lunedì, giugno 27, 2016

Mi chiedo se sei un rifugio, un riparo che reinventa la mia fantasia. Mi chiedo da anni se scappo in te per fuggire da me, se mi senti quando ti cerco io, se ti conservo per timore di aver sbagliato io.

C'è un posto in me che è per te, un silenzio inquieto che appartiene a te. 

Sei oltre un'accadere di me, una folata capace di schiantare le porte oltre cui ho chiuso per sempre te. 

E se accadrà si solleveranno in volo i teli bianchi sotto cui ho nascosto me, le piccole cose, i mobili fermi. 
Inerme non mi piacerei.
Forse per questo mi sono affezionata all'incertezza.






1 commento:

franco battaglia ha detto...

Io coltivo paura. Magari fosse solo incertezza.
Sotto le lenzuola bianche a riparare i mobili dalla polvere.
E i sogni da occhi indiscreti.
C'è la paura.