martedì, novembre 16, 2010
lunedì, novembre 15, 2010
'Tis first a Cobweb on the Soul
Ruin is formal - Devils work
Sgretolarsi non è Atto di un istante
Una pausa fondamentale
I processi di Disgregazione
Sono Decadimenti organizzati -
È prima una Ragnatela nell'Anima
Una Cuticola di Polvere
Un Tarlo nell'Asse
Una Ruggine Primordiale -
La Rovina è metodica - i Diavoli lavorano
Costanti e lenti -
Nessuno, si perde in un istante
Scivolare - è la legge del Crollo -
Emily Dickinson
sabato, novembre 13, 2010
Qualcosa di confortante
Le piccole cose hanno rotto. Non esistono cose piccole e cose grandi. Le cose grandi sono un elefante, una locomotiva, un castello. Le cose piccole possono solo che essere moscerini, granelli di sabbia, briciole di pane. E non è che valgono meno.
Ci si può riempire una vita a secchiate, di piccole cose. quindi ho deciso di sparpagliarle qui e lì, le mie, piuttosto che chiamarle così. E stasera chiaccherando, mi sono accorta che alcune stanno benissimo dentro la varietà cose confortanti.
E' confortante un uovo alla coque, una tazza di latte e orzo, il vin brulé, è certamente confortante una borsa dell'acqua calda, un plaid, una sciarpa, tenere un fazzoletto dentro il pugno, o un brodo caldo.
Le cose confortanti non lo sono solo perché calde, è confortante anche il riso al latte o l'odore della lavanda.
un carillon, sollevare un caleidoscopio e guardarci dentro. guardare un post-it scritto chissà quando, mettere l'acqua al tuo ciclamino o veder crescere una piantina d'edera.
E' confortante accorgersi che qualcuno ha riposto qualcosa così come piace a te, o riguardare il mio film d'amore preferito ancora una volta. E' confortante mettere i pantaloni del pigiama e il profumo dei narcisi.
Le piccole cose, o quelle confortanti, come le mie, non valgono di meno. Sono preziose.
giovedì, novembre 11, 2010
Re-edit
Ha i capelli blu
e labbra viola
come l'orizzonte del cielo e del mare.
Ha la pelle scura come la roccia
e sulle punte delle dita diamanti d'acqua.
Ha perle negli occhi
e smeraldi iridi
Sui fianchi scie di sale
e fili d'erba gli anelli al dito.
Caramello è la saliva
e gocce di latte le lacrime.
Il cuore pietra focaia
e i suoni nascosti
dentro conchiglie.
l'ho incontrata, finalmente.
Io l'ho vista, le ho corso dietro per un po', ma come fai a stare dietro a una così...
è già così difficile vederla, figurarsi starle dietro. Era mal vestita, non l'avrei detto, aveva capelli biondi spettinati e stinti e una tuta un po' sgualcita. E' corpulenta, avrei giurato fosse esile e bassina, invece è alta e bella grassoccia. Non ha detto una parola eccetto un borbottio spazientita al rosso del semaforo. E' dell'est. No, non te l'aspetti d'incontrarla e di sentirla borbottare qualche improperio in ucraino o rumeno, te la sei immaginata per una vita intera, piccolina, magra e con un perfetto aplomb inglese...
invece era lì, magnifica nel suo incedere deciso e fiero, ferma anche lei ad un semaforo, tanto alta che, ovviamente, le puoi stare dietro e tu sparisci...
e ha quell'odore, quell'odore che distingueresti fra milioni di profumi... quell'odore che è l'odore della gomma per le penne.
E io l'ho vista finalmente, le ho corso dietro per un po' per essere sicura di non averla ancora solo immaginata.
Era lì, anche lei ferma ad un semaforo, che strano, e aspettava. Mi sono chiesta perché mai stesse aspettando, proprio lei, ma poi ha ripreso a camminare ancora e ancora e di nuovo a cancellare ogni suo passo e tutto ciò che le era dietro.
Girando l'angolo ha cancellato anche il suo odore e tutto intorno. fino ad un millimetro da me, che avevo ancora molto da dire.
mercoledì, novembre 10, 2010
martedì, novembre 09, 2010
venerdì, novembre 05, 2010
Tra le lenzuola
Oggi ho incontrato una di quelle signore che tu non te l'aspetti che da un momento all'altro sfodereranno la fatidica domanda: "Di che segno sei?" - "Pesci, perché?". E mentre l'ascolti, la domanda, e poi timido e un pò supponente rispondi, ti investe quella sensazione incredibile d'essere stato scoperto sul fatto, d'essere lì lì sul burrone dell'autostima. Non perché una ci creda, figurarsi, ma per quel piglio deciso con cui ti chiedono e ti scrutano. E così la parte più orgogliosa, intellettual chic ti vieta assolutamente di chiedere spiegazioni più precise. Nel frattempo però ti rodi, perché in occasioni come queste sembra chiaro a tutti chi sei, cosa fai e cosa vuoi, ma nessuno te lo dice. Devi arrangiarti da te, anche se la prima cosa che ti risulta evidente, è che vorresti tanto, ma tanto, credere ad un oracolo.
lunedì, novembre 01, 2010
Tra le lenzuola
Sul mio comodino ci sono due libri, dell'acqua, dei fermagli, una crema, una piccola vite, delle medicine, degli orecchini. Spostare qualcosa, una qualunque di queste cose e metterla in ordine, vorrebbe dire riprenderla la sera dopo. E allora restano lì ed io con loro, ferma. Finché capitano giorni come oggi, in cui devi spostare un mobile, riascolti una vecchia canzone, fai qualcosa di diverso dal solito... e tutto ti sembra incredibilmente fuori posto. E quando vai a dormire, e prendi l'ultimo libro che hai comprato, che sa di nuovo, continui a fissarlo, il comodino, che è sempre lì, fermo, e quel disordine, che è ormai di tutti i giorni, ti dà un fastidio incredibile.
venerdì, ottobre 29, 2010
Di tutte le bestialità che mi vengono in mente.*
Che i lividi viola, per quanto antiestetici, rendono le gambe, le braccia, la schiena, il corpo di una donna, più affascinante. La fanno sembrare vissuta. come una smagliatura sul collant, direi.
*"Di tutte le bestialità che mi vengono in mente." è una nuova categoria di post - sono in vena di novità - perché non è che una può dire o sforzarsi di dire sempre o solo cose intelligenti!




