martedì, agosto 06, 2013

Quello che è triste, via.

Punto e Virgola. Il tarlo. La stanza 14. Elena, Biagio, i dolori. Il rigurgito al risveglio, i messaggi scoperti all'improvviso. Le bugie, le paure, i tacchi dietro la porta, il profumo in casa. Il pronto soccorso, le eclissi mancate, le feste mancate. La tortora, le parole sbagliate, l'indomani, quello che non andava detto, in bici di notte, le suonerie che non suonano, i baci non dati, il numero 7, i giuramenti finti, le promesse non mantenute, gli sguardi altrove, le prostitute, le sfide. Il Nonno, la nausea, le scritte sui muri. Gli aeroplanini di carta, i viaggi in Polonia, il 14 Giugno, le farfalle e la neve. La cheesecake, il divano, l'addio al celibato, il tempo sprecato, la porta d'ingresso. I biglietti aerei, le chiavi di casa, i vuoti. La paura di morire, Capodanno. Le bugie.

Se li scrivi tutti, li accartocci e li getti, puoi andare via. 
Posso andare adesso?
Puoi andare. 




6 commenti:

Minerva ha detto...

Due considerazioni.
1) Stasera, mentre guidavo, pensavo che il mio desiderio attuale sarebbe di scrivere dei post esattamente come questo: elenchi, di cose belle o brutte, collegati a persone vissute recentemente, per rendere (quasi sentissi di doverla 'vomitare fuori') un'esperienza - come sempre incredibilmente intensa. Che poi alla fine darei a tutti lo stesso titolo "Bulimica di vita + numero in successione" (come ho già fatto l'estate scorsa, perché in realtà poco m'importa d'esprimere un giudizio su quanto vissuto, quanto di vivere in sé cose|situazioni|persone).
2) Butti tutto? Niente di bello da trattenere dentro di te? E poi: davvero basta scrivere queste cose, accartocciarle e buttarle via per essere libere/i?
Ti abbraccio. Buona notte: fai sogni d'oro, sereni ;-)

Anonimo ha detto...

[continua...] i risvegli a zurigo, i litigi inutili a cesenatico, i bagni notturni negati, le padrone di casa che dicono "zitti, non è modo!", i baci negati, i sorrisi spontanei rubati da un carion al risveglio, le porte di casa, le pizze, il pronto soccorso, le mani incrociate, i dottori che ti chiamano 'mamma', le paure, le corse, le nottate di tesi, la neve, le promesse non mantenute, i 'pensa a zurigo', i sorrisi del dopo... quelli del "ce l'abbiamo fatta!", gli esperimenti in cucina, le D di Domodossola durante le bufere, gli errori, i passati rimescolati, le attese infinite ed inutili, le corse in bici, per calmarla, per sorprenderla, i 'non ti preoccupare ci sono io', le domeniche, l'angioletto da giardino, le notti insonni, le cose travisate, le sorprese, le foto, i catenacci, i replay, i reply, i divani bianchi delle feste, i giri di roma litigando, gli orsi, le gare di foto...che tanto erano uguali, le attese, i capelli ricci, le partite a basket due contro due, i fingercross, i pattini, gli sguardi, le altre, la scuola di verticale, la scuola di vita, le palline di natale trattate, gli zingari, i 'secondo me l'iphone...' 'no, tu lo dici perchè...' 'non lo voglio!', le litigate per strada, le uova crude, le regioni che non esistono, i 'non lo farai mica davanti ai miei figli?', i 'dormi. ti sveglio domani quando arriviamo', i palloncini delle feste, chi farnetica, i cyrano, il parlare, il manca qualcosa, i basta... ecco, i basta.

domani è già un altro giorno ed io da che mondo e mondo avrò sempre una cucina da fare all'una di notte.


curati il tuo principe o come, io lo farò con la mia principessa come.

goditi tu il tuo viaggio, io lo farò con il mio, certo che prima o poi raggiungeremo nuovamente un desiderio in comune, magari distanti migliaia di kilometri, ma avremo l'unica cosa che realmente c'ha uniti... un maialino rosa di nome... *#ø

io, cmq, ci sono. credo.


cancellalo domani. tanto sarò in spam ovunque e ps, non rileggo mai e al max leggo a saltare le cose in neretto. quindi... perdonami /anche/ se abbasso il rating poetico dei tuoi commenti/post/twitteri

Anonimo ha detto...

oh merda. carillon! si scrive carillon!

Ale ha detto...

:) intanto sorrido, già che mi fa sempre piacere quando passi da qui. E poi, due risposte:
1) Avevo questo post in bozze da sei mesi. Sei. Non riuscivo a pubblicarlo, mi sembrava sfacciato, sfrontato, troppo personale e purtroppo c'era sempre qualcosa da aggiungere. Avevo il titolo però, ed è quello, il senso vero, al di là del giudizio ultimo, sofferto, intollerabile, amaro, malinconico, dolce e comunque sempre intimo su ciò che è accaduto. Già che "in realtà poco mi importa d'esprimere un giudizio su quanto vissuto" quanto saperlo capire, affrontare, accettare.
2) Tengo tutto. Anche ciò che non è bello. E no, non basta, ma è un gioco, da bambini, come un mantra. È un gesto per allontanare forte quello che non vuoi più che ti appartenga. Tengo me e ciò che ho imparato e imparerò ancora riflettendo su ciò che è stato.
Ti abbraccio forte. Buona giornata

Ukiyoe ha detto...

.. è il titolo del mio blog!

Ale ha detto...

Ukiyoe :D che titolo bellissimo! Mi aggiungo subito ai lettori!