martedì, aprile 24, 2018

E tieni a mente le cose che sai di te.

Ci siamo rivisti dopo cinque anni, ed è stato come ricordavo, come diciassette anni fa seduti uno di fronte all'altro nella cucina di una casa silenziosa, sconosciuti, e svegli entrambi chissà perché nel cuore della notte.
Com'è sempre stato, come se fosse solo ieri, c'è qualcosa nel suo modo d'ascoltarmi che riesce a non farmi sentire indiscreta. Non esistono discorsi interrotti, sospesi, non ci sono battute sarcastiche, e se rimango in silenzio, come allora, mi guarda e mi chiede di continuare a raccontare.
Siamo sempre stati lo specchio terribile e reale l'uno dell'altro. Capaci di ascoltare e farci, tenerissimi o spietati, anche le critiche più dure.

E così, nel sentirmi dirgli cosa succede, dalle sue parole mi sono accorta d'aver dimenticato, in questi ultimi anni, alcune cose che non avrei dovuto, alcune cose che so di me.

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