollò su due piedi senza aggiungere altro.
Dopo molte riflessioni, finalmente iniziò a rendersi conto che la gente intorno parlava indistintamente con chiunque, che quel gran fiume di parole che lui immaginava uscire traboccante da ogni suo interlocutore non si sarebbe mai prosciugato ed era più che altro una sorgente eterna, inarrestabile. Capì che non c'era speranza d'incontrare qualcuno che sapesse godere di un sano, insignificante, inappetente e inoppugnabile silenzio. Stremandosi di noia accettò che la gente, tra i molti vizi, ha quello del parlare utilizzando una marea di parole inutili, in mezzo a frasi inutili, spesso su argomenti inutili.
Così si rassegnò, smise di contare seppur rimase sempre quantomai inorridito dal numero intollerabile di viziosi in giro.



 Foto di Elspeth Diederix

Quando Brezsny m'interroga...





Pesci 19 febbraio – 20 marzo

Nel suo sito reuniting.info, Marnia Robinson rivela una scoperta che ha fatto e che potrebbe esserti utile. Mentre girovagava per una fiera di paese, ha conosciuto un addestratore di animali che teneva tranquillamente in braccio un alligatore. Gli ha chiesto come mai la creatura fosse così ben educata. “L’accarezzo tutti i giorni”, ha risposto lui. “Se non lo facessi, tornerebbe subito a inselvatichirsi”. Applica questa lezione a te stesso. Regala quotidianamente un po’ di tenerezza e di carezze alle influenze selvagge, indomite e primitive della tua vita, comprese quelle che sono dentro di te.

Oggi è già la seconda volta che mi sento dire che devo volermi bene. Che a me questa cosa del volermi bene fa un po' impressione, io ero rimasta che a volerti bene dovevano essere gli altri... e a farmi le carezze da sola non mi ci vedo proprio. Non è che questo individualismo dilagante sta rovesciando tutto?
Mi sento molto rinascimentale se penso di dovermi volere bene.


giovedì, luglio 07, 2011

La Posta del Pancreas®



Cara Donna Letizia, chi ti scrive non è la classica ragazzina in cerca di amore ma una zitella di lungo corso ormai giunta alla soglia dei 50 anni anche se portati benissimo. Tutti i miei amici, gatti, dicono che sono una bella donna, spiritosa avvenente ma non sono ancora riuscita a trovare l’amore della mia vita. Eppure mi lavo tutti i giorni, mi depilo con cura le gambe se non porto le calze contenitive, mi faccio i baffetti e le sopracciglia, anche se devo dire che spesso non riesco a farne una uguale all’altra, anzi nemmeno simile, ma si sa la perfezione non esiste. Cambio spesso deodorante, sono attenta all’ambiente e separo con cura l’immondizia per tipo e per colore. Ascolto Berio quasi tutto il giorno e leggo i libri di Susanna Tammaro e Margaret Mazzantini … cosa c’è in me che non va? Perché non riesco a trovare uno straccio di uomo decente? Eppure sono una donna affermata nel mio campo (sono estetista presso La Fiamma Eterna agenzia di onoranze funebri). Sono così devota al lavoro che spesso continuo a farlo anche la sera a casa mia, così per rilassarmi. So cucinare di tutto e non butto mai via le cose meravigliose che la natura ci riserva, comprese le larve. Lavo con la cenere, stiro e ammiro. Desidero tanto un compagno, questa solitudine mi rende una donna incompleta. Insomma cani e porci trovano l’anima gemella, ti prego dimmi come devo fare, sappi che seguirò fedelmente i tuoi consigli. Intanto per allenarmi alla vita coniugale ho prelevato un tipo dall’agenzia e fino a che i parenti non lo reclamano me lo tengo nel letto la notte e sul divano davanti alla tv per il resto del giorno un po’ come fanno tutti gli uomini del mondo. Attendo con ansia e trepidazione la tua illuminante risposta.
Tua fedele lettrice Agata Inapp

