martedì, dicembre 27, 2016

Io sono i miei desideri.

Qualcuno una volta mi disse che dovevo smetterla d'avere aspettative. Che le aspettative potevano rovinare tutto, la spontaneità, lo slancio, il furore, buono o cattivo che fosse. 

Ci ho riflettuto per tantissimi anni, ci ho pensato e ripensato, ho cercato di capire se fosse o meno un buon consiglio, per capirlo, alla fin fine. 
Non lo era, un buon consiglio. 
Era un parere timoroso, era disillusione, poca ambizione, incapacità di voler qualcosa davvero. Ora lo so.

Perché desiderare con passione, è faticosissimo. Non lasciarsi vincere dal pessimismo, dal cinismo, ancora di più. 

Così ora lo so, ne sono convinta davvero, che non avere aspettative è una sconfitta, non anelare a qualcosa di più, è  un'insopportabile difesa. 

Perché smetti di desiderare, d'aspettare, solo quando hai perso ogni fiducia, ogni ondata di energia. E se smetti d'avere aspettative, hai perso te stesso, alla fine di tutto. 


1 commento:

franco battaglia ha detto...

Sciocco quello che ti hanno detto, ma sciocco anche pensare di soddisfare tutti i desideri, ogni sogno che si affaccia, ogni nuova tendenza del cuore, dell'occhio, della testa, della pancia. Le aspettative sono in continua evoluzione. Un'aspettativa ha un traguardo. Ma l'Aspettativa no. Il culto dell'aspettativa non conosce fine, non può conoscerla per definizione.
La disillusione è anche modellarsi una realtà attorno, una realtà definita, con dei contorni, dei confini, dei limiti. Naturali anche. Non per forza imposti.
Sciocco quello che ti hanno detto. E sciocco anche quello che ti sto dicendo.
Ecco l'unico limite valicabile. Quello delle sciocchezze.