mercoledì, novembre 06, 2013

Superfici

Così mi sono chinata per terra, ginocchia e palmi, la guancia al pavimento, come quando cerchi uno spillo o qualcosa di minuscolo.
Sono rimasta ferma, il respiro tutto nei polmoni.
Sembrava una cosa senza senso, lo so bene. Eppure, vedrai che alla fine sarà chiaro.
Mi sono chinata e l'ho trovato, finalmente.

Mi hai sentita? Non puoi avermi sentita.
Ero ferma controvento, immobile, in piedi, spalle alte. 
Sembrava volessi sfidare il vento e invece volevo solo attraversarlo, forte.
Ho cercato di resistere porgendo il fianco e i miei gesti più sottili.
Sono rimasta immobile, controvento e l'ho trovato, sì, l'ho trovato finalmente.

Non posso parlarti. Voglio respirare lentamente. E poco. Parlarti a parole piccole. Accorciate. Quante ce ne staranno in un polmone? Troppo in fretta. Lentamente. Mi capisci? Se trattengo il fiato. Poi dovrò espirare in un colpo. Non lo lascio. Non stavolta. L'ho visto solo a pelo d'acqua. Se resto immobile. Ferma. Sono certa che lo trovo. Ho trattenuto il fiato. In un silenzio lungo. 
E l'ho trovato. Finalmente.

Mi chiedi se l'ho trovato? Se l'ho trovato davvero?
Ti ho detto di sì, non mi credi?
Non serve che lo giuri, te l'ho detto.
Ma non chiedermelo ancora! Sì, l'ho trovato, è sicuro.
Dove? Mi stavo facendo un mucchio di domande e all'improvviso m'è venuta in mente una risposta.
Non insistere! Non mi sbaglio.

Era lì e l'ho trovato, il mio punto di rottura.





3 commenti:

giardigno65 ha detto...

c'è una gran vita sotto il pack

Patalice ha detto...

mi piacerebbe incontrare il mio punto di rottura per richiuderlo...

LAMPUR ha detto...

Se si potesse tornare indietro, dal punto di rottura, mi piacerebbe conoscerlo, incontrarlo, capire se dargli del Lei o usare confidenza. Ma chi me l'assicura? E poi, lo riconoscerei? Magari da mo' che l'ho superato... perché il punto è uno ma noi siamo tanti...