Cara Agata Inapp,

la tua lettera è un ottimo spunto e ti ringrazio. Molte delle mie lettrici più mature cercano ancora l'anima gemella eppure non osano chiedere consiglio, non pretendono per se stesse il meglio e non si danno da fare. Tu, invece, che cerchi e attendi fiera, che ti depili con puntualità e poca precisione, lavi, stiri e ammiri, sei un faro acceso per tutte loro. 
Gli uomini mia cara, vanno presi con cura. Bisogna star attente ai piccoli dettagli, non bisogna mai essere troppo servizievoli o troppo intransigenti, bisogna saper dosare dolcezza e intelligenza, mai mortificarli o palesargli le loro quantomai evidenti incapacità.
La tua idea di allenarti alla vita coniugale mi sembra ottima ed anzi, consiglierei ad ogni donna di far pratica prima del lieto congiungersi. Mie care lettrici, prendete dunque esempio, trovate un cane abbandonato in superstrada, un criceto in calore o con i punti della coop continuate a chiamare ossessivamente l'idraulico convenzionato, mettetevi all'opera. Sono certa del resto che quanto a punti state tutte messe bene e che da brave donne saprete lamentarvi di volta in volta per qualcosa di nuovo, fino ad una perfetta messa a punto della caldaia e alla fatidica risposta "sei una rompicoglioni", che gli uomini, come scoprirete, tanto amano. Quello sarà il giorno in cui sarete pronte.
Ad una certa età non si può più andare a tentoni, la ricerca dell'anima gemella è una ricerca che si deve quindi riassumere nelle 4P: Perseveranza, Precisione, Perfezionismo e Pruderie. Bisogna essere perseveranti a fronte dei primi no, precise nella scelta, perfezioniste quando lui vi metterà alla prova e castigate nel proporvi ed omaggiarlo.
Punta al baretto sotto casa, cara Agata Inapp. Scarta subito gli avventori di passaggio, ad occhio screma per età e pappagorgia, non ti lasciar tentare dal giovane comunista trasandato, un giorno finirebbe anche lui per urlarti appena sveglio, seduto sul letto "Porco demonio, dove sono i miei calzini??!" senza aver ancora aperto il cassetto. Scegli con cura il tuo uomo, controlla bene che il dettaglio unico e fondamentale manchi, e se tutto è in ordine, puntalo.
La donna deve saper interpretare i gusti di un uomo senza per questo assecondarlo sempre. Studia il tuo uomo, mia cara. Inizia a frequentare anche tu il baretto. Scegli un look appropriato, ordina la sua stessa bevanda, resta in disparte ma attenta al suo sguardo, se ti guarda controlla di aver spazzolato bene i peli del gatto o con un gesto elegante tira su la calza contenitiva. Lascia il baretto nel momento in cui lui sta tenendo banco davanti agli amici, si chiederà perché e saprà che deve far di meglio per attirare la tua attenzione, ricordati di pagare prima d'uscire e resisti alla tentazione di pulire le briciole sul tuo tavolo, noterà la trasgressione. Guarda l'ora, così da rientrare in casa prima che faccia buio e soprattutto prima che lui lasci il baretto, quando immaginerà una vita con te saprà che tu gli farai trovare la cena pronta e il telecomando accanto al divano. Ricordati di fermarti un attimo prima d'andare e ammiccante togliti tra i denti il pezzo di prezzemolo del rognone trifolato che hai ordinato, capirà che sei una donna attenta ai dettagli.
Vedrai di giorno in giorno i progressi e con fiducia perservera, sii precisa, perfezionista e mostra la tua pruderie, lui apprezzerà e saprà che sei una donna a modo.
Tuttavia sappi anche incassare una sconfitta, potresti scoprire nei mesi estivi che sul villoso petto ostenta una raffinata catena d'oro cui è appeso l'odioso dettaglio o ancor peggio renderti conto che è un uomo difficile e diffidente come molti. In questo caso, mia cara Agata, punta al corollario.
La quinta P.
Vestiti da gran Porca e quando tiene banco, ridi come un'oca giuliva.
Ad alcuni uomini basta poco per sentirsi Maschi.

Con affetto, Donna Letizia.
 
 

  La Posta del Pancreas® è una nuova categoria di post in collaborazione con Sabrina Ancarola
 

mercoledì, luglio 06, 2011

Post-it: camminando in città

E tutta questa gente che non si accorge che non sono i soldi a rendere nobili ma la cultura.


Io nemmeno un po'.

Che il mondo andrebbe diviso tra...

quelli che usano espressioni come se mi fanno un torto io divento vendicativo al massimo! e tutti gli altri. 


e tra gli altri direi che si può annoverare chi perdona e dimentica, chi perdona ma non dimentica e chi nemmeno s'accorge d'averlo subito, il torto.







P.s. Stavo quasi per dimenticare questa categoria cui ero affezionatissima!

Come non detto.

Oggi ho ricevuto una telefonata inattesa. Qualcuno ha preso il telefono e mi ha chiamato per redarguirmi. Mi è stata fatta una ramanzina e approposito di nodi, mi è stato ricordato che qui non si stanno a pettinare le bambole, anzi! Si è discusso del perché preferisca chiudere per un po' i battenti e con non troppi sforzi mi sono lasciata convincere a non farlo. A dispetto di tanti buoni motivi per non scrivere, c'è un motivo più importante per cui vale la pena farlo, ma non posso dirvelo o poi dovrei uccidervi tutti.
Quindi, fuffa, và.

Questa ↓ parte del post è riservata, privata, tappatevi gli occhi, senza sbirciare tra i diti.

Grazie a chi mi ha chiamato... per il pensiero e perché è stato un po' come essere acchiappata al volo, ricordandomi cosa è per me questo blog... un gran divertimento e una passione.

...spioni.